Villaggio del Sole

centro abitato situato presso Vicenza
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Villaggio del Sole
F Aerea Borracino 1962.JPG
Villaggio del Sole e dintorni 1962
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
ProvinciaVicenza Vicenza
CittàVicenza-Stemma.png Vicenza
Circoscrizione6 Villa Lattes
Codice postale36100
Abitanti3 285 ab.
PatronoSan Carlo

Il Villaggio del Sole è un quartiere di Vicenza, esempio di architettura del '900.[1] Nella sua forma arrotondata, ripete l'impronta quasi circolare delle mura che rinchiudono il centro storico della città e che all'interno, a loro volta, contengono le mura più antiche, a forma perfettamente circolare[2] di Vicenza. Anche il Villaggio del Sole contiene al suo interno un prezioso manufatto circolare:[3] la chiesa, capolavoro di Ortolani, Musmeci, Cattaneo[4] Come Vicenza è stata chiamata Città d'autore dal poeta Diego Valeri[5] per la presenza del Palladio, così il Villaggio del Sole è stato chiamato Un quartiere d'autore[6] per la capacità di concertazione del capo progettista architetto Sergio Ortolani.

Il Villaggio del Sole sorge a km 1,3 fuori Porta Santa Croce, il varco delle mura cittadine da cui esce l'antica strada per Rovereto (TN), la SS. 46, e entra il fiume più importante della città, il Bacchiglione. A nord-ovest, dove il fiume e la strada incontrano Monte Crocetta, lì sorge il quartiere.

È un quartiere di edilizia pubblica, costruito dall'INA Casa nel 1960 comprendente 13 edifici abitativi, nove a 5 piani, tre a 4 piani e uno a 3 piani per 526 alloggi. Al centro, disegnato a ellisse dalla via C. Colombo, si trovano edifici bassi, d'uso collettivo: la chiesa, il centro sociale, la scuola primaria e l'edificio delle opere parrocchiali.

Il nomeModifica

 
Mappa stilizzata
 
Disegno di Carlo Gastaldon

Il nome indicato dai progettisti in tutti i loro disegni e plastici "Città del Sole, villaggio satellite di Vicenza" non può non richiamare l'agile libretto La città del Sole in cui Campanella descrisse la sua repubblica felice.[7] La ricerca di un'armonia nuova tra uomo e natura, tra società e mondo anima l'opera di Tommaso Campanella e sembra evidenziare l'orizzonte a cui tende l'atteggiamento culturale dei progettisti.[8] La scelta di impostare una certa tipologia di edifici, a pettine a nord e in linea curva sul fronte opposto, è strategica e fondamentale per strutturare la relazione tra natura e costruzioni.[9] Altri fanno discendere il nome del quartiere dalla Villa del Sole, che da Monte Crocetta domina il quartiere. Trattasi di Villa Rota Barbieri (del '300), già adibita a solarium nella prima metà del '900.

Origine del quartiereModifica

Il Villaggio del Sole ha avuto origine da una volontà politica precisa che si è materializzato sotto le mani esperte di un gruppo di professionisti affermati.[10] L'intenzione iniziale, dare un'abitazione e un quartiere moderno ai lavoratori, è ancor oggi visibile perché incorporata nella forma del quartiere, intatto dalle origini. Nella tavola centrale del PRG Marconi (1959), l'ambito del Villaggio del Sole è rappresentato da una campitura uniforme (zona soggetta a Piano particolareggiato); per la maggior parte dei quartieri in formazione, invece, Marconi non rinunciava a applicare le regole sintetizzate nella legenda a “fisarmonica”: densità, distacchi, altezze, rapporti. Si sono così formati due ambienti urbani molto diversi: da un lato il “Villaggio” come attuazione pubblica di un'idea di città “moderna” (la città nel parco) e salubre (secondo la migliore tradizione dei regolamenti d'igiene), luogo nel quale gli abitanti diventeranno comunità; dall'altro i quartieri “privati” nei quali gli isolati delineati dalla trama viaria del PRG, sono stati gradualmente saturati dalla libera iniziativa edilizia privata, lotto dopo lotto, recinzione dopo recinzione, generando quella periferia senza soluzione di continuità che costituisce il carattere identificativo di gran parte delle città italiane.[11] Vedere l'ortofoto del Villaggio del Sole fa capire quanto lungimirante sia stata la progettazione di questo quartiere negli anni Sessanta; solo confrontando l'edificazione di quartieri limitrofi edificati successivamente si ha la chiara percezione come il Villaggio sia stato pensato in stretto dialogo con la collina di Monte Crocetta con aree verdi che penetrano fino al centro del quartiere costituendo, oggi, veri e propri corridoi ecologici in “continuum” con il verde naturale collinare.[12]

ProgettistiModifica

Di seguito l'elenco dei progettisti:[13]

  • Antonio Cattaneo (Vicenza 1901-1977), laurea in ingegneria civile a Padova 1924
  • Sergio Ortolani (Roma 1913-1984), laurea in architettura a Roma 1936
  • Tullio Panciera (Vicenza 1920-2000), laurea in architettura a Milano 1947
  • Renzo Todesco (Bassano 1920-1994), laurea in ingegneria idraulica a Padova 1946
  • Paolo Grazioli (Verona 1924-2011), laurea in ingegneria civile e idraulica a Padova 1948
  • Sergio Musmeci (Roma 1926-1981), laurea in ingegneria civile a Roma 1948
  • Gino Ferrari (Bassano 1927-1998), laurea in architettura a Venezia 1953

Relazioni con l'ambiente, l'edificato e la comunità degli abitantiModifica

Nell'opinione di diversi studiosi l'ambiente e la forma fisica del costruito sono stati fattori di promozione della coesione sociale tra gli abitanti/assegnatari e questi hanno risposto con la custodia dell'edificato, l'apertura al verde, alla ‘natura’. Forma fisica e forma della comunità sono state e sono oggi in positiva relazione/influenza.[14]

RiconoscimentiModifica

Nel 1963 al progetto venne assegnato il Premio di Architettura per il Veneto, assegnato dall'Istituto Nazionale di Architettura.[15]

Galleria d'immaginiModifica

La chiesa a tendaModifica

La chiesa di san Carlo al Villaggio del Sole è stata inaugurata il 7 ottobre 1962, due anni dopo il quartiere. Il progetto è di Sergio Ortolani (capo progettista anche del Villaggio del Sole), di Sergio Musmeci e di Antonio Cattaneo ed è stato approvato con lode dalla Pontificia Commissione Centrale per l'Arte Sacra in Italia.

Significato, forma e struttura dell'edificioModifica

«La chiesa mostra il suo significato (comunità, collaborazione, coesione …) attraverso la forma (pianta centrale, mancanza di facciata tradizionale, centralità dell'altare, forma avvolgente , tetto a “tenda” …) declinata dalla struttura (“spira mirabilis”, minimo strutturale , coesione di elementi “discreti”/distinti)»[16]

San Carlo è una chiesa quasi circolare, adatta a esprimere il significato di casa del popolo celebrante, della comunità, dell'assemblea, cioè una domus ecclesiae, piuttosto che una domus Dei di forma allungata, a croce latina, di tipo basilicale.

La chiesa è caratterizzata dal tetto a tenda, sostenuto da una ‘ragnatela’ di nervature a spirale logaritmica, a tre dimensioni. Il reticolo è formato da 3 fasci di 6, 18 e di 24 spirali ‘a vista’ che danno luogo a 141 nodi e ad un alto numero di triangoli equiangolari, via via più piccoli e leggeri salendo di quota. Il progetto architettonico è dell'ing. Sergio Musmeci, i calcoli strutturali sono dell'ing. Luciano Maggi di Vicenza (1927 - 2001). Sulla “Spira Mirabilis” si basano anche la pianta dell'edificio, i muri perimetrali, la distanza dei pilastrini, la distanza delle fughe delle pietre di rivestimento interno dei muri.

EssenzialitàModifica

La cultura minimalista in cui è nata l'opera "rifiuta" lo spettacolare e domanda un'attenzione alle molte concordanze e ripetizioni[17] tenute sommesse, sotto tono, a disposizione di chi guarda con cura; domanda interesse alla essenzialità elegante del progetto[18]

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Barbieri, prefazione al libro inno di arte e parola a cura di E. e R. Brusutti, 2002, fuori commercio, a p. 13 Tra gli insediamenti a Vicenza che datano dal secondo Dopoguerra, quello del Villaggio del Sole è tra i pochissimi, forse addirittura l'unico, che abbia voluto e saputo proporre una qualche "forma urbis" …Cfr. Villaggio del Sole, un quartiere d'autore, a cura di Villaggio insieme, Vicenza 2010, a p. 47 il contributo di Chiara Mazzoleni Il progetto del complesso aveva ottenuto il premio In-Arch per l'articolazione dello spazio aperto e dei volumi edilizi, la tipologia degli alloggi e la singolarità della composizione … Essi [i progettisti] avevano dimostrato di possedere quelle capacità professionali - ossia una «speciale preparazione tecnico-architettonica» e una profonda conoscenza delle esperienze italiane e straniere – che si auspicava dovesse essere la principale prerogativa dei progettisti dell'edilizia economica … e a pp.118-9 il contributo di Umberto Saccardo: … rendere attivo il rapporto artificio-natura … il progetto [del quartiere] evidenzia la ricerca delle relazioni con il sole a sud e il colle e la campagna a nord.
  2. ^ I resti sono rintracciabili visitando (vedi anche una mappa attuale della Città): Porta Castello, contrà Mure Pallamaio, ponte Furo, contrà Mure san Michele, Levà degli Angeli, via Canove Nove, via Canove Vecchie, Pedemuro San Biagio, Motton San Lorenzo, Porta Castello. Cfr. anche Biblioteca Civica Bertoliana (a cura di) Vicenza città bellissima – iconografia vicentina a stampa dal XV al XIX secolo, pianta n° 61 (di M. Monticolo, incisione del 1611).
  3. ^ Giuseppe Barbieri tratta dell'importanza e dei limiti del richiamo alla fabbrica rotonda del tempietto di Maser di A. Palladio, libro citato, p.11 e 12.
  4. ^ inno di arte e parola citato.
  5. ^ Diego Valeri, Invito al Veneto Massimiliano Boni Editore, Bologna 1977, pp. 71-78 Vicenza, città d'autore.
  6. ^ Associazione Villaggio insieme (a cura di ), Villaggio del Sole, un quartiere d'autore. La Serenissima Editrice.
  7. ^ L. Firpo a pag. XXX dell'introduzione a La città del Sole di Campanella, Laterza, 2006.
  8. ^ Villaggio insieme (a cura di) Villaggio del Sole, un quartiere d'autore, Vicenza 2010, intervento di Umberto Saccardo, Città del Sole, villaggio satellite di Vicenza, schizzi postumi, p. 118.
  9. ^ Cfr. ibidem p. 119.
  10. ^ Cfr. ibidem, a cura della Redazione i progettisti, p. 129.
  11. ^ Cfr. ibidem, F. Lucato, un frammento nella nebulosa insediativa, p. 55.
  12. ^ Cfr. ibidem, A. Peruffo, Considerazioni sul verde, p. 101.
  13. ^ Cfr. ibidem, a cura della Redazione i progettisti, p. 133.
  14. ^ Cfr. ibidem: (1) Steve Bisson, p.17 Ciò che sorprende del Villaggio sono gli alberi, i fiori e le piante, l'ombra e il silenzio. La natura sembra più vicina. (2) Maria Bottero, p. 43 Il progetto riconduce l'urbanistica al paesaggio (3) Chiara Mazzoleni, p. 46 Un'atmosfera di villaggio si sarebbe creata e sviluppata nel quartiere nel corso del tempo, anche grazie alla configurazione morfologica ad esso conferita … (4) Fernando Lucato, p.55 … il Villaggio è nato come attuazione pubblica di un'idea di città “moderna” (la città nel parco) e salubre, luogo nel quale gli abitanti diventeranno comunità. (5) A. Peruffo, pag. 101, Considerazioni sul verde – Vedi nota 12. (6) M. Fantin, pag. 110 il disegno architettonico e di impianto che sta alla base del progetto del quartiere rappresenta un caso particolarmente esplicito di progettazione di un'idea di comunità. (7) U. Saccardo, p. 119 La descrizione del progetto attraverso gli schizzi evidenzia la ricerca delle relazioni con il sole a sud e il colle e la campagna a nord.
  15. ^ L'architettura. Cronache e storia, anno IX, n. 97, novembre 1963, pp. 566-567.
  16. ^ Elisabetta Brusutti, La forma si racconta: la chiesa di San Carlo in Villaggio insieme (a cura di) Villaggio del Sole, un quartiere d'autore, p. 61.
  17. ^ TRE e Sei. Tre sono i livelli del pavimento, i muri perimetrali curvilinei, gli ingressi, i fasci di spirali del tetto, i contenitori di acqua benedetta, i confessionali. Le spirali disegnano il soffitto di triangoli equiangolari. Le famiglie di spirali del tetto sono sei o un multiplo, sei le facce dei pilastrini sopra i muri perimetrali, sei le lampade/braciere sopra l'altare e di forma esagonale, esagonale è il fonte battesimale e le acquasantiere.
  18. ^ Si può dire con Paul Valery: Ami n'entre pas sans désir (dettato per il frontone del Palais de Chaillot, Parigi, 1937).

BibliografiaModifica

  • Bonelli R. (a cura di), Complesso residenziale a Vicenza (Città del Sole), in L'architettura, cronache e storia, a. IV, n. 35, 1958.
  • Magagnato L.-Vercelloni V., Inchieste edilizie sulle città italiane, Vicenza, in Casabella, n. 226, 1959.
  • Ortolani S.-Cattaneo A.-Musmeci S., Chiesa parrocchiale di S. Carlo* in Vicenza, in Rivista Internazionale di Arte Sacra, fede e arte, a. XI, luglio-settembre 1963, pp. 350–353 (*sta scritto erroneamente “S. Benedetto”).
  • Cabigiosu G.M.-Scanagatta S., Dimensioni sociali e culturali del quartiere Villaggio del Sole di Vicenza, tesi di laurea, Facoltà di sociologia Università di Trento, aa. 1969-70, Biblioteca Civica Bertoliana Vicenza, TS 56 A-F.
  • Sacchiero don G.F, Villaggio del Sole. 15 anni di vita di una comunità parrocchiale, Vicenza, febbraio 1976.
  • Musmeci S., Architettura e pensiero scientifico in Parametro, mensile di architettura e urbanistica, a. X, n. 80, ottobre 1979, pp. 42–44.
  • Brusutti A.-Ranzolin A. (a cura di), Scritti e immagini, Biblioteca pubblica del Villaggio del Sole, Vicenza 1989. NO ISBN.
  • Leder F.-Saccardo U., Vicenza, Ottocento e Novecento: piani, progetti e modificazioni, Ergon, Vicenza 1996. NO ISBN.
  • Roca N.G., Il Villaggio del Sole a Vicenza: un esempio di intervento razionale INA-Casa, Corso di Laurea in Architettura Teorie dell'Urbanistica, prof. Leonardo Ciacci, Istituto Universitario di Architettura Venezia, aa. 1995-1996.
  • Nicoletti M., Sergio Musmeci, organicità di forme e forze nello spazio, Testo & Immagine s.r.l., Torino 1999, p. 27 e p. 79. ISBN 88-86498-64-0
  • Roca N.G., Cinquant'anni dal piano INA-Casa. Idee per uno spazio abitabile., Concorso per la riqualificazione di tre quartieri INA-Casa: San Marco a Mestre, Forcellini a Padova, Villaggio del Sole a Vicenza, Istituto Universitario di Architettura di Venezia, dipartimento di Urbanistica Venezia, aa. 1999-2000.
  • Roca N.G.-Tomasini G., Rinnovare la periferia: il Villaggio del Sole a Vicenza, Lab. di Sintesi Finale prof. Paolo Merlini, Istituto Universitario di Architettura Venezia, aa. 2001-2002.
  • Brusutti E. e R., (a cura di), Inno di arte e parola, Vicenza 2002, ed. fuori commercio.
  • Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Vicenza, Itinerari di architettura vicentina contemporanea, Vicenza 2005, p. 30.
  • Todescan G., Villaggio del Sole tra “modernismo” e “postmodernità”, tesina di ricerca, facoltà di Scienze della Comunicazione, Università di Bologna, aa. 2005-2006.
  • Associazione “Villaggio insieme” (a cura di), Abitare il villaggio. Memoria e storia, Vicenza 2009, ed. fuori commercio.
  • Cattaneo A., Il Villaggio del Sole e la città di Vicenza, in Paesaggio Urbano, n. 1, 2010, pp. 72–79.
  • Cattaneo A., Il Villaggio del Sole e la città di Vicenza, in “Ingegneri e costruttori”, n. 3, 2010, pp. 32–40.
  • Associazione “Villaggio insieme” (a cura di), Il valore della memoria, la forza della narrazione, La Serenissima ed., Vicenza 2010. ISBN 88-7526-075-3
  • Associazione “Villaggio insieme” (a cura di), Villaggio del Sole, un quartiere d'autore, La Serenissima ed., Vicenza 2010. ISBN 88-7526-088-5.
  • Giovannardi F., Sergio Musmeci. Strutture fuori dal coro, 2010, pp. 6, 8, 19-20 (disponibile sul sito www.giovannardierontini.it.).
  • Associazione “Villaggio insieme” (a cura di), Dal Villaggio del Sole al villaggio globale – Atti del Convegno del 30 ottobre 2010, Vicenza 2011, ed. fuori commercio.

Voci correlateModifica

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