Varāha (XIX secolo)

Varāha (devanāgarī: वराह; "cinghiale") è un avatara della divinità indù Visnù.

FontiModifica

Le caratteristiche e le vicende inerenti all'avatara Varāha sono narrate in particolar modo nei Viṣṇu Purāṇa (I,4), Viṣṇu-dharmottara Purāṇa (I,3), Vāyu Purāṇa, (VI), Agni Purāṇa (IV), Brahmā Purāṇa (213), Liṅga Purāṇa (I, 94), Padma Purāṇa (VI, 264), Kūrma Purāṇa (I,6); anche se una prima menzione della divina incarnazione nella tartaruga la si riscontra nel più antico Taittirīya Āraṇyaka (ad es. in VII, 1,5), nel Śatapatha Brāhmaṇa (XIV, 2, 1, 11, dove prende il nome di Emūṣa), e nel Mahābhārata (II, 45; III, 144; XII, 208).

MitoModifica

Quando il demone Hiraṇyākṣa rapì Pṛthivī (la dea Terra) per trascinarla sotto le acque cosmiche, Visnù prese forma in un immenso cinghiale e, tuffatosi nel mare primigenio, sconfisse il demone liberando la dea Terra.

Nel Varāha Purāṇa sono presenti direttamente gli insegnamenti di Varāha. In particolar modo la prima sezione ospita il dialogo tra Varāha e Pṛthivī e la narrazione di Pṛthivī a Sanatkūmara degli insegnamenti ricevuti da Varāha.

BiografiaModifica

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