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Vidor (Italia)

comune italiano
Vidor
comune
Vidor – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
SindacoAlbino Cordiali (Lega Nord) dal 30-3-2010 (2º mandato dal 31-5-2015)
Territorio
Coordinate45°52′N 12°02′E / 45.866667°N 12.033333°E45.866667; 12.033333 (Vidor)Coordinate: 45°52′N 12°02′E / 45.866667°N 12.033333°E45.866667; 12.033333 (Vidor)
Altitudine152 m s.l.m.
Superficie13,43 km²
Abitanti3 675[2] (31-5-2019)
Densità273,64 ab./km²
FrazioniBosco, Colbertaldo[1] Località: Alnè di Sopra, Alnè di Sotto, Soprapiana
Comuni confinantiCrocetta del Montello, Farra di Soligo, Moriago della Battaglia, Pederobba, Valdobbiadene
Altre informazioni
Cod. postale31020
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026090
Cod. catastaleL856
TargaTV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantividoresi
Patronosan Giuseppe
Giorno festivo19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vidor
Vidor
Vidor – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Vidor (Vidor in veneto) è un comune italiano di 3 675 abitanti della provincia di Treviso in Veneto. Si trova a 7 km da Valdobbiadene, 30 km dal capoluogo Treviso e circa 70 km da Venezia. Confina a nord con i territori comunali di Valdobbiadene e Farra di Soligo, ad est con Moriago della Battaglia, a sud con Pederobba e Crocetta del Montello. Il comune rientra nel Quartier del Piave e nell'Unione montana Monfenera Piave Cesen. La parte collinare del territorio comunale fa parte del sito Patrimonio UNESCO "Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene".

Geografia fisicaModifica

Il territorio comunale di Vidor è situato nella parte settentrionale della Provincia di Treviso, e si sviluppa per una parte in pianura e una parte in zona collinare con diversi rilievi che vanno a delimitare a ovest e a nord il Quartier del Piave, (col Polenta, 211 m; col Castellon, 235 m; col Maor, 368 m).

Il principale corso d'acqua che attraversa il comune è il fiume Piave, fiume sacro alla Patria, su cui si trova uno dei ponti storici che collegano la riva destra e sinistra del fiume, il Ponte di Vidor. Ci sono poi altri due torrenti, degni di nota, che scorrono nel territorio comunale: il torrente Teva e, nella frazione di Colbertaldo il rio Rosper, il quale contribuisce alla formazione dei caratteristici palù, aree umide tipiche della Sinistra Piave trevigiana.

Origini del nomeModifica

Il nome del paese sarebbe da ricondurre al latino vitis "vite"[3].

StoriaModifica

Nel 1986 è stata rinvenuta una piccola necropoli sotto piazza Maggiore, risalente al IV secolo. La zona era dunque frequentata in età romana, visto anche il passaggio della via Claudia Augusta Altinate. Nella zona orientale del comune, inoltre, la regolarità della sistemazione agraria proverebbe l'antica centuriazione del territorio.

Nel medioevo, l'importanza strategica di Vidor come nodo stradale e porto fluviale sul Piave (sfruttato sino al 1871), portò alla costruzione del castello, oggi scomparso, e dell'abbazia, che contribuì alla bonifica della zona. Nel XIII secolo fu fondato inoltre il Pio Ospedale di Santa Maria dei Battuti, gestito dall'omonima confraternita, con lo scopo di accogliere i numerosi viandanti che transitavano per la località.

Vidor fu colpita duramente dalla Prima guerra mondiale: trovandosi proprio in corrispondenza del fronte del Piave fu occupata dagli Imperi Centrali sino alla fine del conflitto. Durante gli aspri combattimenti, venne tra l'altro danneggiato il patrimonio artistico del paese, come la chiesa e l'abbazia.

Vidor inoltre grazie alla sua importanza strategica, durante la prima guerra mondiale fu scelto per fare una " testa di ponte " per far attraversare il piave alle truppe in ritirata dalla disfatta di Caporetto.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

La Chiesa ArcipretaleModifica

La Chiesa Arcipretale, opera di Giovanni Rossi, è intitolata al Santissimo Nome di Maria e risale probabilmente a prima del 1000, quando fu costruito il castello, e serviva sia la scarsa popolazione locale, sia i feudatari. Già cappella dipendente dalla pieve di Col San Martino, divenne parrocchia verso la fine del XV secolo. Tra il 1729 e il 1748 fu ricostruita ai piedi delle pendici del colle del castello, dove si trovava la vecchia chiesa, ormai in rovina e isolata; il campanile fu innalzato tra il 1857 e il 1885. Subì gravi danni durante la prima guerra mondiale, l'unico edificio rimasto quasi intatto dell'intero complesso fu proprio il campanile, probabilmente utile agli schieramenti nemici come punto di repere[4]. Il campanile contiene un possente concerto di tre campane più un sonello di richiamo.

L'imponente interno, ad unica navata e con numerosi altari laterali, conserva due pale di Francesco Zugno e alcuni affreschi di Guido Cadorin, oltre a due statue lignee del padre Vincenzo. L’altare maggiore, costruito con marmo di Carrara, è sovrastato da un grande tabernacolo con ai lati due angeli in marmo bianco, opera della scuola del Canova. Il fonte battesimale, in marmo bianco, risale al 1967 e la copertura in bronzo è opera di Carlo Balljana di Sernaglia della Battaglia. La parrocchia di Vidor, che appartiene alla diocesi di Vittorio Veneto, è inserita nella Forania "Quartier del Piave" e, assieme alle Parrocchie di Sant'Andrea di Colbertaldo, di San Martino di Mosnigo e di San Leonardo di Moriago della Battaglia costituisce l'Unità Pastorale "Le Grazie di Vidor".

L'Abbazia di Santa BonaModifica

 
L'abbazia di Vidor dopo la Prima Guerra Mondiale

Tra il 1107 e il 1110 un tal Giovanni Gravone da Vidor fondò un'abbazia benedettina per custodirvi le reliquie di una santa Bona da lui traslate dalla Terra Santa durante la prima crociata. Rappresentò un'istituzione potente, ma finì per decadere rapidamente: nel XV secolo fu definitivamente data in commenda ai Cornaro e nel 1773 la Serenissima ne decretava la soppressione.

Quasi completamente distrutta durante la Grande Guerra. Negli anni venti fu restaurata, presenta attualmente pesanti segni di rifacimento. La chiesa ha mantenuto l'impianto semplice, tipico del romanico locale, e alcuni elementi decorativi del tardo gotico, ravvisabili sulla facciata della chiesa (portale e trifora superiore). Nell'oratorio è conservato un affresco duecentesco di San Cristoforo. Nel chiostro (dove sono presenti soprattutto elementi gotici) si trova invece un altro affresco più tardo (seconda metà del XV secolo) attribuito a Dario da Treviso e raffigurante una Madonna con Bambino e Santi. Del campanile, solo la base è originale, essendo stato il resto completamente ricostruito[5].

L'area del CastelloModifica

 
Veduta del Castello, Monumento-Ossario, Tempio della Vergine Addolorata

Presso il sito in cui sorgeva il Castello di Vidor (distrutto nel 1510), si trova un monumento-ossario che ricorda i soldati caduti durante le guerre mondiali. L'intero monumento è sovrastato da un piccolo tempio dedicato alla Beata Vergine Addolorata, opera dell'architetto veneziano Brenno Del Giudice. Questo luogo è raggiungibile tramite un sentiero costeggiato da una via crucis. La località, ancora oggi denominata Castello, ospita ogni anno il Palio di Vidor, manifestazione che rievoca i numerosi assalti che subì la fortezza in epoca medievale e non solo.

Villa VergerioModifica

Il complesso è costituito da alcune costruzioni, tra cui la villa vera e propria (ricostruita dopo la Grande Guerra) e dalle vaste adiacenze. Nei pressi sorge l'oratorio di San Giuseppe, patrono del Comune, a cui si votavano i viandanti che dovevano attraversare il Piave.

Palazzo MunicipaleModifica

L’attuale sede municipale sorge sull’edificio delle vecchie scuole elementari. Si tratta di un palazzo elegante e prestigioso realizzato, su volere della Famiglia Zadra, nel 1930 ed inaugurato l’anno successivo. Le facciate esterne del palazzo sono decorate con degli affreschi che raffigurano i simboli legati all'istruzione e al lavoro. L’ingresso del palazzo è costituito da tre arcate, con colonne in stile corinzio, dotate di cancellate ornamentali in ferro battuto. Superate le arcate di ingresso si trova un’elegante atrio affrescato. Nelle due pareti laterali dell’atrio sono stati realizzati sei pannelli decorativi dal professor Carraro di Venezia dei quali due rappresentano due scorci del paesaggio di Vidor e gli altri quattro rappresentano altri luoghi non identificati. All’interno dell’atrio, tra i due portali che danno all’interno del palazzo, in una nicchia si trova un busto in bronzo a ricordo del Cav. Battista Zadra, che fu sindaco di Vidor che morì nel 1924. Il busto poggia su un basamento di marmo con scritto: “a Battista Zadra – mia guida – maestro – esempio di virtù e lavoro“.

Nella piazza antistante il palazzo si trova una fontana monumentale donata alla popolazione di Vidor dalla Famiglia Zadra. la fontana è costituita da tre vasche di varie dimensioni poste l’una sopra l’altra. Il livello più alto è ornato da sculture bronzee di anfibi e animali mitologici da dove fuoriescono i zampilli d’acqua. Nel 2008 il Comune di Vidor decise di adibire questo bel edificio a Municipio, restaurandolo e trasferendo le scuole elementari in un nuovo edifico più adatto e moderno.

Chiesa Parrocchiale di ColbertaldoModifica

L'edificio attuale fu costruito tra il 1732 e il 1740 e venne consacrato dal vescovo Lorenzo Da Ponte nel 1742. Più tardo il campanile, opera dell'ingegner Schiratti, iniziato nel 1926 e inaugurato il 30 novembre 1937[2]. Il campanile contiene un concerto di tre campane più un sonello di richiamo.

La chiesa è posta sulla sommità di una piccola collinetta ed è raggiungibile attraverso una lunga scalinata che porta al portale maggiore sito al centro della facciata. Ai lati della porta principale si trovano due nicchie, dove al loro interno trovano posto le statue in pietra di San Giovanni Battista e Sant'Andrea. Tutto l'interno è dominato dal grande Altare Maggiore sovrastato dal Tabernacolo, entrambi in marmo bianco venato rosso e grigio datati 1790. Al centro di questo Altare spicca un fiore trilobato stilizzato dipinto di marrone, sopra il quale è presente una conchiglia scolpita in marmo bianco. Dietro al Tabernacolo domina l'interno la grande pala raffigurante il martirio di sant'Andrea Apostolo, datata 1926 e opera di Valentino Canever. Questa grande pala è inserita in una cornice barocca, caratterizzata da un grande manto scolpito in pietra e dipinto di rosso, sostenuto da numerosi angeli e putti. Ai lati della navata sono presenti tre altari, opere di artisti e scultori della Val Gardena, dedicati alla Madonna di Lourdes, al Sacro Cuore di Gesù e a Sant'Antonio di Padova. Sempre all'interno, nella controfacciata, sopra l'ingresso centrale, è presente una pala raffigurante l'Assunzione di Maria, opera di artisti locali, ispirati al dipinto dell'Assunta dell'Tiziano conservato nella Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.

Santuario della Madonna delle GrazieModifica

L'edificio, situato nella frazione di Colbertaldo, è posto in una conca circondata dalle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. L’origine di questo santuario corrisponde con l’arrivo a Colbertaldo dei servi di Maria del convento di Santa Caterina di Treviso, tra il 1346 e il 1353, in seguito al dilagare della peste nera. Costoro iniziarono a considerare taumaturgica un’icona della Vergine custodita in un piccolo oratorio del posto.

Grazie a lasciti e donazioni la comunità monastica riuscì a sopravvivere e fece del convento, costruito nel 1530 la sua fissa dimora. Il complesso alternò fasi di pieno sviluppo a momenti di incertezza e di crisi e non raggiunse mai l’imponenza di alcune fondazioni vicine. Nel corso del ‘700 accusò un rapido declino dovuto in parte da alcune controversie sorte con la parrocchia di Colbertaldo. La Serenissima di Venezia giunse quindi alla soppressione del convento nel 1776, tutti i beni vennero consegnati alla parrocchia di Colbertaldo ed il santuario venne rinominato come “ospizio”. Nel corso dell’800 divenne un lazzaretto per i malati di colera.

Al suo interno, al centro della parete dietro l'altare, racchiuso dentro una nicchia con cornice settecentesca, si conserva un affresco che riproduce la Madonna col Bambino e l'Annunciazione, opera di un ignoto maestro della metà del XV secolo. Un'altra opera è la grande pala raffigurante la Madonna in Gloria del XIX secolo che domina l'interno della chiesa.

In tempi recenti il santuario è stato restaurato ed è ora meta di gite, escursioni e pellegrinaggi. Oggi il santuario è utilizzato dalla parrocchia per svolgervi celebrazioni e altre attività spirituali, specialmente nel periodo estivo. L'annesso convento è stato in parte restaurato e ospita varie manifestazioni del paese, in particolare i Festeggiamenti della Madonna delle Grazie (primi due week-end di luglio) il Pan e Vin (5 gennaio) e la Mostra del Vino prosecco (aprile-maggio).

Chiesetta di San Francesco di BoscoModifica

Nella piccola piazza della frazione di Bosco, si trova la chiesa dedicata a San Francesco. La chiesa, di modeste dimensioni e molto cara alla popolazione, costituisce il fulcro su cui è avvenuto lo sviluppo urbano del borgo nel corso degli anni. L'architettura della chiesetta è molto semplice, con facciata ornata da semplici lesene e colonne di ordine dorico. l'ingresso è garantito da un ampio portone archivoltato. Il semplice interno è caratterizzato dall'altare ligneo, risalente alla metà dell'800, che contiene una pala raffigurante la Deposizione dalla Croce. L'edificio religioso è dotato di un piccolo campanile a vela contenente due campane.

Percorso "Dal Sacro al Pro...secco"Modifica

Percorso storico-naturalistico attraverso l'intero territorio comunale dove si può ammirare la variabilità del paesaggio che attribuisce al territorio del Comune di Vidor una valenza naturalistica esclusiva. La particolarità di tale paesaggio è sancita dal fatto che in distanze molto ristrette si alternano paesaggi, ecosistemi e biocenosi molto diversi tra loro. Partendo dal Fiume Piave e procedendo verso nord, in un paio di chilometri è possibile passare da un ambiente golenale, caratterizzato dalla tipica vegetazione e fauna ripariale, all'ambiente pianeggiante agricolo tipico della pianura trevigiana per arrivare all'area del Prosecco DOCG, caratterizzata dalle colline antropizzate dove appare evidente il lavoro compiuto negli anni dai vinaioli.

Nei versanti esposti a nord permangono lembi boscati con vegetazione arborea autoctona composta da carpini, frassini, castagni, querce, aceri, ginepri, noccioli e biancospini. A coronamento di questo patrimonio naturale, lungo tutto il percorso sono presenti molti siti di importanza storico - culturale come l'Abbazia di Santa Bona, il Castello di Vidor (con l'Ossario in ricordo dei Caduti delle guerre), il Santuario della Madonna delle Grazie di Colbertaldo e la Chiesa Arcipretale di Vidor.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[6]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 379, ovvero il 10,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[7]:

  1. Macedonia 139
  2. Romania 58
  3. Marocco 47
  4. Cina 46

CulturaModifica

EventiModifica

Il Palio di Vidor (seconda domenica di settembre) si svolge dal 1996 ed oppone le cinque squadre di Vidor: Centro, Colbertaldo, Alnè di sotto, Alnè di sopra e Bosco, il Petritoli, cittadina marchigiana gemellata con il comune, il Moriago della Battaglia dal 2009, e dal 2016 il Sernaglia della Battaglia, in quanto un tempo il loro territorio era sotto la dominazione dell'Abbazia Vidorese. La competizione rievoca l'assalto ungaro al Castello di Vidor (X secolo): ciascuna squadra deve trasportare nel minor tempo possibile una scala in legno (affidata a due ragazze) dall'Abbazia sino alle pendici del colle del Castello, e da qui alla cima un pesante ariete di legno, con il cambio dei 4 atleti maschi a metà della salita. Alla sfida sono legati vari altri eventi di ispirazione medievale.

Il palio non è che una delle tante manifestazioni del Settembre Vidorese, che comprende, tra l'altro, la fiera di Santa Bona, la marcia del Ciclamino (corsa non competitiva di 5 e 10 km lungo le vie del paese) e la serata marchigiana con specialità Marchigiane e Petritolesi.

Molto importante è inoltre la secolare sagra di San Giuseppe a marzo, dove per due fine settimana il centro del paese ospita numerose bancarelle di vario tipo, esposizioni automobilistiche e un grande Luna Park. Inoltre presso il centro polifunzionale si possono gustare i piatti tipici della zona preparati dalla Pro Loco "La Vidorese".

Un'alta manifestazione molto importante e conosciuta, è la Mostra del vino Prosecco di Valdobbiadene che di svolge ad aprile presso gli spazi circostanti al Santuario della Madonna delle Grazie a Colbertaldo. Qui è possibile degustare diversi tipi di Prosecco abbinati ai più gustosi piatti tradizionali trevigiani.

Nella frazione di Colbertaldo sono da segnalare la Sagra della Madonna delle Grazie i primi due week-end di luglio presso il Santuario della Madonna delle Grazie, e l'antica sagra del patrono Sant'Andrea apostolo a fine novembre, negli spazi della sede degli Alpini del paese.

EconomiaModifica

La zona di Vidor, compresa nel Quartier del Piave, è nota per la produzione vinicola, specialmente per la coltivazione del Prosecco di Valdobbiadene. Ancora di un certo rilievo è la coltivazione del mais e delle patate. Numerose piccole-medie imprese hanno dato luogo alla formazione di aree industriali e artigianali, con un primato che spetta alla produzione di mobili d'arredamento. Fu sede della Cassa Rurale ed Artigiana di Vidor che dopo varie vicissitudini è confluita nella Banca della Marca. Durante il secolo scorso la produzione industriale del paese era praticamente monopolio del Setificio Zadra di non piccole dimensioni, ora ristrutturato e divenuto salumificio.

Infrastrutture e trasportiModifica

Posta nelle immediate adiacenze del ponte sul Piave costruito dalla società Odorico & C e inaugurato inaugurato l'11 giugno 1870[8] in sostituzione di un precedente antico manufatto che sorgeva poco più a valle, l'abitato di Vidor fra il 1913 e il 1931 da dalla stazione Covolo-Vidor e dalla fermata Vidor, poste rispettivamente a sud e a nord del ponte stesso, lungo la Tranvia Montebelluna-Valdobbiadene, che rappresentò al tempo un importante strumento di sviluppo per l'economia della zona. Oggi la mobilità pubblica è gestita dall'azienda Mobilità di Marca S.p.A. (MOM), che gestisce il trasporto pubblico in tutta la Provincia di Treviso, in particolare passano per Vidor le linee verso Valdobbiadene, Montebelluna, Pieve di Soligo e Conegliano. Vidor è attraversata dalla strada provinciale nº 32 "Dei Colli Soligo" e dalla strada provinciale nº 34 che termina nel territorio comunale innestandosi con la nº 2 "Erizzo" al confine con il comune di Valdobbiadene.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 luglio 1975 15 agosto 1990 Giuseppe Spagnol DC Sindaco
15 agosto 1990 24 novembre 1990 Angelo Sabatini - Commissario prefettizio
24 novembre 1990 20 novembre 1995 Alberto Barp indipendente Sindaco
20 novembre 1995 17 aprile 2000 Giuseppe Rossi Liga Veneta-Lega Nord Sindaco
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Marino Fuson lista civica di centrodestra Sindaco
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Marino Fuson Lega Nord Sindaco
30 marzo 2010 30 maggio 2015 Albino Cordiali Lega Nord - civiche Sindaco
31 maggio 2015 in carica Albino Cordiali Lega Nord - civiche Sindaco

GemellaggiModifica

Il comune di Vidor è gemellato dal 2004 con il comune marchigiano di:

Il primo grande conflitto mondiale vide affrontarsi sul campo di battaglia le truppe del Regno d’Italia e l’esercito asburgico. Le operazioni belliche interessarono la parte nord-orientale della penisola, costringendo molti abitanti del posto ad abbandonare le proprie case rase al suolo. Fu questa la sorte degli abitanti di Vidor, comune della provincia di Treviso situato lungo il corso del fiume Piave. I profughi vidoresi furono ospitati a Petritoli, grazie anche all’aiuto del maresciallo Chiodaro, comandante della locale stazione dei Carabinieri originario di Vidor. Nonostante la crisi economica causata dalle attività belliche, i petritolesi si adoperarono con tutte le loro forze affinché nulla fosse mancato ai profughi. Alcuni morirono, e i loro corpi ancora oggi giacciono nel cimitero di Petritoli. Al termine della guerra i vidoresi tornarono a casa, dove ebbe inizio l’opera di ricostruzione. Questa vicenda fu ripercorsa attraverso l’analisi dei documenti di archivio dal professor Giuseppe Colasanti nella sua opera “La comunità di Petritoli nella prima metà del Novecento”, pubblicata nel 2002. Questi fatti, così riportati al centro della pubblica attenzione, indussero a riallacciare i rapporti tra le due comunità. I primi incontri in occasione di varie manifestazioni lungo il 2003 portarono al gemellaggio tra le Pro Loco dei due paesi. Nel 2004 i due comuni hanno sottoscritto l’atto di gemellaggio con due cerimonie svoltesi a maggio a Petritoli e a settembre a Vidor.

NoteModifica

  1. ^ Comune di Vidor - Statuto.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  3. ^ Giovan Battista Pellegrini, Toponomastica italiana. 10.000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, monti spiegati nella loro origine e storia, Milano, Hoepli, 1990, pp. 357-358.
  4. ^ Scheda della parrocchia dal sito della diocesi Archiviato il 24 marzo 2008 in Internet Archive..
  5. ^ Informazioni tratte da Magico Veneto Archiviato il 7 dicembre 2008 in Internet Archive. e rete civica La Piave Archiviato il 5 luglio 2007 in Internet Archive..
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2017 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 6 agosto 2017).
  8. ^ Giorgio Chiericato, In vettura signori si parte, op. cit.,p. 25.

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