Via Margutta

strada di Roma
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il film di Mario Camerini, vedi Via Margutta (film).
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il brano musicale di Luca Barbarossa, vedi Via Margutta/Ognuno di noi.
Via Margutta
03 Margutta.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàRoma
CircoscrizioneMunicipio I
QuartiereRione Campo Marzio
Informazioni generali
TipoVia
Mappa

Via Margutta è una piccola via del centro di Roma, nel rione Campo Marzio, zona nota come il quartiere degli stranieri, alle pendici del monte Pincio, luogo di gallerie d'arte e di ristoranti alla moda, che anticamente ospitava botteghe artigiane e stalle. Si tratta di una parallela di via del Babuino, la strada che va da piazza del Popolo a piazza di Spagna.

Targa in ricordo di Federico Fellini e Giulietta Masina
La fontana delle arti

Negli anni cinquanta, dopo il film Vacanze romane, diventa una strada esclusiva, residenza di personaggi famosi, tra cui il regista Federico Fellini, le attrici Giulietta Masina ed Anna Magnani, il pittore Giorgio de Chirico, lo scultore Nicola Rubino e la pittrice Novella Parigini. Agli inizi del Novecento fu dimora dei pittori Augusto Mussini e Gregorio Maltzeff. Altri pittori che abitarono nelle vicinanze di via Margutta nei secoli passati furono Pieter Paul Rubens, Nicolas Poussin, Jusepe de Ribera, Gaspar van Wittel, Pier Leone Ghezzi, Pablo Picasso, Pieter van Laer e i due fratelli van Bloemen detti L'Orizzonte e Lo Stendardo[1] In Via Margutta, ebbe un atelier anche lo scultore veneto Antonio Canova.

Etimologia e storiaModifica

L'etimologia è incerta, forse proviene da "Marisgutta", cioè Goccia di Mare, eufemismo per un ruscello che scendeva dalla villa dei Pincii, adoperato come cloaca naturale. Via Margutta, in origine, era un viottolo sul retro dei palazzi di Via del Babuino, dove si trovavano magazzini e scuderie. Alle falde della collina del Pincio, vi erano case di stallieri, muratori, marmisti, cocchieri e nel viottolo l'attività degli operai aveva grande spazio. Nel medioevo un ignoto artista istituì la prima bottega dove si facevano ritratti, fontane e ringhiere, dando il la ad una fiorente industria che attirò la migrazione di artisti (per lo più stranieri, fiamminghi, tedeschi, ed anche italiani non romani) che lentamente costruirono case, botteghe e giardini sostituendo baracche, stalle ed orti.

Monsignor de Mérode, negli anni di papa Pio IX, intuì il cambiamento: comperò i territori delle pendici, impiantò le fogne e trasformò il vicolo in una strada nel piano regolatore. Via Margutta fino al 1600 si chiamava via dei Nari dall'omonimo casato di una famiglia che aveva in quella zona case e terreni. Secondo alcuni l'attuale nome dovrebbe derivare dal soprannome "Margutte" di un barbiere, di nome Giovanni, che aveva la bottega in quella strada. Dal soprannome, vagamente dispregiativo, sembrerebbe che il Giovanni fosse di grossa corporatura, di notevole bruttezza ed anche di limitata intelligenza, caratteristiche queste che, tuttavia non impedirono di tramandare ai posteri il suo nome. Secondo altri, invece, sembrerebbe che il cognome di Giovanni fosse Margut: in effetti a Roma nel XV secolo era registrato un casato con un tale nome. Da qualche tempo è in corso una campagna (denominata I love via Margutta) per promuovere tale ambiente.

MonumentiModifica

Percorrendo la via da nord a sud si incontrano i seguenti monumenti di interesse storico:

  • Palazzo Patrizi Nari (XIX secolo)
  • Fontana delle Arti (1927) - Lungo la via è situata anche la Fontana delle Arti, in marmo, a base triangolare, è sormontata da un secchio di pennelli (in relazione alla presenza degli artisti prevalente in questa via sin dal XVII secolo). Realizzata nel 1927 su progetto dell'architetto Pietro Lombardi, che realizzò altre fontanelle allusive agli stemmi dei rioni o alle attività dei luoghi di Roma. I due mascheroni centrali, uno triste ed uno lieto simboleggiano l'alterno stato d'animo degli artisti, e poggiano su mensole applicate su cavalletti da pittore, zampillano il loro debole getto d'acqua in due piccole vasche sottostanti.
  • Collegio Torlonia (XIX secolo)

Strada degli artistiModifica

Nota come la Montmartre romana, frequentata da artisti e artigiani già dal XVI secolo, quando il Papa Paolo III Farnese aveva concesso l'esenzione da imposte ai proprietari delle abitazioni edificate lungo la via e l'esenzione sulla tassa sulle arti e mestieri a chi si fosse stabilito in quella zona. La strada si iniziò a popolare anche di pittori Fiamminghi e Olandesi attratti dalla rivoluzionaria pittura di Caravaggio. Nel 1887 fu costruito Palazzo Patrizi Naro Montoro, il primo complesso destinato a studi d’artista dove l’associazione artistica vedeva la collaborazione di Gabriele D'Annunzio, Pietro Mascagni, Emile Zola, Giacomo Puccini, Umberto Boccioni e Jean Paul Sartre. Dal 1950 numerosi artisti pittori e scultori, come Renato Guttuso, Giulio Turcato, Alberto Burri, Sante Monachesi e molti altri che avevano aperto lo studio d'arte in via Margutta. Le prime Fiere d'arte iniziano nel 1953, dove gli artisti appendevano i loro quadri alle pareti per la strada. Il 22 giugno 1970 i pittori fondarono l'attuale associazione Cento Pittori via Margutta[2], da allora, due volte l'anno, in autunno e in primavera, gli artisti espongono le loro opere in via Margutta.[3]


 
Via Margutta dopo la nevicata del 4 febbraio 2012

CollegamentiModifica

  È raggiungibile dalle stazioni Flaminio e Spagna.
 È raggiungibile dalla stazione Piazzale Flaminio.
Tram
È raggiungibile dalla fermata Flaminio del tram 2
È raggiungibile dalla fermata Flaminio del tram 19

Libri, canzoni e film sulla vita a Via MarguttaModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

  • Francesca Di Castro, Via Margutta, cinquecento anni di storia e d'arte, Roma, Edizioni Kappa, 2006, ISBN 978-8878907041.
  • Via Margutta Storia della Strada degli Artisti e dei Cento Pittori, in Luigi Salvatori, Eventi d'Arte Cento Pittori via Margutta, Roma, 2021, ISBN 979-12-80434-03-6.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica