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Il cardinale Angelo De Donatis, vicario generale per la diocesi di Roma.

Il vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma, chiamato anche cardinale vicario per la consuetudine che sia anche elevato alla porpora cardinalizia, è il vescovo a cui il papa delega il governo della porzione della diocesi di Roma che si trova in territorio italiano. Esercita de facto le funzioni di vescovo di Roma pur non portandone il titolo, che rimane prerogativa esclusiva del papa.

Dal 26 maggio 2017 il vicario generale per la diocesi di Roma è il cardinale Angelo De Donatis.

Indice

StoriaModifica

Annibale Ilari[1] scrive che «il Sommo Pontefice, Vescovo di Roma, ha avuto da tempo remoto dei Vicarii in Spiritualibus per la diocesi romana, generalmente insigniti del carattere episcopale. La memoria più antica si ha in una lettera di Innocenzo III, del giugno-ottobre 1198, indirizzata Octaviano Hostiensi episcopo, Vicario Nostro».

Il 28 novembre 1558 Paolo IV stabilì con decreto concistoriale che la carica spettasse a un cardinale.[2] Qualora il prescelto non fosse un cardinale, pur ricoprendo la stessa carica ed esercitando le stesse funzioni, il titolo usato era "pro-vicario".[3] Tale prassi è decaduta quando papa Francesco ha nominato con titolo pieno di vicario l'arcivescovo Angelo De Donatis, pur non essendo questi cardinale.

Precedentemente, il titolo era "vicario generale di Sua Santità per la città di Roma e distretto", dove per distretto (districtus) si intendeva l'ambito di giurisdizione territoriale del Praefectus Urbis della Roma Imperiale, istituto giuridico fatto proprio - come anche altri - dal romano pontefice per il governo della Chiesa di Roma. Esso comprendeva il territorio infra centum milia ab Urbe lapide, il cui conteggio iniziava dal Foro Romano.

Poiché la diocesi di Roma si estende anche sullo Stato della Città del Vaticano, dal 1929 esiste anche un vicario generale per la Città del Vaticano, che si occupa della cura spirituale dei fedeli residenti nel territorio delle due parrocchie vaticane, San Pietro in Vaticano e Sant'Anna dei Palafrenieri, le quali quindi non ricadono nella giurisdizione del vicario per la diocesi di Roma.

Per consuetudine il vicario generale per la diocesi di Roma è contestualmente anche arciprete della papale arcibasilica di San Giovanni in Laterano, amministratore apostolico della sede suburbicaria di Ostia e gran cancelliere della Pontificia Università Lateranense.

NormativaModifica

Le funzioni e le competenze del vicario generale sono esplicitate dalla costituzione apostolica Ecclesia in Urbe pubblicata da papa Giovanni Paolo II il 1º gennaio 1998, con la quale il pontefice ha riformato il vicariato di Roma.[4]

  • Articolo 10 - In nome e su mandato del papa, «esercita il ministero episcopale di magistero, santificazione e governo pastorale per la Diocesi di Roma con potestà ordinaria vicaria»; egli cioè ha l'effettivo governo della diocesi ed è «giudice ordinario della Diocesi di Roma».
  • Articolo 11 - Mantiene stretti contatti con il papa, a cui riferisce periodicamente circa la pastorale svolta nella diocesi; soprattutto non prenderà provvedimenti importanti senza essersi prima riferito con il papa.
  • Articolo 12 - «È il legale rappresentante della Diocesi di Roma e del Vicariato di Roma».
  • Articolo 13 - Non decade dal suo ufficio durante la vacanza della sede apostolica, cioè a seguito della morte del papa o delle sue dimissioni.
  • Articolo 14 - Nel suo compito è coadiuvato dal vicegerente e da vescovi ausiliari nominati dal papa.
  • Articoli 19-22 - Spetta al vicario presiedere i vari organismi del vicariato, in particolare il Consiglio episcopale (art. 19) e il Consiglio diocesano degli affari economici (art. 22).
  • Articolo 25 § 2 - Spettano al vicario la nomina dei direttori dei vari uffici del vicariato e la nomina dei parroci della diocesi, previa approvazione del papa.
  • Articolo 29 - È presidente dell'Opera romana pellegrinaggi.
  • Articolo 30 - Previa approvazione del papa, può modificare o sopprimere gli uffici pastorali del vicariato, o costituirne di nuovi, e istituire commissioni diocesane con carattere consultivo.
  • Articolo 32 - «In virtù della potestà ordinaria vicaria che esercita in nome del Sommo Pontefice, è giudice ordinario della Diocesi di Roma e Moderatore dei Tribunali».

CronotassiModifica

Vicarii in spiritualibusModifica

Il seguente elenco è riportato da Ambrogio M. Brambilla, Origine ed evoluzione dell'ufficio del cardinale vicario di Roma fino all'anno 1558, pp. 224-226.

Vicari generali per la diocesi di RomaModifica

NoteModifica

  1. ^ Annibale Ilari, I Cardinali Vicari. Cronologia Biobibliografica, in estratto dalla «Rivista Diocesana di Roma», anno III, n. 4, aprile 1962, p. 273.
  2. ^ A. Brambilla, Origine ed evoluzione..., pp. 335 e seguenti.
  3. ^ Camillo Ruini, che ha ricoperto l'incarico da gennaio 1991 a giugno 2008, ufficialmente è stato "pro-vicario" fino a luglio 1991 e, creato cardinale, "vicario" da luglio 1991 in poi.
  4. ^ Costituzione apostolica Ecclesia in Urbe, dal sito web della Santa Sede.
  5. ^ a b c Contemporaneamente anche vescovo prima di Jesi e poi di Osimo, è per tre volte documentato come vicarius urbis: nel 1290, nel 1295 e nel 1303.
  6. ^ Anche arcivescovo di Oristano, muore nel corso del 1299, prima del 21 novembre.
  7. ^ a b c Anche vescovo di Orvieto.
  8. ^ Anche vescovo di Gubbio, muore nel 1383 o 1384.
  9. ^ Nominato da papa Urbano VI il 17 gennaio, è confermato nell'ufficio di vicarius Urbis da papa Bonifacio IX l'11 novembre 1389. Eubel, Hierarchia catholica, vol. I, p. 242, nota 10 di Gubbio.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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