Veronica Lake

attrice statunitense

Veronica Lake, pseudonimo di Constance Frances Marie Ockleman (Brooklyn, 14 novembre 1922Burlington, 7 luglio 1973), è stata un'attrice statunitense, di grande popolarità negli anni quaranta, specialmente come interprete di film noir spesso in coppia con Alan Ladd.

Veronica Lake nel 1942

È considerata anche un'icona dello stile di quegli anni, soprattutto per la sua celebre pettinatura con un'onda che le cadeva sull'occhio destro e le copriva metà del volto (detta peekaboo bang), che divenne all'epoca di gran moda fra le giovani americane.[1][2]

BiografiaModifica

Nata a Brooklyn il 14 novembre del 1922, a un anno Veronica Lake si trasferì con la famiglia in Florida, per tornare a Brooklyn nel 1927. Il padre Harry Ockelman, che lavorava nel settore petrolifero, morì in un'esplosione nel 1932, lasciandola orfana a 10 anni. L'anno successivo la madre si risposò con l'amico Anthony Keane, dal quale Constance prese il cognome. Frequentò una rigida scuola cattolica a Montréal in Canada, poi un liceo di Miami; è in questo periodo che a Constance, secondo sua madre, sarebbe stata diagnosticata una probabile prima forma di schizofrenia[3].

Trasferitasi nel 1938 con la famiglia a Beverly Hills, frequentò una rinomata scuola di recitazione (nonostante sognasse di diventare chirurgo) e iniziò ad ottenere piccole parti con il nome di Constance Keane in alcuni film della RKO, tra cui Sorority House. Nel 1941 Constance cominciò ad essere notata e fu segnalata al produttore Arthur Hornblow, che cercava un'attrice per il film I cavalieri del cielo. Constance fu quindi messa sotto contratto dalla Paramount, per iniziali 75 dollari la settimana, col nome d'arte di Veronica Lake: fu Hornblow a sceglierlo, perché i suoi occhi gli ricordavano un lago azzurro, calmo e limpido[4]. Lo stesso anno diede alla luce la figlia Elaine, avuta dal marito John Detlie,sposato l'anno prima.

 
Veronica Lake con la celebre pettinatura e Joel McCrea nel film I dimenticati (1941)

Il 1941 fu l'anno della consacrazione, con I cavalieri del cielo, accanto a Ray Milland. Seguì una serie di film di grande successo, come I dimenticati (1941), Ho sposato una strega (1942), e Sorelle in armi (1943), un film di propaganda bellica con Paulette Goddard e Claudette Colbert. I film più amati e apprezzati furono i noir in coppia con Alan Ladd, Il fuorilegge (1942) e La chiave di vetro (1942): il sodalizio, che sullo schermo si rivelò notevole, nacque per esigenze della Paramount, poiché Ladd era l'unico abbastanza basso da recitare al fianco della Lake, alta 1,50 m.

 
Veronica Lake insieme a Cecil Kellaway in Ho sposato una strega (1942)

Malgrado il successo e i cospicui guadagni (fino a 4.500 dollari la settimana), la Lake, a causa di una personalità contorta e di disturbi psichici, si guadagnò la fama di persona difficile e fu etichettata come "the bitch"[5]; Joel McCrea rifiutò di lavorare di nuovo con lei affermando che "la vita è troppo corta per girare due film con Veronica Lake"[6]; lo scrittore Raymond Chandler, autore/sceneggiatore de La dalia azzurra, la definì sarcasticamente "Moronica Lake" (moron: ritardato mentale)[7]; nonostante ciò, Bette Davis la definì "la persona più bella mai arrivata a Hollywood"[8][9]. In aggiunta ai problemi caratteriali, dovette affrontare una serie di eventi avversi: il suo secondo figlio morì nel 1943 ad una settimana dalla nascita, divorziò dal marito, ricevette stroncature per Un'ora prima dell'alba (1944), e le fu persino chiesto dal governo di cambiare look: molte operaie , avendone imitato la pettinatura, erano state vittime di gravi infortuni sul lavoro, a causa delle lunghe chiome che s'incastravano nei macchinari. La nuova acconciatura privò Veronica del suo fascino, ma ormai il successo al botteghino non era più quello degli anni precedenti. Dal 1945 la Paramount la relegò in film di secondo piano, ad eccezione del noir La dalia azzurra (1946), con Ladd, l'ultimo suo film di successo.

Mentre le condizioni di salute peggioravano, il secondo marito, il regista André De Toth, la dissuase dal a sottoporsi a sedute dallo psichiatra e Veronica iniziò a bere, ulteriore svantaggio per la carriera, che subì un brusco arresto nel 1948, quando la Paramount rescisse il contratto. Per l'attrice cominciò una spirale tragica: citata in giudizio dalla madre per non avere provveduto a lei, e dal fisco per evasione, nel 1952 la Lake, che dal 1948 aveva girato solo due film, dichiarò bancarotta e lo stesso anno divorziò da De Toth, da cui aveva avuto due figli. A trent'anni, il periodo d'oro era finito.

 
Veronica Lake nel trailer di Flesh Feast (1970), il suo ultimo film

Dopo un periodo di lavoro in teatro e in televisione, nel 1955 sposò il compositore Joseph McCarthy. Nel 1959 un infortunio alla caviglia le impedì di continuare a lavorare: divorziò da McCarthy e tornò a New York, dove la paranoia schizofrenica e la salute peggiorarono e non le fu più permesso vedere i figli. Fu più volte arrestata per ubriachezza e infine scoperta a lavorare come cameriera al bar di un albergo. Questo scoop la riportò alla ribalta per qualche tempo e le consentì di ottenere lavoretti in televisione, dove apparve in molti casi nel ruolo di se stessa, o in film di secondo piano. Pubblicò una sincera autobiografia (Veronica: The Autobiography of Veronica Lake) e con il ricavato finanziò nel 1970 il suo ultimo film, Flesh Feast, un imbarazzante b-movie horror che avrebbe dovuto riportarla alla notorietà ma che passò inosservato.

Dopo un periodo in Inghilterra (con relativo breve matrimonio) in cui recitò a teatro, nel 1973, durante un soggiorno nel Vermont presso il Centro Medico di Burlington, le fu diagnosticata una grave cirrosi epatica causata da anni di alcolismo e dovette essere ricoverata. Il 7 luglio 1973, a 50 anni, morì di epatite[2]. Il servizio funebre si tenne presso la Cappella universale di New York, il corpo fu cremato e secondo i suoi desideri le ceneri disperse al largo delle Isole Vergini.

Citazioni e omaggiModifica

CuriositàModifica

  • La Lake è stata anche una pilota dilettante: cominciò a prendere lezioni di volo nel 1946 e pilotò il suo piccolo aereo da Los Angeles a New York nel 1948.

FilmografiaModifica

 
Il manifesto de La Dalia Azzurra (1946)

Doppiatrici italianeModifica

  • Rosetta Calavetta in Ho sposato una strega, Saigon, Un'ora prima dell'alba, La dalia azzurra, Mi piace quella bionda, Sorelle in armi, I dimenticati, La chiave di vetro, I cavalieri del cielo, Furia dei tropici, I filibustieri in gonnella, La donna di fuoco
  • Paola Veneroni in Il fuorilegge
  • Clelia Bernacchi in La porta d'oro
  • Doriana Chierici in La chiave di vetro (ridoppiaggio)

NoteModifica

  1. ^ (EN) Linnea Crowther, Peek-a-boo, Veronica Lake, in Legacy.com, 7 luglio 2013. URL consultato il 27 luglio 2017.
  2. ^ a b The Victoria Advocate - Google News Archive Search, su news.google.com. URL consultato il 2 febbraio 2019.
  3. ^ Chierichetti, David., Edith Head : the life and times of Hollywood's celebrated designer, 1st ed, HarperCollinsPublishers, 2003, ISBN 0060194286, OCLC 49260717. URL consultato il 2 febbraio 2019.
  4. ^ (EN) Time Inc, LIFE, Time Inc, 3 marzo 1941. URL consultato il 2 febbraio 2019.
    «"calm and clear like a blue lake"».
  5. ^ Veronica Lake: Muses, Cinematic Women, su theredlist.com. URL consultato il 27 luglio 2017.
  6. ^ Veronica Lake: The Peekaboo Girl, su Lisa's History Room, 1º febbraio 2015. URL consultato il 27 luglio 2017.
    «Life’s too short for two films with Veronica Lake».
  7. ^ Zollo, Paul, 1958-, Hollywood remembered : an oral history of its golden age, Taylor Trade Pub, 2011, p. 306, ISBN 1-58979-614-4, OCLC 714645345.
    «...Veronica Lake, or Moronica Lake, as Chandler, who was thoroughly unimpressed with her acting, came to call her».
  8. ^ Bette Davis - Trivia, su divasdocinema.blogspot.it. URL consultato il 27 luglio 2017.
    «the most beautiful person who ever came to Hollywood».
  9. ^ Zollo, Paul, 1958-, Hollywood remembered : an oral history of its golden age, Taylor Trade Pub, 2011, p. 72, ISBN 1-58979-614-4, OCLC 714645345.
  10. ^ (EN) Breathless Mahoney, in Dick Tracy Wiki. URL consultato il 27 luglio 2017.
  11. ^ (EN) Bernard Weinraub, Special To The New York Times, An Animator Breaks Old Rules And New Ground in 'Roger Rabbit', in The New York Times, 1º agosto 1988. URL consultato il 1º agosto 2017.

BibliografiaModifica

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