Partito Verde Europeo

partito politico europeo
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Verdi Europei
(EN) European Greens
(DE) Europäische Grünen
(FR) Verts Européens
(ES) Los Verdes Europeos
EGP-Logo 2017.png
PresidenteBelgio Evelyne Huytebroeck

Austria Thomas Waitz

SegretarioSpagna Mar Garcia
StatoUnione europea Unione europea
SedeRue Wiertz 31,
1050 Bruxelles, Belgio
Fondazione21 febbraio 2004
IdeologiaAmbientalismo[1]
Progressismo
Alter-globalizzazione
CollocazioneCentro-sinistra/Sinistra
Gruppo parl. europeoI Verdi/Alleanza Libera Europea
Affiliazione internazionaleVerdi Globali
Seggi Europarlamento
50 / 705
 (2019)
Coloriverde
Sito webwww.europeangreens.eu/

Il Partito Verde Europeo (PVE) o Verdi Europei - Partiti Verdi Uniti per l'Europa (in inglese: European Green Party, abbr. EGP) è un partito politico europeo che raggruppa i partiti nazionali ecologisti attivi in tutta Europa, nell'Unione europea e al di fuori. Costituisce una delle quattro federazioni dei Global Greens (Verdi Globali).

Il partito fondato al quarto congresso della Federazione dei Partiti Verdi Europei tenutosi dal 20 al 22 febbraio 2004 a Roma in una riunione con oltre mille delegati. Trentadue esponenti politici verdi di tutta Europa aderirono a questo nuovo partito e la fondazione fu suggellata dalla firma di un trattato costitutivo al Campidoglio.

Gli elettori dei Verdi Europei sono stati descritti da parte della stampa come appartenenti alla classe media e fortemente acculturati, residenti di grandi città che traggono vantaggio dalla globalizzazione e che non si collocano fortemente a sinistra per quanto riguarda le questioni socio-economiche. In Finlandia gli ecologisti sarebbero ad esempio più a destra rispetto ai socialdemocratici.[2]

Nel 1999 i Verdi Europei hanno stretto un'intesa con i partiti regionalisti e nazionalisti dell'Alleanza Libera Europea costituendo al Parlamento europeo un gruppo parlamentare denominato "I Verdi/Alleanza Libera Europea" (Verdi/ALE). Al gruppo si sono aggiunti negli anni 2010 altri soggetti politici ed eurodeputati indipendenti.

I membri del PVE sono distinti dalla Sinistra Verde Nordica, che include invece partiti ecosocialisti dei Paesi del Nord Europa in collaborazione con il Partito della Sinistra Europea.

StoriaModifica

Nel 1984 viene creato il Coordinamento Europeo dei Partiti Verdi (CEPV).

Nel giugno 1993 il CEPV si trasforma in Federazione Europea dei Partiti Verdi (FEPV).

Il 21 febbraio 2004 viene fondato a Roma il Partito Verde Europeo (PVE).

Alle elezioni europee del 2004 i partiti verdi elessero 35 eurodeputati. Alle elezioni europee del 2009, pur con una riduzione del numero di europarlamentari, i Verdi riuscirono ad eleggere 46 eurodeputati, il miglior risultato in 30 anni di storia.

Negli anni 2010 i Verdi consolidarono la loro presenza a livello locale e regionale. Inés Sabanés e Célia Blauel divennero assessori all'ambiente rispettivamente di Madrid e Parigi. Femke Halsema divenne la seconda sindaca verde di una capitale europea, Amsterdam, dopo che Francesco Rutelli fu sindaco di Roma. Fritz Kuhn fu eletto sindaco di Stoccarda, mentre a livello regionale Winfried Kretschmann divenne Ministro presidente del Baden-Württemberg.

Alexander Van der Bellen, anche se candidato indipendente alla carica di Presidente federale dell'Austria, divenne il primo capo di Stato eletto al mondo proveniente da un partito verde.[3]

Alle elezioni europee del 2014 i candidati di punta dei Verdi furono José Bové e Ska Keller.

Alle elezioni europee del 2019 fu ri-candidata Ska Keller accanto a Bas Eickhout.

Nel 2020 i Verdi europei riscossero un grande successo nelle elezioni locali di molti Stati europei, eleggendo sindaci in Francia a Lione, Strasburgo, Besançon, Marsiglia e Bourdeaux,[4] a Dublino in Irlanda[5] e ad Aquisgrana, Colonia e Bonn in Germania[6], tanto che si parlò di una "onda verde".[7] Nel marzo 2021, anche il sindaco di Milano Beppe Sala, indipendente di centro-sinistra, dichiarò di aderire alla lista italiana Verdi Europei.[8]

Dalla metà degli anni 2010 vari partiti membri del PVE diventano partner di governo in Svezia, Austria, Finlandia, Lussemburgo, Belgio, Irlanda, Macedonia del Nord e Montenegro.

Ideologia e posizioniModifica

I Verdi europei professano da sempre politiche ecologiste quali la responsabilità ambientale, le libertà individuali, la democrazia inclusiva, la diversità, la giustizia sociale, l'uguaglianza di genere, lo sviluppo sostenibile a livello mondiale e la nonviolenza.[9]

In materia di clima ed energia, il PVE persegue politiche di transizione energetica, puntando sulle energie rinnovabili eliminando progressivamente le fonti fossili e il nucleare, sull'efficienza energetica e sul miglioramento dei trasporti pubblici.[10]

A livello di politiche occupazionali è contrario al modello produttivista e sostiene le aziende ecologiche, le cooperative e le iniziative locali e si batte per accordi commerciali che rispettino i diritti dei lavoratori e dei consumatori.[11]

In materia di diritti umani e migrazione, i Verdi europei sostengono parità di trattamento sulla base di genere, etnia, religione e orientamento sessuale, e difendono i diritti dei richiedenti asilo e dei migranti invocando ricorso agli strumenti legali già in essere e a un sistema di ripartizione dei migranti più ambizioso.[12]

La relazione dei Verdi nei confronti dell'Unione europea e delle sue istituzioni è evoluta nel corso tempo. Negli anni 1970 e 1980 i partiti verdi europei erano generalmente scettici nei confronti delle politiche e dell'integrazione economica, viste come contrarie agli interessi ambientali e sociali . Nel proprio programma del 1984 i Verdi europei auspicavano la creazione di un'Europa alternativa, neutrale e decentralizzata. Nel 1989 alcuni partiti adottarono un approccio più istituzionale diventando maggiormente favorevoli all'integrazione europea. A partire dal loro programma del 1994 i Verdi abbandonarono posizioni di rifiuto dell'integrazione europea e cominciarono a proporre alternative alle politiche e alle istituzioni dell'UE.

Al giorno d'oggi il PVE si dichiara favorevole all'integrazione europea, pur operando per riformare le istituzioni dell'UE perché siano più traparenti e democratiche.[13] L'ex leader verde Daniel Cohn-Bendit è membro del Gruppo Spinelli, movimento politico europeo federalista, e scrisse assieme a Guy Verhofstadt un libro con la proposta di un manifesto federalista europeo. Altri esponenti verdi del Gruppo Spinelli sono Monica Frassoni, Isabelle Durant e Joschka Fischer, ex vicecancelliere tedesco ed ex ministro degli affari esteri. Il PVE aderì nel febbraio 2014 al Movimento Europeo Internazionale.[14]

DirezioneModifica

 
I co-presidenti Thomas Waitz ed Évelyne Huytebroeck (2020).

L'organo esecutivo del PVE è denominato "Comitato". Ne fanno parte, a seguito del Congresso di Tampere del novembre 2019:[15]

  • Evelyne Huytebroeck - Co-presidente
  • Thomas Waitz - Co-presidente
  • Mar Garcia - Segretario generale
  • Ute Michel - Tesoriera
  • Michal Berg
  • Jean Lambert
  • Vula Tsetsi
  • Oras Tynkkynen
  • Mélanie Vogel

Partiti membri[16]Modifica

 
Partiti membri
 
Dritan Abazović, Vicepresidente del Montenegro dal 2020.
Paese Partito
  Albania Partito Verde d'Albania

Partia e Gjelbër e Shqipërisë

  Andorra Verdi d'Andorra

Verds d'Andorra

  Austria I Verdi
Die Grünen
  Belgio Vallonia: Ecolo - Ecologisti Confederati per l'Organizzazione di Lotte Originali
Écologistes Confédérés pour l'Organisation de Luttes Originales
Fiandre: Verdi
Groen
  Bulgaria I Verdi

Зелените / Zelenite

  Rep. Ceca Partito dei Verdi
Strana zelených
  Cipro Movimento degli Ecologisti Ambientalisti
Kinima Oikologoi Perivallontistoi
  Danimarca Partito Popolare Socialista

Socialistisk Folkeparti

  Estonia Verdi Estoni
Eesti Rohelised
  Finlandia Lega Verde
Vihreä Liitto
  Francia Europa Ecologia I Verdi
Europe Écologie Les Verts
  Georgia Partito dei Verdi di Georgia

Sakartvelo's mtsvaneta partia

  Germania Alleanza 90/I Verdi
Bündnis 90/Die Grünen
  Grecia Verdi Ecologisti
Oikologoi Prasinoi
  Irlanda Partito Verde

Green Party / Comhaontas Glas

  Italia Europa Verde
  Lussemburgo I Verdi
Déi Gréng
  Macedonia del Nord Rinnovamento Democratico di Macedonia

Демократска обнова на Македонија

  Malta Alternativa Democratica
Alternattiva Demokratika
  Moldavia Partito Verde Ecologista

Partidul Verde Ecologist

  Paesi Bassi Sinistra Verde
GroenLinks
  Norvegia Partito Ambientalista I Verdi
Miljøpartiet De Grønne
  Portogallo Partito Ecologista "I Verdi"
Partido Ecologista "Os Verdes"
  Polonia Partito Verde
Partia Zieloni
  Regno Unito Partito Verde di Inghilterra e Galles
Green Party of England and Wales
Partito Verde Scozzese
Scottish Green Party
  Romania Partito Verde
Partidul Verde
  Slovenia Partito della Gioventù - Verdi Europei
Stranka mladih - Zeleni Evrope
  Spagna Equo (EQUO)
Iniziativa per la Catalogna Verdi
Iniciativa per Catalunya Verds
  Svezia Partito Ambientalista i Verdi
Miljöpartiet de Gröna
  Svizzera Partito Ecologista Svizzero

Grüne Partei der Schweiz / Parti écologiste suisse / Partida ecologica svizra

  Ucraina Partito Verde d'Ucraina
Partija Zelenych Ukrajiny
  Ungheria La Politica può essere Diversa - Partito Verde d'Ungheria

Lehet Más a Politika - Magyarország Zöld Pártja

Candidati
  Croazia Sviluppo Sostenibile della Croazia
Održivi razvoj Hrvatske
  Montenegro Movimento Civico Azione di Riforma Unita

Грађански покрет Уједињена реформска акција

  Turchia Partito della Sinistra Verde

Yesiller ve Sol Gelecek Partisi

Associati
  Bielorussia Partito Verde di Bielorussia

Bielaruskaja Partyja "Zialonye"

  Russia Russia Verde

Zelenaya Rossia

Nelle istituzioni dell'Unione europeaModifica

 
Werner Kogler (I Verdi), vicecancelliere austriaco dal gennaio 2020.
 
Eamon Ryan (Partito Verde irlandese), ministro dell'ambiente, del clima e delle comunicazioni dal 2020.
Organizzazione Istituzione Numero di seggi
Unione europea Consiglio europeo
0 / 27
Commissione europea
0 / 27
Parlamento europeo
50 / 705
Comitato europeo delle regioni
11 / 329

Al marzo 2021, nessun capo di Stato o di governo partecipante al Consiglio europeo è membro di un partito verde. I partiti verdi nazionali esprimono ministri nei governi di vari Stati membri: Austria, Belgio, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo e Svezia. Sono pertanto rappresentati nel Consiglio dell'Unione europea.

Commissione europeaModifica

Storicamente, solo un esponente del PVE è stato commissario europeo: la tedesca Michaele Schreyer, commissaria per il bilancio nella Commissione Prodi.

Carlo Ripa di Meana fu commissario europeo per l'ambiente dal 1985 al 1989 come esponente del Partito Socialista Italiano; divenne solo in seguito portavoce dei Verdi italiani.

Nella Commissione von der Leyen (IX legislatura del Parlamento europeo) il commissario per l'ambiente e gli oceani Virginijus Sinkevičius è membro dell'Unione dei Contadini e dei Verdi di Lituania, che fa parte del gruppo Verdi/ALE ma non del Partito Verde Europeo.

Parlamento europeoModifica

Nel Parlamento europeo il Partito Verde Europeo ha costituito dopo le elezioni europee del 1999 il gruppo parlamentare Verdi/ALE con l'Alleanza Libera Europea. Al gruppo appartengono nella IX legislatura del Parlamento europeo anche gli eurodeputati eletti con il Partito Pirata Europeo e Volt Europa, nonché altri partiti nazionali e vari indipendenti.

Comitato delle regioniModifica

In seno al Comitato europeo delle regioni i Verdi costituiscono con 11 membri e 9 supplenti il gruppo omonimo. Al gruppo appartengono alcuni membri non appartenenti al PVE (Partito Pirata Ceco, Sinn Fein irlandese).[17] Dal febbraio 2020 i due co-presidenti del gruppo sono Satu Haapanen e Bernd Voß.[18]

NoteModifica

  1. ^ Parties and Elections in Europe: The database about parliamentary elections and political parties in Europe, by Wolfram Nordsieck
  2. ^ (FR) Herbet Augustin, Les limites des partis "verts" : l'allégeance aux groupes sociaux dominants, su Le Vent Se Lève, 26 aprile 2020.
  3. ^ (EN) Austria Elects World's First Green President Directly Elected by the People, su Global Greens, 22 maggio 2016. URL consultato il 6 marzo 2021.
  4. ^ Stefano Montefiori, Elezioni in Francia, sale l’ondata Verde: delude Macron, a Parigi trionfa Hidalgo, su Corriere della Sera, 28 giugno 2020. URL consultato il 6 marzo 2021.
  5. ^ (EN) Jack Power, Pat Leahy, Green Party’s Hazel Chu elected Lord Mayor of Dublin, su The Irish Times. URL consultato il 6 marzo 2021.
  6. ^ (DE) Badische Zeitung, Drei neue grüne Oberbürgermeister ziehen in NRW-Rathäuser ein - Deutschland - Badische Zeitung, su www.badische-zeitung.de. URL consultato il 6 marzo 2021.
  7. ^ (EN) Deutsche Welle (www.dw.com), Opinion: A European Green wave may be coming — finally | DW | 05.07.2020, su DW.COM. URL consultato il 6 marzo 2021.
  8. ^ L’addio al Pd. Il sindaco di Milano Beppe Sala passa ai Verdi europei, su L'Inkiesta, 12 marzo 2021.
  9. ^ Charter of the European Greens, su europeangreens.eu, 13–14 October 2006 (archiviato il 4 febbraio 2007).
  10. ^ (EN) Climate & Energy, su European Greens. URL consultato il 6 marzo 2021.
  11. ^ (EN) Economy & Jobs, su European Greens. URL consultato il 6 marzo 2021.
  12. ^ (EN) Human Rights & Migration, su European Greens. URL consultato il 6 marzo 2021.
  13. ^ (EN) Europe & Democracy, su European Greens. URL consultato il 6 marzo 2021.
  14. ^ Greens join pro-European parties' network, su euobserver.com. URL consultato il 26 agosto 2015.
  15. ^ (EN) People, su European Greens. URL consultato il 6 marzo 2021.
  16. ^ (EN) Member Parties, su European Greens. URL consultato il 6 marzo 2021.
  17. ^ Greens - Members, su web.cor.europa.eu. URL consultato il 6 marzo 2021.
  18. ^ Greens - Co-presidents, su web.cor.europa.eu. URL consultato il 6 marzo 2021.

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