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Un vice ministro è, in alcuni Paesi, un componente del governo che può assumere la carica di ministro ad interim quando il primo ministro è temporaneamente assente. La posizione è spesso paragonata a quella di "numero due" della gerarchia militare o civile nella pubblica amministrazione, in quanto può essere titolare di poteri delegati dal suo diretto superiore.

In ItaliaModifica

Nell'ordinamento italiano il vice ministro è un sottosegretario di stato cui sono conferite deleghe e competenze particolari.

La figura, non prevista dalla Costituzione, è stata introdotta nell'ordinamento italiano con la legge n. 81 del 2001 che ha modificato l'art. 10 della legge n. 400 del 1988. Secondo il testo attuale di questo articolo, a non più di dieci sottosegretari può essere attribuito il titolo di vice ministro, se ad essi sono conferite deleghe relative all'intera area di competenza di una o più strutture dipartimentali ovvero di più direzioni generali. In tale caso la delega, conferita dal ministro competente, è approvata dal Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri.

Sempre secondo il medesimo articolo, i vice ministri possono essere invitati dal Presidente del Consiglio dei ministri, d'intesa con il ministro competente, a partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri, senza diritto di voto, per riferire su argomenti e questioni attinenti alla materia loro delegata.

Nel Governo Berlusconi II e nel Governo Berlusconi III i vice ministri erano nove, così come nel Governo Prodi II. Nel Governo Berlusconi IV sono stati nominati nel 2009 cinque vice ministri, successivamente ridotti a tre. Nel Governo Monti i vice ministri erano due. Nel Governo Letta i vice ministri erano dieci, il massimo consentito, mentre nel Governo Renzi erano nove, nel Governo Gentiloni e nel Governo Conte I sei, nel Governo Conte II dieci.

Vice ministri attualmente in caricaModifica

Voci correlateModifica