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Villasor

comune italiano
Villasor
comune
(IT) Villasòr
(SC) Bidd'e sòrris
Villasor – Stemma Villasor – Bandiera
Villasor – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneSardegna-Stemma.svg Sardegna
ProvinciaSud Sardegna
Amministrazione
SindacoMassimo Pinna (lista civica) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate39°22′51.19″N 8°56′28.77″E / 39.380885°N 8.941326°E39.380885; 8.941326 (Villasor)Coordinate: 39°22′51.19″N 8°56′28.77″E / 39.380885°N 8.941326°E39.380885; 8.941326 (Villasor)
Altitudine26 m s.l.m.
Superficie86,79 km²
Abitanti6 838[1] (30-6-2019)
Densità78,79 ab./km²
Comuni confinantiDecimomannu (CA), Decimoputzu, Monastir, Nuraminis, San Sperate, Serramanna, Vallermosa, Villacidro
Altre informazioni
Cod. postale09034
Prefisso070
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT111106
Cod. catastaleM025
TargaSU
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti(IT) sorresi
(SC) sorresus
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villasor
Villasor
Villasor – Mappa
Posizione del comune di Villasor all'interno della provincia del Sud Sardegna
Sito istituzionale

Villasor (Bidd'e Sorris in sardo) è un comune italiano di 6 838 abitanti[1] della provincia del Sud Sardegna. Si trova al centro del Campidano di Cagliari, dista dal capoluogo 25 km e vi è collegato tramite la linea ferroviaria Cagliari-Golfo Aranci e la strada statale 196.

StoriaModifica

Nel territorio sono attestate presenze risalenti alla civiltà nuragica (resti di nuraghi e complesso denominato Su Sonadori). La presenza di colture cerealicole è testimoniata a partire dal periodo punico. Lo sfruttamento agricolo proseguì in epoca romana, e nel territorio si riscontra la presenza di necropoli, dei resti di un ponte in località Ponti Perda e di un piccolo insediamento presso la sorgente termale di s'Acqua Cotta.

Villasor divenne un distinto centro in epoca bizantina. Intorno all'anno 1000 vi si trovava la chiesa oggi scomparsa di Santa Maria di Gippi (non di Santa Sofia, come erroneamente riportato in diversi testi, la quale si trovava a Decimoputzu) di cui si conservano dei frammenti marmorei con iscrizioni in greco nel Museo archeologico nazionale di Cagliari.

Nel periodo giudicale il territorio di Villasor era compreso col nome di Sorres nel giudicato di Cagliari e faceva capo alla curatoria di Gippi, o di parte Ippis o Jppis.

Alla caduta del giudicato (1258) passò ai pisani e dal 1324 agli aragonesi.

Agli inizi del XV secolo il paese, a causa di pestilenze e della lunga guerra sardo-catalana si era spopolato[2], come anche molti villaggi vicini. Nel 1414 Giovanni Sivilleri venne infeudato della curatoria di parte Ippis. La carta di infeudazione, datata al 27 ottobre, riporta come ancora popolate le seguenti ville: Ippis Suso e Jossu, Leni, Pau de Vinias, Capo di Pau Suso e di Pau Josso, Nispidi, Anquesa, Fanari Susu e Josso, Serramanna, Decimoputzu, Ussana, Seibellas e Sorris e nel 1415 ottenne dall'arcivescovo di Cagliari, Pietro Spinola, il permesso di costruire un castello o una casa fortificata, per difendere il sito dalle incursioni dei pastori barbaricini[3], accanto alla vecchia chiesa parrocchiale di Santa Maria a Sorris. Sorris venne a costituire un punto di attrazione per gli abitanti della zona, e si ingrandì fino a divenire il capoluogo della curatoria.

 
Il castello Siviller visto da ovest

Nel 1537 l'imperatore Carlo V creò a Villasor una omonima contea e nominò primo conte Biagio Alagon (30 settembre). Nel 1594 Filippo II, elevò la contea a marchesato e il primo marchese fu Giacomo Alagon (17 novembre). Nel 1610 vi fu fondato un convento di osservanti e nel 1630 un secondo, di frati cappuccini.

A Villasor ebbe sede una compagnia di formazione della cavalleria miliziana. La carica di comandante della Compagnia di cavalleria miliziana di Villasor divenne ereditaria per i primogeniti della nobile famiglia Vaquer di Villasor (originaria dell'Aragona) sicuramente a partire da Giovanni Battista Vaquer (n. 1662) figlio di Giuseppe, di Nicolò, di Jaume (morì de una estocada 8 dicembre 1612), da cui passò a Giovanni Paolo Vaquer (1691 - 1749), a Francesco Vaquer (1730 - 1801), a Giuseppe Andrea Vaquer (1767 - 1825), a Pietro Vaquer (1806 - 1889) che la mantenne fino alla sua soppressione nel 1832 quando gli fu offerto dal re Carlo Alberto il grado di capitano del Reggimento "Cavalleggeri di Sardegna" che però non accettò, per seguire l'importante proprietà fondiaria della famiglia. Istituitasi nel 1848 la Guardia nazionale, fu nominato capitano della Compagnia formatasi in Villasor.

La Compagnia di cavalleria miliziana di Villasor , con i nobili cavalieri don Francesco e don Giuseppe Andrea Vaquer, intervenne in difesa di Cagliari dall'invasione dei francesi nel 1793, contribuì a stabilire la tranquillità nella città di Oristano nel settembre 1794 e a difendere nel 1796 il regno e la corona dai tentativi del cavaliere Angioy e di più insurgenti del capo di Sassari e Logudoro.

La carica di sindaco apostolico, conservatore ed economo del convento di San Michele Arcangelo dei minori osservanti di Villasor divenne ereditaria per la nobile famiglia Vaquer di Villasor, i cui membri avevano il privilegio insieme a pochi altri illustri personaggi di esservi sepolti. Tale carica fu rivestita per lo più dal ramo dei Vaquer Paderi che si trasferirà poi a Villanovafranca. Tale carica fu ricoperta sicuramente dal nob. cav. don Rocco Vaquer (1778 - 1826), da cui passò ai figli Antioco Vaquer Paderi (1814 - 1861), Vincenzo Vaquer Paderi (1816 - 1872) e, dal 29 gennaio 1850, Michele Vaquer Paderi (1824 - 1885). La nobile famiglia Vaquer di Villasor trasferì in parte la sua residenza nella vicina Nuraminis, nella seconda metà del sec. XIX, oltre che in Cagliari ove aveva già vissuto nobilmente un ramo fiorito nei secoli XV-XVI.

A seguito dell'abolizione dei feudi nel 1839 il paese venne riscattato ai suoi ultimi feudatari, i Da Silva Alagon, per diventare un comune autonomo amministrato da un sindaco e da un consiglio comunale. Villasor divenne quindi un centro agricolo di rilevante importanza grazie alla fertilità dei suoi terreni e alla sua ubicazione geografica[2].

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Nella foto sono visibili la Chiesa di San Biagio e, sullo sfondo, la catena montuosa del Monte Linas
 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Biagio (Villasor) e Castello di Villasor.

Architetture religioseModifica

Architetture militariModifica

 
Il chiostro dell'ex convento dei Cappuccini

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[4]

 

Secondo gli ultimi dati ISTAT, al 30 giugno 2017, la popolazione è di 6938 abitanti.

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 177 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Lingue e dialettiModifica

 
Il costume tradizionale

La variante del sardo parlata a Villasor è il campidanese occidentale.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Villasor è collegata ai comuni limitrofi principalmente tramite 3 strade: le strade statali SS 196 (tra Decimomannu e Guspini) e SS 196 diramazione (verso Samassi), e la strada provinciale 7.

FerrovieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Villasor.

Villasor è dotata dal 1871 di una stazione ferroviaria lungo la Dorsale Sarda, gestita da RFI e servita dai treni di Trenitalia.

SportModifica

CalcioModifica

La squadra di calcio è l'U.S.D. Villasor che milita nella categoria "promozione". I colori sociali sono il giallo ed il nero.

NoteModifica

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2019.
  2. ^ a b Comune di Villasor, La Storia
  3. ^ Il castello Siviller di Villasor
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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