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Tomba di Francesco Valori, nel chiostro degli Aranci a Firenze
Palazzo Valori

I Valori furono una famiglia storica di Firenze. Ebbero per capostipite un Valore di Orlando Rustichelli, da cui trassero il cognome. È anche un cognome diffuso in tutta Italia, più raro nella sua accezione Valore.

Indice

I Valori di FirenzeModifica

I Valori sono una casata fiorentina, detta anche di Valore[1]. Ha discendenze nella famiglia dei Rustichelli[2], casata di origine fiesolana con altre due ramificazioni dimoranti in Treviso e Vicenza.

Taldo di Valore di Rustichelli fu per quattro volte priore e ambasciatore a Venezia nel 1328. Nel 1340 fu gonfaloniere di giustizia. Gabriele Valori, forse figlio di Taldo, nel 1349 era passato in Napoli offrendo i suoi servigi a Luigi I d'Angiò, stabilendo un ramo della famiglia in Francia, sotto Luigi II d'Angiò, dove la casata possedette le signorie di Marignon, La Motte, Locé, Lublé, Maign e inoltre De Cussè, Tilly, Lecé.

A Firenze Bartolomeo Valori il Vecchio (1354-1427), detto Baccio, nato da Niccolò, figlio a sua volta del suddetto Taldo, nel 1380 fu eletto tra i Dieci di Balia, venendo rieletto altre sei volte e ricoprì anche l'incarico di ambasciatore e quello di gonfaloniere di giustizia.

Suo nipote Francesco (1439-1498) fu gonfaloniere quattro volte e, appassionato di filosofia, sostenne Girolamo Savonarola opponendosi al dominio dei Medici.

Baccio Valori combatté contro Cosimo I de' Medici nella Battaglia di Montemurlo, venendo sconfitto. I familiari riuscirono però a salvare i beni di famiglia dalla confisca, riuscendo a farli passare per frutto della dote di Albiera degli Alessandri, andata in sposa a Francesco Valori, che allora risiedeva a Roma da fuoruscito.

Fu Bartolomeo Valori il giovane (1535-1606), anch'egli detto Baccio e nipote di Francesco, che recuperò i possedimenti familiari diventando senatore sotto Ferdinando I de' Medici. Bibliotecario della Biblioteca Medicea Laurenziana e presidente dell'Accademia del Disegno, fu lui a far adornare il palazzo di famiglia con i busti dei fiorentini noti, che però non riscossero il favore popolare, come testimonia ancora il soprannome dell'edificio quale Palazzo dei Visacci.

Altri membri della famiglia furono

  • Niccolò Valori, gonfaloniere della repubblica fiorentina.
  • Niccolò Valori (1464-1530 ca.), nipote di Francesco uomo politico e letterato fiorentino
  • Francesco Valori, cugino di Bartolomeo il giovane, fu al servizio del Papato.
  • Giambattista Valori (XVI secolo), fratello di Niccolò, fu protonotario apostolico.
  • Niccolò Valori (XVI secolo), Cav. Gerosolimitano e Provveditore delle Galee dell'Ordine, morto in Palermo.[3].

Il ramo fiorentino dei Valori si estinse nel 1687. Oltre al citato palazzo dei Visacci essi ebbero altre proprietà concentrate su borgo degli Albizi: il Palazzo Valori secondario e il Palazzo Valori-Bartolini.

Valori o Valore come cognomeModifica

Valori o Valore è il cognome di vari personaggi.

NoteModifica

  1. ^ Idelfonso di San Luigi, Delizie degli eruditi toscani volume 16 pagina 412, Gaetano Cambiagi, 1772.
    «Cafata de' Valori del Quartiere dì S. Maria Novella , che più comunemente nel vulgare idioma, di Valore».
  2. ^ G. B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, Pisa, vol. II pagina 66, 1886-90
  3. ^ Scipione Ammirato, Delle Famiglie nobili fiorentine. pagina 109, Giunti Firenze, 1615.
    «…Niccolò rendutofi Cavaliere Gierofolimitano l’anno 1556 fu nel 1569…fatto prigione fulle galee della religione, delle quali era provveditore, onde rifcattato con fomma non piccola di moneta fu alcuni anni dopo morto in Palermo.».
  4. ^ Massimo Naro, Cosmo o caos: domande radicali negli scrittori siciliani del Novecento, pagina 227, S. Sciascia, 2006.
  5. ^ François Pinaud Di Pierre, Les Receveurs Generaux des Finances 1790-1865 pag.104, Librairie Droz, 1990.
    «Conte François Florent de Valori (1763 -1822), Un sostenitore della famiglia reale nei giorni 5-6 ottobre del 1789, che ha scortato la carrozza di Luigi XVI durante la fuga verso Varennes».

BibliografiaModifica

  • G. B. di Crollalanza, Dizionario storico-blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, Pisa, vol. II, 1886-90.
  • Marietta de' Ricci, ovvero Firenze al tempo dell'assedio, Agostino Ademollo, Luigi Passerini vol. 4, 1853.
  • Istoria genealogica delle famiglie nobili toscane et umbre, Eugenio Gamurrini Vol. 5, Forni 1972.
  • Istorie fiorentine di Scipione Ammirato, stamperia nuoua d'Amador Massi, e Lorenzo Landi. Con licenza de' superiori, 1641.
  • Discorso di Monsignore D. Vincenzio Borghini intorno al modo di far gli alberi delle famiglie nobili fiorentine, Vincenzo Borghini, Domenico Moreni, Lionardo Salviati Magheri, 1821.
  • Nobiliaire de Guienne et de Gascogne, Henri Gabriel Ogilvy, Pierre Jules de Bourrousse de Laffore, Typographie G. Gounonilhou, 1856.
  • Annuaire de la noblesse de France et des maisons souveraines de l'Europe, Borel d'Hauterive, Bureau de la publication, 1861.

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