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Vicente Calderón Pérez-Cavada

imprenditore spagnolo

Vicente Calderón Pérez-Cavada (Torrelavega, 27 maggio 1913Madrid, 24 marzo 1987) è stato un imprenditore spagnolo, noto per essere stato il presidente dell'Atlético Madrid complessivamente per 21 anni.

Indice

BiografiaModifica

Vicente Calderón è stato un imprenditore spagnolo nato a Torrelavega nella comunità autonoma della Cantabria nel 1913. Rimasto orfano a vent'anni, si è fatto strada con le sue sole forze, mettendo su una piccola impresa per l'importazione di prodotti dalle Isole Canarie,[1] diventando così uno stimato businessman. È stato consigliere del Banco de Valladolid, arrivando a possedere il 20% delle azioni. Nel febbraio del 1978 successe a Domingo López Alonso come presidente esecutivo e azionista di maggioranza, fino al luglio dello stesso anno.[2][3] Il suo sviluppo professionale è avvenuto per lo più a Madrid, dove fu presidente di 37 società anonime,[4] ma altrettanto importante fu il contributo che diede allo sviluppo del turismo nella località valenziana di Gandía, attraverso la trasformazione urbanistica del Grao de Gandía.[1] Fu seppellito proprio a Gandía per sua stessa volontà.

Si sposò con María de los Ángeles Suárez, dalla quale ebbe quattro figli.[1] È stato un uomo dalla salute cagionevole ed è morto il 24 marzo del 1987 a causa di un infarto.

Presidente dell'Atletico MadridModifica

Il 21 gennaio del 1964 l'allora presidente dell'Atl. Madrid Javier Barroso si dimette, con il club che si trovava in una grave crisi sportiva ed economica. Vicente Calderón ne assume dunque la presidenza in forma provvisoria, appoggiato da Manuel Olalde e altri dirigenti[5], e il 17 marzo dello stesso anno fu eletto presidente.

In poco tempo riesce a sbloccare la difficile situazione economica, che impediva la costruzione del nuovo stadio, in sostituzione del vecchio Metropolitano, sulla riva del Manzanarre dal 1961. In soli due anni, l'Atletico Madrid finalizza la costruzione dell'Estadio del Manzanares, che viene inaugurato nel 1966. Poco dopo, come riconoscimento per la gestione del suo presidente, lo stadio rileverà il suo nome e sarà denominato Estadio Vicente Calderón.

Il club, sotto la presidenza Calderón, inizia una tappa importante nel suo cammino sportivo e raggiunge una certa stabilità economica.

Il 16 giugno 1980 il presidente si dimette dalla sua carica e l'Atl. Madrid entra in una fase complicata, con una presidenza piuttosto polemica (quella di Alfonso Cabeza) e altre tre presidenze provvisorie. Tutto ciò ha fatto sì che il 23 luglio del 1982 l'assemblea generale del club torna a eleggere come presidente Vicente Calderón, il quale ne prende possesso una settimana dopo.

La nuova gestione Calderón non ha però lo stesso esito della prima, in un momento molto difficile per il calcio. Tuttavia il club è riuscito ad aggiudicarsi una Coppa del Re.

Vicente Calderón muore di infarto il 24 marzo del 1987, lasciando la presidenza del club a Francisco Javier Castedo.

PalmarèsModifica

Sotto la presidenza Calderón, l'Atletico ha vinto:

Si è altresì aggiudicato alcuni trofei minori come: due "Teresa Herrera", due "Colombino", cinque "Ramón de Carranza", quattro "Villa de Madrid", due "Mohamed V", un "Ciudad de Sao Paulo", un "Trofeo Ibérico", un "Ciudad de la Línea" e un "Ciudad de Ceuta"

NoteModifica

  1. ^ a b c Nacho Montero, Miguel Guijarro e Cristina Mosquera, 50 años del Vicente Calderón: La historia de una pasión en rojo y blanco, Madrid, LID, 2016.
  2. ^ (ES) Vicente Calderón, presidente del Banco de Valladolid, elpais.com, 4 febbraio 1978. URL consultato il 13 marzo 2019.
  3. ^ (ES) Dimite Vicente Calderón de la presidencia del Banco de Valladolid, elpais.com, 20 luglio 1978. URL consultato il 13 marzo 2019.
  4. ^ (ES) El decano, elpais.com, 25 marzo 1987. URL consultato il 13 marzo 2019.
  5. ^ (ES) Pagina su Vicente Calderón Archiviato il 10 gennaio 2014 in Internet Archive.
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