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Vediamoci chiaro

film del 1984 diretto da Luciano Salce

TramaModifica

Il manager televisivo Alberto Catuzzi, in seguito a un incidente automobilistico, diventa cieco. La compagnia assicurativa che dovrebbe risarcirlo invia la bella Eleonora in avanscoperta per cercare di capire se la cecità di Alberto sia reale o meno, naturalmente all'insaputa del malato. Nonostante Alberto sia già sposato, giorno dopo giorno i due s'innamorano.
Improvvisamente, in seguito a un ulteriore trauma, Alberto ritrova la vista, ma proprio mentre sta per rivelare la bella notizia alla moglie, scopre che quest'ultima lo tradisce con il suo migliore amico. Alberto decide così di continuare a fingere la cecità per scoprire tutte le magagne che lo circondano, e delle quali non s'era mai accorto a causa della fiducia mal riposta nel prossimo.

ProduzioneModifica

RegiaModifica

Il regista Luciano Salce torna in attività dopo alcuni seri problemi di salute sorprendendo, prima di tutti lui stesso, perché era convinto non sarebbe più riuscito a lavorare. Tuttavia sapeva benissimo che la sua attività da quel momento in poi si sarebbe limitata alla regia perché i medici gli sconsigliarono di recitare visto lo stress fisico che comporta.[1]

DistribuzioneModifica

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche italiane il 19 aprile del 1984.[2][3]

Edizioni home videoModifica

Una videocassetta VHS della domovideo è stata la prima pubblicazione italiana del film per il circuito home video, nel 2007 la pellicola è stata distribuita anche su supporto DVD dalla Next Video.

AccoglienzaModifica

IncassiModifica

La pellicola si è classificata al 50º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1983-1984.[4]

CriticaModifica

Il film ha raccolto critiche poco lusinghiere a causa di diversi fattori come ad esempio la scelta di sfruttare poco il ritratto ambiguo delle TV private, che proprio in quel periodo vivevano un fervente sviluppo, rispetto al cinema che invece è in piena crisi. Anche la trama narrata è ritenuta scontata e prevedibile e a poco serve l'apporto di attori come Dorelli (che in realtà nel ruolo di non vedente non è ai suoi massimi artistici) o della Giorgi e della Agren qui in versione tappezzeria.[5]

NoteModifica

  1. ^ Dorelli (quasi padre) in teatro con G & G. e in un film con Salce che torna regista, in La Stampa, nº 59, 1984, p. 19.
  2. ^ Cinema - Prime Visioni Roma, in L'Unità, nº 91, 1984, p. 15.
  3. ^ Cinema - Prime Visioni Torino, in La Stampa, nº 91, 1984, p. 22.
  4. ^ Stagione 1983-84: i 100 film di maggior incasso, hitparadeitalia.it. URL consultato il 24 aprile 2016.
  5. ^ Bentornato Salce (ma non così), in L'Unità, nº 93, 1984, p. 13.

Collegamenti esterniModifica

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