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Villa Saffi

Originariamente convento dei Gesuiti, venne utilizzato come residenza estiva da parte di Aurelio Saffi. Inoltre fu sede di riunioni carbonare indicata in linguaggio cifrato come Vendita dell'Amaranto. Il parco è dominato da un maestoso cedro.

Coordinate: 44°12′45″N 12°00′58″E / 44.2125°N 12.016111°E44.2125; 12.016111

Villa Saffi è la villa, situata poco fuori Forlì, che fu residenza della famiglia Saffi, ed in particolare del patriota Aurelio Saffi. Attualmente, è un Museo di proprietà del Comune di Forlì.

L'edificio, in origine un convento di Gesuiti, fu acquistato dal conte Tommaso Saffi, bisnonno di Aurelio, nel 1740, con lo scopo di farne la residenza estiva della famiglia.

Nel XIX secolo, la Villa, indicata con nome in codice di Vendita dell'Amaranto, fu sede di riunioni segrete della carboneria.

Dopo avervi soggiornato a lungo, vi morì, il 10 aprile 1890, il mazziniano Aurelio Saffi.

Notevoli sono, tra l'altro, le pitture murali, eseguite, nel 1937, con la tecnica del trompe-l'œil, da Amerigo Bartoli.

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