Vilipendio alla bandiera

La locuzione vilipendio alla bandiera si riferisce a vari atti oltraggiosi commessi nei confronti del primo emblema di uno Stato: la bandiera nazionale. Siano essi la distruzione (come ad esempio il rogo in pubblico) o particolari usi (come la vendita illegale), in molti Paesi del mondo vi sono leggi che reprimono tali gesti. In altri Paesi, per contro, è vietata la repressione dell'atto di bruciare una bandiera, in quanto manifestazione della libertà di pensiero.

Indice

Stati che non prevedono reatiModifica

Tra gli altri, in Belgio e Canada non sono previsti reati.

CinaModifica

Sono previsti varie misure punitive sino a tre anni di carcere per chiunque offenda la bandiera o un'insegna nazionale.[1]

ItaliaModifica

I reati di vilipendio alla bandiera consistono in espressioni verbali o azioni fisiche che la legge considera ingiuriose nei confronti della bandiera nazionale (art. 292 c.p.) o di quella di uno Stato estero (art. 299 c.p.).

« Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale.

Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni.

Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali. »

(Articolo 292 c.p., Vilipendio alla bandiera o ad altro emblema dello Stato)

« Chiunque nel territorio dello Stato vilipende, con espressioni ingiuriose, in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico, la bandiera ufficiale o un altro emblema di uno Stato estero, usati in conformità del diritto interno dello Stato italiano, è punito con l'ammenda da euro 100 a euro 1.000. »

(Articolo 299 c.p., Offesa alla bandiera o ad altro emblema di uno Stato estero)

Stati UnitiModifica

 
Una teca per bandiere in una biblioteca

La Corte Suprema nel 1989 e nel 1990 ha stabilito che è contrario al primo emendamento proibire di bruciare una bandiera in quanto libertà di espressione, ammettendo però che tale libertà può essere oggetto di disciplina giuridica, come luogo e occasione.[eccesso di sintesi][senza fonte] Il codice federale sulla bandiera (United States Flag Code capitolo quarto del United States Code), che però non prevede sanzioni, dispone che una bandiera non più utilizzabile deve essere dismessa dignitosamente o, se non è possibile diversamente, bruciata.[senza fonte]

NoteModifica

  1. ^ (EN) Pagina di diritto penale cinese Archiviato il 3 agosto 2010 in Internet Archive.

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