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Villa Melzi (Bellagio)

villa di Bellagio
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Villa Melzi d'Eril
VillaMelziLago.jpg
Vista di Villa Melzi dal lago.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia
LocalitàBellagio
Coordinate45°58′58.6″N 9°15′24.4″E / 45.982944°N 9.256778°E45.982944; 9.256778Coordinate: 45°58′58.6″N 9°15′24.4″E / 45.982944°N 9.256778°E45.982944; 9.256778
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Stileneoclassico
Realizzazione
ArchitettoGiocondo Albertolli
Vista del Lago di Como dai giardini di Villa Melzi.

Villa Melzi d'Eril è una dimora storica privata situata nel comune di Bellagio, di proprietà della famiglia Melzi d'Eril, oggi del suo ramo Gallarati Scotti, proclamata, con la proprietà circostante, monumento nazionale.

La villaModifica

 
Federico Melzi d'Eril

La villa è stata progettata dall'architetto svizzero Giocondo Albertolli.[1] La facciata della villa, semplice e regolare, è arricchita da una scalinata a doppia rampa e da quattro leoni di stile egizio. Ai lati del terrazzo e del parterre a lago si ergono due statue in marmo del Cinquecento, rappresentanti Apollo e Meleagro, già attribuite allo scultore Guglielmo della Porta.

Alla morte del Duca, avvenuta nel 1816, la proprietà passò a Lodovico, primogenito di Giovanni Francesco, nipote e figlio adottivo di Francesco Melzi d'Eril; Lodovico sposò in seconde nozze Joséphine Barbò dalla quale ebbe due figlie, una delle quali si unì in matrimonio a Giancarlo Gallarati Scotti, principe di Molfetta, e con tale matrimonio portò alla famiglia del marito anche la villa di Bellagio.

Il complessoModifica

 
I giardini a lago ad aprile, con le azalee in fiore.
 
I giardini a lago
 
I giardini di villa Melzi

Il complesso è costituito, oltre che dalla villa:

  • dalla cappella, nell'estremità sudoccidentale della proprietà, dove sono conservate le spoglie della famiglia Melzi;
  • dai giardini, che si estendono per 800 m lungo la costa del lago tra il Borgo di Bellagio e la frazione Loppia;
  • dall'aranciera, posta a nord-est della villa, oggi adibita a museo;
  • dalla collina-pineta (che si estende per vari ettari verso la frazione di Aureggio), in origine contigua ai giardini, poi separata dalla strada comunale costruita in seguito.

Aperti al pubblico sono oggi i giardini, la cappella e il museo.

I giardiniModifica

I giardini all'inglese, arricchiti da sculture, furono progettati dall'architetto Luigi Canonica e dall'agronomo Luigi Villoresi, entrambi responsabili della sistemazione del parco della Villa Reale di Monza. Nel giardino, ricchissimo di piante rare ed esotiche, sono presenti alberi secolari, siepi di camelie, boschi di azalee e rododendri giganti, pietre e monumenti, imbarcazioni e cimeli di pregio storico e artistico.

Accedendo dall'ingresso di Bellagio si trova sulla sinistra una parte adattata a "giardino orientale", con un laghetto di ninfee. Procedendo, si apre la visuale sul lago e si incontra la prima fra le antichità egizie distribuite nel parco: la statua di un dignitario (arricchita da geroglifici) risalenti ai tempi di Ramses II.

Più oltre, un chiosco in stile moresco conserva i busti degli imperatori d'Austria Ferdinando I e Marianna di Savoia, e del duca Lodovico Melzi con la consorte Josephine Melzi Barbò, ultimi proprietari della casata Melzi prima del passaggio alla famiglia Gallarati Scotti. Di fronte al chiosco si erge il monumento a Dante e Beatrice dello scultore Giovan Battista Comolli — di fronte al quale Franz Liszt, ospite di Villa Melzi, compose la Sonata a Dante (1847-1855).

L'aranciera-museoModifica

Proseguendo all'ombra di un filare di platani si arriva in prossimità della villa, preceduta da quella che in origine era l'orangerie[2], cioè la serra dove venivano ricoverate le piante di aranci durante l'inverno.

Oggi è un museo che contiene preziosi cimeli del periodo napoleonico (busto di Napoleone, le chiavi della città di Milano[3], stampe della Milano napoleonica, i cannoni della prima campagna d'Italia del 1796, rari reperti archeologici e due affreschi rinascimentali di provenienza lariana.

La cappella gentiliziaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella gentilizia di Villa Melzi.

Al limite sud del giardino, a fianco dell'approdo turistico di Loppia, si trova la cappella gentilizia dei Melzi d'Eril, tempio neoclassico progettato e decorato da Giocondo Albertolli, con stucchi a rosoni e affreschi di Angelo Monticelli, su disegni di Giuseppe Bossi.

Notevoli sono le opere di scultura: il palio d'altare con la soprastante statua di Cristo Redentore di Giovan Battista Comolli, e i monumenti funerari disposti sulle pareti:

Nella sacrestia a destra dell'altare si trovano le tombe dei Melzi; a sinistra quelle dei Gallarati Scotti.

Nella parete nord esterna, verso il giardino, è stata murata la porta dell'antica casa Melzi di Milano, attribuita a Bramante, e arricchita da una lapide di famiglia. Di fronte al portale si trova un fregio in pietra del XIII secolo, proveniente dalla vicina chiesa di Santa Maria in Loppia, con i simboli dei quattro Evangelisti.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Giocondo Albertolli, su www.artistiticinesi-ineuropa.ch. URL consultato il 18 ottobre 2019.
  2. ^ Termine francese significante "aranciera".
  3. ^ Consegnate da Francesco Melzi d'Eril il 15 maggio 1796 a Napoleone stesso, che sancì così la conclusione della campagna d'Italia (si veda in merito la voce: Napoleone Bonaparte).

BibliografiaModifica

  • Ornella Selvafolta, I giardini di villa Melzi d'Eril a Bellagio. Un museo all'aperto tra natura, arte e storia, Milano, Cisalpino editore, 2012.
  • Francesca Trabella, 50 Ville del Lago di Como, Giussano, Alessandro Dominioni editore, 2011, p. 39, ISBN 978-88-87867-38-1.

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