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Villa Faraldi
comune
Villa Faraldi – Stemma Villa Faraldi – Bandiera
Villa Faraldi – Veduta
Panorama di Villa Faraldi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Amministrazione
SindacoCorrado Elena (Lista civica di Centro-destra "Costruire Insieme") dal 06/06/2016
Data di istituzione1947
Territorio
Coordinate43°58′01.59″N 8°05′29.43″E / 43.967108°N 8.091508°E43.967108; 8.091508 (Villa Faraldi)Coordinate: 43°58′01.59″N 8°05′29.43″E / 43.967108°N 8.091508°E43.967108; 8.091508 (Villa Faraldi)
Altitudine336 m s.l.m.
Superficie9,52 km²
Abitanti473[1] (30-11-2018)
Densità49,68 ab./km²
FrazioniDeglio Faraldi, Riva Faraldi, Tovetto, Tovo Faraldi
Comuni confinantiAndora (SV), Diano San Pietro, San Bartolomeo al Mare, Stellanello (SV)
Altre informazioni
Cod. postale18010
Prefisso0183
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT008067
Cod. catastaleL943
TargaIM
Cl. sismicazona 3s (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 992 GG[2]
Nome abitantifaraldesi
Patronosan Lorenzo
Giorno festivo10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villa Faraldi
Villa Faraldi
Villa Faraldi – Mappa
Posizione del comune di Villa Faraldi nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Villa Faraldi (Vìlla Faródi in ligure[3]) è un comune italiano di 473 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisicaModifica

Il comune è situato nell'alta valle del torrente Cervo, detto anche Steria, delimitata a est dallo spartiacque tra le province di Savona e Imperia. La morfologia del territorio è totalmente collinare e montana e la vetta più alta del comprensorio è il Pizzo d'Evigno (989 m s.l.m.); altri rilievi montani sono il monte Lago (744 m), il Pizzo Penna (747 m) e il Pizzo Aguzzo, a 757 m sul livello del mare.

StoriaModifica

Il borgo di Villa Faraldi (quantomeno nel nucleo del capoluogo comunale) potrebbe avere origini assai lontane, forse addirittura romane. Questa affermazione è suffragata soprattutto da un frammento di lapide funeraria (75x50 cm), risalente al I secolo a.C., rinvenuta nel 1930 e facente parte della base del fonte battesimale della chiesa parrocchiale di San Lorenzo; parzialmente mutila nella parte alta, essa riporta un'iscrizione voluta da una madre, tale Licinia, in ricordo del figlio, Sufenas Acrippa (probabilmente Agrippa), cittadino romano appartenente alla tribù dei Publilia, la stessa a cui facevano parte i cittadini di Albenga. Azzardato è parlare dell'esistenza di un vero centro abitato (non esistono altre tracce o testimonianze ad avvalorare l'ipotesi); piuttosto si può pensare alla presenza di una "azienda agricola" a servizio degli insediamenti costieri ben organizzati e fiorenti (come il vicino Lucus Bormani, citato nella Tavola Peutingeriana e posto nella zona dell'attuale San Bartolomeo al Mare, di cui esistono tracce archeologiche nei pressi del santuario della Madonna della Rovere) oppure a una villa padronale, sempre a carattere agricolo, con strutture più articolate e in possesso di una facoltosa famiglia con relativi lavoratori e schiavi. All'origine romana potrebbe essere fatta risalire la prima parte del nome del comune, "Villa", intesa proprio come fattoria o casa di campagna, mentre "Faraldi" ha chiare origini germanico-longobarde e in esso si può riscontrare il termine "fara", indicante un gruppo famigliare riunito in un villaggio, e forse anche "wald", zona boscosa di proprietà demaniale; ciò porterebbe a leggere "Faraldi" come "villaggio popolato da un gruppo familiare inserito all'interno di un bosco". Proprio l'analisi della seconda parte del nome del paese lascerebbe intendere che all'arrivo dei Longobardi in Liguria (643) la zona sia stata nuovamente abitata stabilmente, occupando un piccolo centro forse non del tutto abbandonato nemmeno nel periodo turbolento successivo alla caduta dell'Impero romano d'Occidente e al successivo dominio bizantino, durante il quale sarebbe avvenuta una più incisiva penetrazione del Cristianesimo. Come il resto della Liguria occidentale, il territorio dell'attuale Villa Faraldi passò dal dominio longobardo a quello dei Franchi a partire dal 773; con il successivo sfaldamento del potere carolingio e la nascita di un sempre più accentuato potere feudale, il territorio rientrò all'interno della marca Arduinica e, frazionatasi anche questa, il borgo divenne parte del marchesato di Clavesana[4] e seguì le vicissitudini storiche di Albenga[4] e di Cervo[4]; intorno al XIII secolo[4] fu ceduto alla Repubblica di Genova divenendo parte integrante della Communitas Diani, sottomessa alla stessa Genova.

Caduta la repubblica genovese, la nuova municipalità di Villa Faraldi rientrò, dal 2 dicembre 1797, nella Repubblica Ligure, mentre dal 28 aprile 1798 fece parte del VI cantone, come capoluogo, della Giurisdizione del Capo delle Mele. Con la revisione territoriale del 1803, divenne un centro all'interno della Giurisdizione degli Ulivi e, annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Villa Faraldi e tutta la Liguria furono annessi al Regno di Sardegna, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento di Diano Marina, nel circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio (poi provincia di Imperia, dal 1923).

Al 1923[5] risale la soppressione della municipalità e il conseguente accorpamento al comune di Diano Marina e, nel 1925, a quello di Cervo; nel 1947[6] fu ricostituito il comune autonomo.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[7], fino al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

SimboliModifica

 

«D'azzurro al ponte ad un'arcata, d'argento con i mattoni bordati di nero, attraversante un corso d'acqua, al naturale e sostenente un albero d'olivo con i frutti d'oro. Nell'angolo in alto la corona della Marca in oro»

(Descrizione araldica dello stemma[8])

«Drappo partito di giallo e di azzurro...»

(Descrizione araldica del gonfalone[8])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 12 marzo del 1976.[9]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Veduta di Villa Faraldi dalla frazione di Tovetto

Architetture religioseModifica

  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo diacono e martire nel capoluogo comunale di Villa Faraldi.
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo di Chiaravalle nella frazione di Deglio Faraldi. Edificata nella prima parte del XVIII secolo in sostituzione di un precedente edificio più piccolo tardo medievale, l'esterno ha linee sobrie e l'unico elemento di spicco è il bel campanile con cupola "a cipolla". L'interno si presenta in forme tardo barocche con modifiche novecentesche; spiccano il bell'altare maggiore in marmo e quello della cappella laterale dedicata a Sant'Antonio da Padova (entrambi eseguiti nella seconda metà del Settecento), l'affresco dell'Apparizione della Vergine a San Bernardo (1791), di Tommaso Carrega, e il polittico (1576 circa) con la figura del Titolare e altri santi, opera di Giulio De Rossi realizzata per la precedente chiesa.
  • Chiesa parrocchiale della Trasfigurazione di Nostro Signore Gesù Cristo nella frazione di Riva Faraldi. L'edificio attuale è stato realizzato a partire dalla seconda metà del Settecento e i lavori sono proseguiti, in più fasi, fino ai primi decenni del Novecento; se, infatti, il campanile, con il tipico cupolino "a cipolla", è databile agli anni 1771-1783, il resto della chiesa si presenta in forme tardo barocche e neoclassiche. Di un precedente edificio, probabilmente tardo medievale e dedicato a Santissimo Salvatore, si hanno pochissime tracce, ma si suppone fosse più piccolo e dotato almeno di due navate, come lasciano intendere le due colonne in pietra nera sistemate sulla piazza antistante. L'interno conserva un bell'altare maggiore settecentesco in marmo e alcune statue di pregio, come quella della Madonna del Rosario, quella dell'Angelo custode (San Raffaele e Tobiolo) e il gruppo ligneo di sei statue (un tempo facenti parte di una cassa processionale) della Trasfigurazione.
  • Chiesa di San Rocco nella frazione di Riva Faraldi. La piccola chiesa, ad unica navata, fu realizzata tra il 1856 e il 1881 come adempimento a un voto fatto al Santo durante l'epidemia di colera che flagellò la Liguria (e buona parte d'Europa) nel 1854 e che, in effetti, risparmiò il paese. Molto semplice sia all'esterno sia all'interno, conserva una grande statua processionale di San Rocco realizzata nei primi decenni del Novecento.
  • Oratorio di San Martino di Tour nella frazione di Riva Faraldi. Posta tra gli ulivi, la chiesetta è stata costruita dopo il devastante terremoto del 1887 in sostituzione di un precedente edificio che risaliva alla metà del Settecento. Ad unica navata, molto semplice tanto all'esterno quanto all'interno, ha un unico altare in stucco bianco e al suo interno conserva la statua processionale di San Martino in abiti vescovili.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate nella frazione di Tovo Faraldi.
  • Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria nella frazione di Tovo Faraldi. Sede della confraternita omonima fino ai primi anni del Novecento, l'edificio fu probabilmente innalzato nel corso del '500 e da anni è adibito a deposito comunale. Molto semplice, è ad unica navata e gli arredi e le statue sono ora nella chiesa di Sant'Antonio, poco distante; qui si conservano ancora l'altare maggiore, in gesso e stucco dipinto, e l'affresco con il Martirio di Santa Caterina, al centro della volta.
  • Chiesa dei Santi Sebastiano e Rocco nella borgata di Tovetto (Villa Faraldi). L'edificio probabilmente fu costruito a partire dalla seconda metà del '500 e ha subito un radicale restauro, in forme barocche, nella prima metà del Settecento; abbandonato per decenni, tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento è stato restaurato grazie all'iniziativa di Fritz Røed (noto scultore norvegese che a Villa Faraldi risiedette per anni) che si avvalse dell'aiuto degli abitanti del luogo e di diversi stranieri, soprattutto tedeschi, che qui avevano la seconda casa. L'esterno è molto semplice: spiccano solo una meridiana sulla parete laterale, il piccolo campanile a vela e il bel portone con le sculture in bronzo di Røed; l'interno, ad unica navata, conserva due altari barocchi in gesso e stucco dipinto e una scultura contemporanea in legno di Sant'Olaf, re norvegese martire nell'XI secolo. Di particolare interesse, poi, sono la statua settecentesca di San Domenico, curiosamente venerato dai fedeli locali come fosse San Rocco, e il polittico raffigurante San Sebastiano martirizzato e altri santi, interessante opera cinquecentesca di cui si ignora l'autore, ma che alcuni studiosi ritengono essere di scuola veneta.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[10]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Villa Faraldi sono 61[11], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[12]:

  1. Marocco, 27

Enti e associazioniModifica

CulturaModifica

EventiModifica

Il principale evento culturale del borgo è il Festival di Villa Faraldi[13], organizzato per la prima volta dall'8 al 22 luglio del 1984, è una manifestazione dove vengono esposte pitture e sculture in collaborazione con la Galleria di Stato della Norvegia.

Nel corso delle edizioni successive sono state valorizzate anche altri campi culturali e didattici quali il teatro, la musica, la danza e l'arte.

Geografia antropicaModifica

Il territorio comunale comprende le frazioni di Villa Faraldi (capoluogo comunale), Deglio Faraldi, Riva Faraldi e Tovo Faraldi per una superficie territoriale di 9,61 km²[14]. Tali frazioni si suddividono ulteriormente in borgate, località e regioni storiche: borgata Tovetto, località Il Santo, località Valle Cauda, regione Favà (Villa Faraldi); borgata Case Borga, borgata Case Duranti, borgata Case Martini, località Mulini, località Zerba, regione Cioso, regione Mulini (Riva Faraldi); borgata I Gianchi e località Ruoà (Tovo Faraldi).

Confina a nord con i comuni di Stellanello (SV), a sud con San Bartolomeo al Mare, ad ovest con Diano San Pietro e ad est con Andora (SV).

EconomiaModifica

Il comune basa la sua principale risorsa economica sull'attività legata all'agricoltura, all'olivicoltura specie la produzione di olio di oliva e la viticoltura con la produzione dei vini Pigato e Vermentino.

 
Il locale del ristorante "La Campagnola" di Tovo Faraldi, ricavato dalla vecchia scuola del paese caduta in disuso.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Il territorio di Villa Faraldi è attraversato principalmente dalla strada provinciale 34.

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
24 luglio 1988 7 giugno 1993 Angelo Limarelli Democrazia Cristiana Sindaco
8 giugno 1993 28 aprile 1997 Angelo Limarelli Democrazia Cristiana Sindaco
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Angelo Limarelli Lista civica di centro-sinistra Sindaco
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Giacomo Chiappori Lista civica di centro-destra Sindaco
30 maggio 2006 15 maggio 2011 Giacomo Chiappori Lista civica di centro-destra Sindaco
23 maggio 2011 5 giugno 2016 Corrado Elena Lista civica di centro-destra "Costruire Insieme" Sindaco [15]
5 giugno 2016 in carica Corrado Elena Lista civica di centro-destra "Costruire Insieme" Sindaco [16]

Altre informazioni amministrativeModifica

Villa Faraldi fa parte dell'Unione dei comuni del Golfodianese e i suoi Borghi.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2018.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Villaggi di Pietra. Viaggio nell'entroterra della Riviera dei Fiori, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2002.
  5. ^ Regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2769
  6. ^ 20 agosto 1947, n. 980
  7. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  8. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  9. ^ Tratto dallo Statuto Comunale
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Cittadini stranieri residenti secondo i dati Istat del 31-12-2017, su demo.istat.it. URL consultato il 24 maggio 2019.
  12. ^ Dati superiori alle 20 unità
  13. ^ Approfondimenti sul Festival di Villa Faraldi Festival Archiviato il 28 settembre 2007 in Internet Archive.
  14. ^ Fonte dallo statuto comunale di Villa Faraldi, su comuni-italiani.it. URL consultato l'8 settembre 2014.
  15. ^ Dal 26 luglio 2014 all'11 febbraio 2017 viene eletto alla carica di presidente del Consiglio dell'Unione dei comuni del Golfodianese e i suoi Borghi
  16. ^ Dal 15 marzo 2017 viene eletto alla carica di presidente del Consiglio dell'Unione dei comuni del Golfodianese e i suoi Borghi

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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