Via Merulana
Rom, die Straße Via Merulana.JPG
Nomi precedenti Via Gregoriana, Via Coroncina
Localizzazione
Stato Italia Italia
Città Roma
Circoscrizione Municipio Roma I
Quartiere R. I Monti
R. XV Esquilino
Codice postale 00185
Caratteristiche
Tipo Strada carrabile
Lunghezza 1,13 km circa
Pavimentazione Asfalto
Intitolazione Probabile derivazione dalla gens di Merulo, qui dimorante
Collegamenti
Inizio Piazza di Santa Maria Maggiore
Fine Piazza di San Giovanni in Laterano
Intersezioni Via Labicana
Luoghi d'interesse Palazzo del Laterano
Basilica di Sant'Antonio da Padova all'Esquilino
Chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano
Auditorium di Mecenate
Palazzo Brancaccio (Roma)
Museo nazionale d'arte orientale Giuseppe Tucci
Pontificia Università Antonianum
Chiesa di Sant'Alfonso all'Esquilino
Mappa
Mappa di localizzazione: Roma
Via Merulana
Via Merulana

Coordinate: 41°53′43.44″N 12°30′00″E / 41.8954°N 12.5°E41.8954; 12.5

Via Merulana è una strada storica di Roma che collega la basilica di Santa Maria Maggiore alla basilica di San Giovanni in Laterano, lungo i rioni Monti e Esquilino. È anche famosa perché qui Carlo Emilio Gadda ambientò il suo romanzo Quer pasticciaccio brutto de via Merulana (1946).

Indice

StoriaModifica

La via moderna segue il tracciato della cinquecentesca via Gregoriana tracciata dal papa Gregorio XIII e prolungata da papa Sisto V per offrire un adeguato scenario a processioni e cortei pontifici tra Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, la Scala Santa e basilica di Santa Croce in Gerusalemme. Attorno sorsero dal XVII secolo ville patrizie suburbane, l'ultima delle quali (1830) fu villa Wolkonsky, l'unica conservatasi quasi integra mentre le altre cadevano sotto il piccone dell'urbanizzazione umbertina. In passato era la via del Merli, che portava ai prata Meruli, che era una tenuta ove oggi sorge l'Ospedale San Giovanni in Laterano, la zona comprendeva sia parte della zona del Laterano che quella di Santa Maria Maggiore, la via tagliava il Cimbro.

 
Statua di Eros tipo Centocelle trovata nel 1876 su via Merulana (Musei capitolini, sala degli Orti di Mecenate, copia di età antonina da originale del IV secolo a.C.)

È menzionata nell'Ordo Benedicti, secondo cui andava dal Ninfeo di Alessandro (i cosiddetti «Trofei di Mario» in piazza Vittorio Emanuele II) fino alle arcate neroniane dell'Aqua Claudia, sul Celio. Come toponimo era usato in tre antiche chiese: S. Bartholomaei de Merulana o in Capite Merulanae, S. Basilidis in Merulana e S. Matthaei in Merulana.[1]

DenominazioneModifica

Fino al 1871 la strada era denominata "via Coroncina", per poi essere ridenominata "via Merulana" con proposta al Consiglio Comunale n. 16 del 30 novembre 1871.

Luoghi d'interesseModifica

Lungo la moderna via Merulana, da via Labicana a piazza di San Giovanni in Laterano, si trovano la basilica di Sant'Antonio da Padova all'Esquilino e la chiesa dei Santi Marcellino e Pietro al Laterano, mentre nel tratto da via Labicana a piazza di Santa Maria Maggiore, si trovano il teatro Brancaccio, il cosiddetto Auditorium di Mecenate, un ninfeo facente parte degli Horti Maecenatis, il Museo nazionale d'arte orientale Giuseppe Tucci e la chiesa di Sant'Alfonso all'Esquilino.

NoteModifica

  1. ^ L. Richardson, jr, Via Merulana, p. 417.

BibliografiaModifica

  • (EN) Lawrence Richardson, A New Topographical Dictionary of Ancient Rome, Baltimora, Johns Hopkins University Press, 1992, ISBN 978-08-0184-300-6.
  • Vittorio Casali, Un balcone su via Merulana, Roma, Bastogi Editrice Italiana, 2010, ISBN 978-88-6273-289-5.

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