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Villa Carcina
comune
Villa Carcina – Stemma Villa Carcina – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Brescia-Stemma.png Brescia
Amministrazione
SindacoGianmaria Giraudini (PdL) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate45°38′N 10°12′E / 45.633333°N 10.2°E45.633333; 10.2 (Villa Carcina)Coordinate: 45°38′N 10°12′E / 45.633333°N 10.2°E45.633333; 10.2 (Villa Carcina)
Altitudine241 m s.l.m.
Superficie14,22 km²
Abitanti10 797[2] (30-11-2018)
Densità759,28 ab./km²
FrazioniCailina, Carcina, Cogozzo, Pregno e Villa
Comuni confinantiBrione, Concesio, Gussago, Lumezzane, Sarezzo
Altre informazioni
Cod. postale25069
Prefisso030
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT017199
Cod. catastaleL919
TargaBS
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantivillacarcinesi[1]
Patronosant'Antonio - (Cogozzo)
san Michele Arcangelo - (Cailina)
sant'Antonio da Padova - (Pregno)
sant'Emiliano e Tirso - (Villa)
san Giacomo Maggiore - (Carcina)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villa Carcina
Villa Carcina
Villa Carcina – Mappa
Posizione del comune di Villa Carcina nella provincia di Brescia
Sito istituzionale

Villa Carcina (Vila Carsìna[3] in dialetto bresciano - nella variante triumplina Villa Carhina pronunciato [ˈvilɑ karˈhinɑ]) è un comune italiano di 10 797 abitanti della provincia di Brescia in Lombardia, nella bassa Val Trompia.

Il Comune di Villa Carcina è situato a Nord della città di Brescia ed è composto da 5 nuclei abitativi: Cailina, Carcina, Cogozzo, Pregno e Villa.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

Villa Carcina confina a nord con i comuni di Sarezzo, a est con i comuni di Lumezzane e Concesio, a sud con il comune di Concesio, a ovest con i comuni di Brione e Gussago.

Il territorio comunale ha una superficie di 14,41 km².

È formato da una striscia centrale con andamento da nord a sud che costituisce il fondo valle al centro del quale scorre il fiume Mella. A est e ovest l'andamento del territorio è montuoso con quote che raggiungono mediamente 1.000 m.

Il monte più alto del comune è il monte Palosso con i suoi 1.158 m.

ClimaModifica

Il clima di Villa Carcina è caratterizzato da inverni freddi con abbondanti nevicate nelle montagne limitrofe, e da estati calde.

StoriaModifica

Il comune di Villa Carcina, nella sua conformazione odierna, è stato costituito nel 1928, anno in cui il regime fascista semplificò e riunì i comuni più piccoli. Fino ad allora i comuni erano due: Villa di Cogozzo, comprendente Cailina, e Carcina-Pregno.

Di epoca preromana si hanno sicure tracce nei pressi di Cogozzo (necropoli) e in Pendezza a Pregno (cocci). mentre coi romani si ha la prima traccia di insediamenti militari (Pregno) e civili (abitazione a Cogozzo e acquedotto a Pregno).

Tracce d'epoca romana si rinvengono anche nei numerosi tratti rimasti dell'antico acquedotto.

Si hanno inoltre tracce dell'epoca alto medievale in Cogozzo (è stata ritrovata una Franca, ascia dell'epoca carolingia) e in Villa, con la costruzione di una piccola fortificazione nei pressi di via Trieste.

In epoca veneta all'entrata di Carcina, per chi proveniva da sud, vi era un arco che segnalava il passaggio dalla giurisdizione di Brescia a quella della Valle, giurisdizione che aveva il centro politico tra Ponte Zanano, residenza del Capitanio di Valle, e Tavernole Sul Mella (benché la Vicinia si chiamasse Cimmo e fosse Cimmo il paese principale, a Tavernole vi era sede del Sindaco di Valle, della Cassa del territorio ed era sede di giurisdizione per i reati penali, i cui giudici erano periodicamente inviati da Brescia, le cause civili di poco conto e quelle relative ai confini dei terreni tra Originari venivano di regola risolte all'interno della singola Vicinia)

Nel 1797 avvenne la battaglia di Carcina in cui i valligiani ancora fedeli alla Serenissima si scontrarono con preponderanti forze franco-bresciane a seguito della "rivoluzione" guidata da un ristretto numero di cittadini bresciani appoggiati da truppe di occupazione francesi e ribelli bergamaschi, l'apporto di questi ultimi risultò decisivo. Durante il fascismo accorpò Villa Cogozzo.

ToponimiModifica

  • Villa significa casa di campagna o villa senza cinta in contrapposizione al castello che invece era circondato da mura anche se vi si può scorgere nella parte alta dell'abitato un resto di basamento di fortificazione
  • Carcina, secondo alcune ipotesi, viene fatto derivare dal volgare Carectina o Caricetina, cioè luogo paludoso con giunchi, che in seguito fu bonificato dai Benedettini di Sant'Eufemia. Qui si trova la casa più antica di tutto il comune nei pressi della Chiesa parrocchiale, di proprietà della famiglia Frassine.
  • Cailina viene da alcuni associato a casilina anche se in passato risulta chiamato come Caylina, Caiglina ecc. Intorno alla fine del XVIII secolo, quando ancora Carcina "alta" non esisteva, veniva definita come "il paese che per estimo territoriale superava Villa e Cogozzo assieme (Giovanni da Lezze, riportato in Villa carcina, un paese alle porte della Val trompia)". In seguito alla costruzione delle trafilerie in località Rassega questa percezione è andata perduta. Nel 1700 la sua popolazione viene definita "atta ai maneggi" ovvero, atta a creare situazioni poco chiare da cui ricavarne un certo vantaggio: il riferimento è al tentativo portato avanti sotto l'amministrazione veneta di uscire dal comune di Villa Cogozzo e di unirsi a San Vigilio per via degli sgarbi ricevuti dai concittadini che, senza curarsi di questa frazione, costruirono un unico ponte carrabile tra le opposte rive del Mella in vicinanza di Pregno, obbligando i cailinesi a passare più spesso tramite S. Vigilio che Villa per arrivare al capoluogo provinciale. La chiesa di San Michele, di chiara origine longobarda, divenne parrocchiale con decreto vescovile del 15 febbraio 1963. Alcune fonti indicano che la chiesa non era l'unico centro di culto del paese ma che vi era in origine un secondo luogo di culto dedicato a San Nicola, la cui ubicazione è andata perduta lungo i secoli.
  • Cogozzo, secondo alcune ricostruzioni significherebbe luogo a punta, riferendosi forse alla parte che sta alla chiesa di S. Lorenzo sulla strada interna per Noboli, ove vi era probabilmente la strada romana che attraversava il Mella in frazione Noboli di Sarezzo, ove tuttora sorge un ponte romano ancora in uso. Era dimora a famiglie benestanti e vi ha sede l'acquedotto principale comunale (Il comune ha circa 4-5 pozzi)
  • Pregno: qui si hanno le prime documentazioni di un insediamento romano in valle, località Zignone, precedenti sia alla villa ritrovata a Cogozzo che all'acquedotto. Da questa località passava per l'appunto l'acquedotto romano, tuttora visibile sia qui che in un punto della triumplina in frazione Costorio a Concesio, che portava l'acqua potabile da Lumezzane alla città di Brescia. La tradizione vuole che fosse chiamato "Condotto del Diavolo" ed in un antico documento del 1300 veniva denominato "Cuniculum Priegni". Una antica leggenda narra che i santi patroni Giovita e Faustino crebbero appunto nel castrum di Pregno in località Zignone. Altra nota d'interesse: Pendezza e Zignone furono le prime località mappate dagli ufficiali napoleonici.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

La Chiesa di S.Rocco a CarcinaModifica

Il nucleo originario della piccola chiesa di S.Rocco, a Carcina, doveva occupare presumibilmente l'attuale seconda campata della navata e il presbiterio. L'edificio originario, citato a partire dal 1567, probabilmente risale tra la fine del XV secolo e la prima metà del XVI, forse fondato per sciogliere un voto della comunità in onore di San Rocco di Montpellier, vissuto fra il 1346 e il 1376, il pellegrino francese invocato fin dal Medioevo come protettore dal terribile flagello della peste. L'edificio è poi citato negli atti della visita pastorale di S. Carlo Borromeo del 1580, mentre nel 1582 il vescovo Giovanni Dolfin segnalò nel documento relativo allo stato dei lavori di miglioria dell'edificio che la chiesa era provvista di un'apertura a inferriata e di un portico antistante. Ulteriori lavori di sistemazione vennero eseguiti successivamente, probabilmente alla fine del XVIII secolo. Oggi all'interno della Chiesa si può ammirare la bella pala d'altare realizzata da Pietro Scalvini nel 1785, dedicata ai Santi Rocco, Pietro martire, Nicola da Tolentino e Sebastiano.

La chiesa di S. Rocco a VillaModifica

Posta poco più in alto dell'abitato di Villa sorge la chiesetta dedicata a S.Rocco, il Santo portettore degli appestati, con ogni probabilità fondata a seguito di un'epidemia nella seconda metà del XV secolo. Tale Santuario viene citato ufficialmente per la prima volta nel 1512, all'interno di un testamento dei un devoto. Tra il 1575 e il 1577, forse in seguito ad una nuova epidemia di peste, la chiesa venne abbellita ed ampliata e già nel 1580, come attestano gli atti della visita apostolica di S.Carlo Borromeo, la chiesa era terminata. Fu l'occasione per concedere un'indulgenza plenaria decennale. Nel 1630, durante l'epidemia di manzoniana memoria, è probabile che l'edificio fosse utilizzato come lazzaretto, sia per la cura che per tener lontani i malati dal resto della popolazione, in modo da limitarne il contagio. La piccola sagrestia venne costruita pochi anni dopo, nel 1648. Nel corso del XVIII secolo la Chiesa venne nuovamente ampliata e il campanile venne innalzato al livello ancor oggi presente. Un ultimo radicale restauro risale al recente 1989.

La Chiesa di S.Lorenzo a CogozzoModifica

L'edificio tardo quattrocentesco (forse ampliato nel secolo XVII) sorge su una cappella medievale annessa a un ospizio della diaconia di S. Lorenzo, dipendente dalla pieve di Concesio. Al culto del santo diacono era infatti associato quello di S. Giacomo, l'apostolo patrono dei pellegrini. Particolarmente venerato è l'affresco votivo quattrocentesco della Madonna col Bambino, ora inglobato nel polittico seicentesco come pala d'altare, in una magnifica soasa lignea. Altre importanti tele sono collocate in splendide cornici di gusto popolare negli altari laterali, S. Barnaba e S. Gottardo di Antonio Cifrondi e la Madonna col Bambino e i Santi Firmo e Lorenzo di Francesco Paglia, citata nel suo trattato il Giardino della Pittura; pregevole è anche l'organo del 1773, opera del celebre organaro veneto Gaetano Callido.

Villa GlisentiModifica

La Villa, in stile liberty, venne edificata fra il 1905 e il 1906, e per anni fu residenza della famiglia Glisenti che dal 1859 era proprietaria del vicino stabilimento di Carcina. Divenuta di proprietà comunale, dopo alcuni lavori di adeguamento e ristrutturazione nel maggio del 1989 venne inaugurata quale polo culturale ed espositivo, ed ospitò fino al 2006 anche la Biblioteca del paese. Ora accoglie importanti mostre espositive ed è sede di appuntamenti culturali e conferenze. Un grande parco, con alberi secolari, giochi per bambini, un chiosco e tante attrezzature per lo svago, circonda la Villa stessa ed è sede di numerose manifestazioni nel periodo estivo.

I parchi pubbliciModifica

Parchi, giardini ed altre aree a verde pubblico, nonché luoghi attrezzati per il relax, i percorsi pedonali, campi gioco per bambini, rappresentano un patrimonio a disposizione di tutta la cittadinanza del comune. Sono 4 i parchi presenti nel comune di Villa Carcina: quello di Villa, quello di Cailina, quello di Cogozzo e quello di Carcina (dove si trova Villa Glisenti).

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

EconomiaModifica

L'economia del paese era tutta basata sull'agricoltura del terreno e dei monti e da essa si ricavava, sia pure in minima parte, tutto il necessario per il sostentamento. Da quell'epoca derivano alcune denominazioni dei cortili delle case padronali che oggi si possono ancora in parte scorgere soprattutto a Cailina (Mensi, Mariotti, Bregoli) e Cogozzo nella parte vecchia.

Col passare del tempo, a cominciare dalla seconda metà del secolo scorso, sorsero diverse grosse industrie: nel 1859 la "Glisenti", nel 1889 il cotonificio "Mylius", divenuto in seguito Bernocchi e nel 1911 la "TLM" Trafilerie Laminatoi Metalli, che insieme fornivano lavoro ad oltre 3000 dipendenti.

Negli ultimi anni, con il declino della grande industria, sono sorte al loro posto delle officine metallurgiche, fonderie, rubinetterie e meccaniche varie. Per quanto riguarda l'artigianato sono molto diffuse le attività di lavorazione dei metalli, finalizzate soprattutto alla produzione di coltelli e armi da taglio.[5]

Nel 1963 la signora Capretti Colturi donava nel testamento al comune la sua casa padronale con annesso il parco per farne una casa di riposo per anziani ora denominata "Villa dei Pini", mentre nel 1980 l'amministrazione comunale acquistò il parco annesso alla Villa Glisenti per farne un parco pubblico ed in seguito acquistò anche la villa dove per diversi anni è stata ubicata la biblioteca comunale e dove frequentemente si tengono mostre d'arte e conferenze di vario genere.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 giugno 2009 25 maggio 2014 Gianmaria Giraudini Il Popolo della libertà Sindaco
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Gianmaria Giraudini Patto per Villa Carcina Sindaco
26 maggio 2019 In Carica Moris Cadei Patto per Villa Carcina Sindaco

Infrastrutture e trasportiModifica

 
Villa Carcina, ex stazione tranviaria

StradeModifica

Il comune è attraversato dall'ex Strada statale 345, ora denominata SP BS 345.

Mezzi pubbliciModifica

Il servizio di trasporto pubblico è gestito dalla Società Italiana Autoservizi, che opera con i suoi autobus in tutta la Val Trompia attraverso la linea S201.

TramModifica

Fra il 1882 e il 1954 Carcina ospitò alcune fermate della tranvia della Val Trompia, a servizio della popolazione e del locale stabilimento[6].

NoteModifica

  1. ^ Comune di Villa Carcina - dati anagrafici, su comune.villacarcina.bs.it. URL consultato il 29 gennaio 2014.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  3. ^ Giovan Battista Melchiori, Vocabolario bresciano - italiano, 1817
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 12, 14.
  6. ^ Claudio Mafrici, I binari promiscui - Nascita e sviluppo del sistema tramviario extraurbano in provincia di Brescia (1875-1930), in Quaderni di sintesi, vol. 51, novembre 1997.

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Collegamenti esterniModifica

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