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Vecchio cimitero di Latovetere

chiesa altomedievale di Montesarchio poi usata come cimitero
Antica chiesa di Latovetere
Cimitero di Latovetere 03.jpg
Le due absidi viste dall'esterno
StatoItalia Italia
RegioneCampania
LocalitàMontesarchio
Religionecattolica
Arcidiocesi Benevento
Stile architettonicopreromanico
Inizio costruzioneepoca longobarda
Demolizione?

Coordinate: 41°04′12.09″N 14°38′31.36″E / 41.070025°N 14.642044°E41.070025; 14.642044

Il cosiddetto vecchio cimitero è una chiesa altomedievale conservata come rudere a Latovetere, rione del centro storico di Montesarchio.

Cenni storici e descrizioneModifica

 
L'interno
 
La porta d'accesso

La denominazione usata attualmente è dovuta all'utilizzo che si è fatto dell'area in tempi più recenti. L'edificio sacro, infatti, già nel 1712 aveva perso il tetto ed era chiamato «Cimitero dei Vergini».[1] Era una partinenza dell'abbazia di San Nicola di Latovetere, che vi trasferiva i corpi dei defunti, dopo la loro decomposizione nelle fosse sotto l'abbazia stessa. L'ente religioso perse il possesso di tale cimitero nel XIX secolo, in favore del comune di Montesarchio.[2]

Della chiesa non sono note la denominazione originaria né la data di costruzione, però è plausibile che essa sia stata il primo edificio sacro sorto ad uso del borgo arroccato di Latovetere. Quest'ultimo si formò con tutta probabilità fra il IX e il X secolo, in età longobarda, quando gli abitanti di Caudium cercarono gradualmente rifugio in un luogo sopraelevato condannando alla scomparsa il precedente abitato.[3]

La chiesa è ubicata all'estremità settentrionale del borgo di Latovetere, costruita direttamente sulla roccia. È un edificio dalle dimensioni contenute, che segue uno schema comune per l'epoca: una pianta approssimativamente rettangolare con l'abside in fondo, sul lato orientale. Un'abside minore si trova al centro del muro settentrionale; esattamente di fronte ad essa è la piccola porta d'accesso, volta verso il borgo. Le murature sono grezze, costituite di blocchi calcarei che solo nella parete settentrionale si trovano organizzati in ricorsi orizzontali.[4]

NoteModifica

  1. ^ Cielo, p. 126.
  2. ^ Tommaselli, pp. 67-68, 72 nota 2.
  3. ^ Cielo, pp. 92-97.
  4. ^ Cielo, pp. 126-127.

BibliografiaModifica

  • Luigi Romolo Cielo, Montesarchio nel medioevo: genesi e sviluppo di un abitato castrale, in Rivista Storica del Sannio, XVI, 2009, pp. 87-140.
  • Antonio Tommaselli, L'abbazia di San Nicola di Montesarchio, Montesarchio, Viaggi Francescani, 1987.

Voci correlateModifica

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