Apri il menu principale
Valmy
poi FR 24
Descrizione generale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg
Civil and Naval Ensign of France.svg
Tipocacciatorpediniere
ClasseGuépard
ProprietàCivil and Naval Ensign of France.svg Marine nationale
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regia Marina
CostruttoriChantiers & Ateliers de St. Nazaire-Penhoet, Saint Nazaire
Impostazione5 maggio 1927
Varo19 maggio 1928
Entrata in servizio1º gennaio 1930 (Marine Nationale)
Destino finalecatturato il 9 settembre 1943, affondato il 24 aprile 1945
Caratteristiche generali
Dislocamentostandard 2436 t
carica normale 2700 t
pieno carico 3200 t
Lunghezza130,2 m
Larghezza11,8 m
Pescaggio4,8 m
Propulsione5 caldaie
2 turbine Parsons su 2 assi
potenza 64.000 HP
2 eliche
Velocità35,5 nodi (66 km/h)
Autonomia3450 mn a 14,5 nodi
Equipaggio209 tra ufficiali, sottufficiali e marinai
Armamento
Armamento
  • 5 pezzi da 138 mm
  • 4 mitragliere da 37/54 mm
  • 4 mitragliere da 13,2 mm
  • 6 tubi lanciasiluri da 550 mm
Note
dati riferiti a prima delle modifiche

dati presi principalmente da Marina Militare, Trentoincina e Warships 1900-1950

voci di cacciatorpediniere presenti su Wikipedia

Il Valmy è stato un cacciatorpediniere della Marine nationale, appartenente alla classe Guépard.

StoriaModifica

Fu completato nel 1930[1][2][3]. Durante il suo impiego bellico nel corso della seconda guerra mondiale il Valmy riportò un successo il 30 gennaio 1940, quando, insieme al gemello Guépard, alle unità britanniche Whitshed (un cacciatorpediniere) e Fowey (uno sloop) e ad un idrovolante Short S.25 Sunderland, affondò il sommergibile tedesco U 55 nel punto 48°37' N e 7°48' O[4].

Il 27 novembre 1942, in seguito all'occupazione tedesca dei territori della Francia di Vichy, si autoaffondò a Tolone insieme al resto della flotta francese per evitare la cattura[1][3].

Fu tuttavia giudicato riparabile e fu quindi riportato a galla agli inizi del 1943[1][3]. Tuttavia il 20 gennaio di quell'anno, mentre veniva trainato in un porto ligure, fu colpito e danneggiato nelle acque di Savona da aerei britannici[1][3]. Nei successivi lavori di ripristinio, svoltisi a La Spezia, furono eliminati 4 dei 6 tubi lanciasiluri e fu invece incrementato l'armamento antiaereo, sostituendo le quattro mitragliere da 13,2 mm con altrettante da 20/65 mm; furono inoltre imbarcati lanciabombe di profondità[2].

Tuttavia i lavori andarono piuttosto a rilento e l’FR 24, a differenza del gemello Lion, non entrò mai in servizio: il 9 settembre 1943[5], infatti, in seguito alla proclamazione dell'armistizio, la nave fu catturata a La Spezia dalle truppe tedesche[1][3].

Il 24 aprile 1945, prima della resa, le stesse truppe tedesche affondarono l’FR 24 nel porto di Genova[1][3].

NoteModifica