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Via Fortebraccio
Via fortebraccio.JPG
Scorcio di via Fortebraccio
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàL'Aquila
QuartiereQuarto di San Giorgio,
Quarto di Santa Maria
Informazioni generali
Lunghezza500 m
Pavimentazionesampietrini
IntitolazioneBraccio da Montone
CostruzioneXIV secolo
Collegamenti
IntersezioniQuattro Cantoni,
Piazza Bariscianello,
Costa Masciarelli,
Via Strinella
Luoghi d'interesse
Mappa

Coordinate: 42°20′57.06″N 13°24′06.44″E / 42.349184°N 13.401789°E42.349184; 13.401789

Via Fortebraccio è una strada del centro storico dell'Aquila.

Decumano orientale dell'impianto urbanistico rinascimentale, seppur di origine medievale, attraversa la città trasversalmente dai Quattro Cantoni fino alle mura dell'Aquila, arrivando precisamente a Porta Bazzano. Via Fortebraccio rappresenta inoltre il confine tra i quartieri storici di San Giorgio a sud-ovest e Santa Maria a nord-est.

StoriaModifica

È dedicata alla memoria di Andrea Fortebraccio — condottiero noto principalmente con il nome di Braccio da Montone o di Fortebraccio — protagonista del celebre assedio con cui cinse la città tra il 1423 ed il 1424 e che qui perse la vita[1].

DescrizioneModifica

La strada di impianto medievale, vale a dire stretta e incurvata verso l'interno per prevenire le incursioni a cavallo e consentire una maggiore difesa, costituisce il collegamento tra i Quattro Cantoni, centro della città, e la collina di Collemaggio tramite Porta Bazzano. Ha una lunghezza complessiva di circa 500 metri, calcolati dall'incrocio con via San Bernardino e la cinta muraria, nei quali attraversa uno dei quartieri medievali meglio conservati della città, abitato prevalentemente dalla comunità ebrea locale, e lambisce alcune delle architetture più interessanti del capoluogo[2].

Sul suo percorso si costeggiano:

  • al n. 11, l'antica sede della congrega della Lana con il Portale dell'Arte e della Lana (XV secolo) ad arco a tutto sesto con conci d'imposta in evidenza e cornice articolata;
  • piazza Bariscianello, di forma quadrangolare, da cui parte la monumentale scalinata che conduce alla basilica di San Bernardino (XV secolo) con facciata rinascimentale ad opera di Cola dell'Amatrice;
  • al n. 12, il Palazzo Santospago (XVI secolo) con cortile porticato e scalone di accesso;
  • al n. 50, il Palazzo Romanelli (XVI secolo) ingresso con affreschi, cortile rinascimentale ed arcate quattrocentesche, cisterna ipogea per la raccolta dell'acqua piovana portale d'ingresso ad arco a pieno sesto con l'inquadratura a bugne e pietre squadrate.
  • al n. 54, il Palazzo Alfieri (XV secolo) con facciata rinascimentale con finestroni decorati e portale durazzesco, caratterizzato da un chiostro porticato al suo interno;
  • al n. 109, la Casa Lepore (XIV secolo) dalla caratteristica struttura a torre, tipica dell'architettura medievale aquilana, con le finestre riccamente decorate e con punta di diamante;
  • piazza di Porta Bazzano, di forma triangolare, all'incrocio con le vie di Costa Masciarelli e Costa Picenze che conducono alla Piazza del Duomo, con fontanile (XVI secolo);
  • Porta Bazzano (XIII secolo) che in origine presentava un profilo merlato e disponeva di antiporta recintata; la struttura venne profondamente restaurata dopo il terremoto del 1703 (come riporta la data incisa sul concio di chiave, 1705) con l'inserimento di un affresco sul fronte esterno e successivamente arricchita da uno stemma scolpito (1749) e da una targa 1808).

Superata la cinta muraria, la strada si immette sulla via Caldora che porta alla basilica di Santa Maria di Collemaggio, posta sull'omonimo colle fuori le mura. È interessante notare come, fino alla costruzione del viadotto di Collemaggio e dunque del collegamento diretto tra il colle dove sorge L'Aquila e quello di Collemaggio, questa fosse la via più breve per raggiungere la basilica.

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;