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Vince McMahon

imprenditore, wrestler, promoter di wrestling, annunciatore televisivo e produttore cinematografico statunitense
Vince McMahon
Vince McMahon 2.jpg
Vince McMahon nel dicembre del 2006
Ring nameMr. McMahon
Vince McMahon
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
NascitaPinehurst
24 agosto 1945 (74 anni)
Altezza dichiarata188 cm
Peso dichiarato112 kg
Debutto1968
FederazioneWWE
Progetto Wrestling

Vincent Kennedy McMahon, noto anche come Mr. McMahon (Pinehurst, 24 agosto 1945), è un imprenditore, ex wrestler, promotore e annunciatore statunitense, attuale presidente e amministratore delegato della World Wrestling Entertainment (WWE).

Suo padre, Vincent James McMahon, è stato il fondatore della WWE, all'epoca nota come WWF, nel 1952. Vince iniziò la sua carriera proprio in questa federazione, ricoprendo il ruolo di commentatore a bordo ring e intervistatore; in seguito alla morte del padre nel 1984, divenne il presidente della WWF insieme alla moglie Linda Edwards.

Nonostante non sia mai stato un vero e proprio wrestler, McMahon è un due volte campione del mondo, avendo detenuto una volta il WWF Championship e una volta l'ECW Championship; ha inoltre vinto il Royal Rumble match nel 1999.

Carriera nel mondo degli affariModifica

World Wide Wrestling Federation (1971–1979)Modifica

All'età di 12 anni conobbe il padre, Vincent J. McMahon, promoter della Capitol Wrestling Corporation (CWC). A quel punto si interessò al mondo del wrestling e decise di seguire le orme del padre entrando nel business familiare. Iniziò quindi ad accompagnarlo durante i suoi frequenti viaggi d'affari al Madison Square Garden, centro del wrestling professionistico. McMahon avrebbe anche voluto intraprendere la carriera di wrestler, ma il padre non volle e gli spiegò che i promoter dovrebbero stare separati dai wrestler.

Nel 1968 si laureò in economia alla East Carolina University e, dopo un breve periodo come commesso viaggiatore, assunse un ruolo manageriale nella federazione di proprietà del padre, la World Wide Wrestling Federation. Nel 1969 debuttò come annunciatore nella trasmissione WWWF All-Star Wrestling.[1] Nel 1971 gli fu assegnata la direzione di una piccola divisione della compagnia nel Maine dove diresse il suo primo show. Nel 1971 diventò telecronista e commentatore fisso degli incontri televisivi sostituendo Ray Morgan, ruolo che detenne fino al novembre 1997.

Durante gli anni settanta diventò una personalità di spicco all'interno della federazione: fu lui infatti a spingere per far cambiare il nome della compagnia in World Wrestling Federation (WWF) e spesso sostituì il padre nel prendere le decisioni importanti inerenti alla federazione. Nel 1979 Vince e Linda McMahon acquistarono il Cape Cod Coliseum e i Cape Cod Buccaneers dell'Atlantic Coast Hockey League. Oltre ad occuparsi di wrestling e hockey, iniziarono a vendere concerti rock con le partecipazioni di Van Halen e Rush, nei mesi invernali. Nel 1980 McMahon diventò presidente della compagnia e la Titan Sports fu inglobata nell'allora World Wrestling Federation (WWF); nel 1982, il trentasettenne McMahon guidò l'acquisizione della Capitol Wrestling Co. da parte della Titan. Quando suo padre morì nel maggio 1984, lui e la moglie Linda ottennero il controllo completo della WWF.

World Wrestling Federation/Entertainment (1982–presente)Modifica

Boom degli anni ottantaModifica

All'epoca della sua scalata in cima alla WWF, il mondo del wrestling era ancora frazionato in diverse piccole federazioni a base regionale con leggi territoriali tra promoter. McMahon aveva una visione differente di quello che l'industria sarebbe diventata. Nel 1963, la WWF si era staccata dalla National Wrestling Alliance, la federazione-consorzio che governava tutte le altre compagnie sparse sul territorio nazionale fino al Giappone.

McMahon espanse i confini territoriali della WWF, acquisendo a peso d'oro anche altre stelle provenienti da altre federazioni come l'American Wrestling Association (AWA): per esempio nel 1984 reclutò Hulk Hogan con in mente l'idea di farne la prossima carismatica megastar della WWF, e il progetto andò ben oltre ogni più rosea aspettativa, rendendo Hogan il wrestler più famoso al mondo. Inoltre, McMahon, ancora annunciatore della WWF, creò la Rock 'n' Wrestling Connection incorporando pop star come Cyndi Lauper e Mr. T nelle storyline della federazione. Come risultato, la WWF ampliò i propri confini espandendosi a livello nazionale e anche oltre, quando i suoi programmi iniziarono ad essere trasmessi anche dall'emittente musicale MTV. Il 31 marzo 1985 McMahon diede vita al primo mega evento della WWF ideando WrestleMania, svoltasi al Madison Square Garden, che si rivelò un successo strepitoso anche negli anni a seguire. Questo causò una grande popolarità della WWF in confronto alla competizione e Hulk Hogan presto diventò un'icona tra il pubblico.

Durante gli anni ottanta, McMahon trasformò la WWF in una federazione di "sport-spettacolo" che offriva un intrattenimento per famiglie capace di attirare l'attenzione anche di quanti non si erano mai approcciati al wrestling. L'apogeo della sua idea dell'industria wrestling Vince McMahon la raggiunse nel 1987, quando riuscì a portare 93.173 fan nel Pontiac Silverdome per WrestleMania III, ad assistere all'attesissimo main event rappresentato dal match di Hulk Hogan contro André the Giant per il titolo del mondo.[2]

Attitude EraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Era Attitude.

Dopo diversi anni di competizione con la World Championship Wrestling (WCW) di Ted Turner, McMahon cementò la sua posizione di leader nel settore a fine anni novanta, quando ideò una differente strategia di marketing che avrebbe rivoluzionato il mondo del wrestling riportando la WWF sotto la luce dei riflettori. Captando che i gusti del pubblico stavano cambiando, e che erano ora maggiormente orientati verso uno stile di lotta più cinico, violento e sboccato, McMahon pose fine alla cosiddetta "Golden Era", caratterizzata dai personaggi mascherati dai nomi improbabili come Adam Bomb, Max Moon, Doink the Clown, e così via per ideare storyline più adulte e credibili. Il concetto divenne noto con il nome di "WWF Attitude", e McMahon diede personalmente il via al tutto togliendo la cintura di campione del mondo WWF a Bret Hart senza il suo consenso, durante le Survivor Series 1997 in quello che diventò famoso come lo "Screwjob di Montréal".[3]

Acquisizione della WCWModifica

Il 23 marzo 2001, McMahon acquisì la WCW, la federazione rivale di un tempo che era ormai sull'orlo del fallimento, pagandola appena 5 milioni di dollari. Tre giorni dopo, il suo "discorso di trionfo" fu trasmesso simultaneamente sia a Raw che a WCW Nitro.

Nell'estate del 2003, McMahon acquisì la ECW dal tribunale fallimentare: così facendo fece diventare la WWE la federazione più importante del Nord America.

Altri affari (1990–presente)Modifica

Nel 1990 McMahon annunciò la creazione della sua nuova creatura: la federazione di solo bodybuilding chiamata World Bodybuilding Federation (WBF). Nonostante il coinvolgimento iniziale di grandi nomi come Lou Ferrigno, Lex Luger, e altri, la compagnia ebbe poco successo e venne chiusa per fallimento nel 1992, rivelandosi uno dei rari passi falsi di McMahon nel mondo degli affari.

Nel 2001 lanciò anche una sua federazione di football americano, la XFL, che però non ebbe molto successo e, di conseguenza, durò una sola stagione.

Carriera nel wrestlingModifica

World Wrestling Federation/Entertainment (1997–presente)Modifica

Screwjob di Montréal (1997–1998)Modifica

Vincent Kennedy McMahon, odiato dai fan dopo lo Screwjob di Montréal, decise di interpretare la gimmick di "Mr. McMahon", il dispotico capo della federazione assetato di potere, senza scrupoli e interessato solo ai soldi e agli affari. È stato coinvolto, e lo è ancora, in numerosi feud, lottando anche in prima persona, contrapponendosi ad alcuni lottatori coadiuvato dai suoi figli, e a volte anche contro i figli stessi. Il feud più famoso è quello contro Stone Cold Steve Austin, durato per due anni.

Nel main event delle Survivor Series si scontrarono Bret Hart e Shawn Michaels in un match per il titolo di campione WWF. Il titolo era detenuto da Hart, che ovviamente non aveva nessuna intenzione di perderlo, ma McMahon, che nelle settimane precedenti all'evento aveva avuto diversi contrasti con lo stesso Hart, voleva il contrario. Durante il match Michaels sottomise Hart con la Sharpshooter, la mossa peculiare di Hart, ma The Hitman non cedeva: allora McMahon ordinò all'arbitro di far suonare il gong, facendo così vincere il titolo a Michaels. Hart, vistosi derubato del suo titolo, si infuriò e prima sputò in faccia a McMahon, e poi distrusse tutto quello che gli si parava davanti, dal tavolo dei commentatori al ring.

Faida con Steve Austin (1998–2000)Modifica

Mr. McMahon iniziò la faida con Stone Cold Steve Austin nel dicembre 1997 e proseguì per tutto il 1998. Vinse la Royal Rumble del 1999 entrando con il numero 2. In realtà, durante la rissa, era scivolato da sotto la prima corda (rimanendo nell'incontro poiché un'eliminazione è valida solo se dalla terza corda) e poi, quando Austin rimase come ultimo, entrò sul ring e, assieme a The Rock, lo eliminò dalla competizione. Sempre nel 1999 vince il WWF Championship.

Famiglia McMahon-Helmsley (2000–2001)Modifica

 
Vince McMahon a King of the Ring nel giugno del 2000

McMahon tornò in TV nell'edizione di Raw del 15 marzo 2000, aiutando The Rock a guadagnarsi un match per il titolo attaccando The Big Show, Shane McMahon e il Campione WWF Triple H. Due settimane dopo, McMahon e The Rock, aiutati dall'arbitro speciale Mankind, sconfissero Shane McMahon e The Big Show in un Tag Team match. A WrestleMania 2000 Triple H difese il suo WWF Champion in un Fatal Four-Way Elimination match in cui ogni wrestler aveva al suo angolo un membro della famiglia McMahon: Triple H accompagnato da Stephanie, che deteneva il WWF/E Women's Title, The Rock da Vince, Mick Foley da sua moglie Linda e Big Show da Shane. Dopo l'eliminazione di Big Show e Mick Foley, Triple H e The Rock rimasero soli a contendersi il titolo: Vince, che era con The Rock, passò invece dal lato di Triple H, tradendo il People's Champ dopo averlo colpito con una sedia d'acciaio e facendo conservare il titolo a Triple H. Questo evento fece nascere ufficialmente l'era McMahon-Helmsley, durante la quale si creò il team McMahon-Helmsley composto da Triple H, Vince McMahon, Stephanie McMahon e Shane McMahon. L'unico membro della famiglia McMahon a non far parte del team fu Linda, che invece si alleò con The Rock, i Brothers of Destruction (The Undertaker e Kane) e Stone Cold Steve Austin. Il team McMahon-Helmsley fu comunque di breve durata a causa di un infortunio di Triple H e di affari dei McMahon.

Invasion (2001–2002)Modifica

Nel marzo del 2001, McMahon acquistò la rivale WCW, ed assunse anche molti wrestler provenienti da questa federazione. Questo fatto segnò l'inizio dell'Invasion, in cui gli ex wrestler WCW combattevano contro quelli WWF. Nell'edizione di Raw del 9 luglio 2001, molti wrestler della ECW si allearono con quelli della WCW, formando l'Alliance. Stone Cold Steve Austin aderì all'alleanza insieme a Shane e Stephanie McMahon. Alle Survivor Series il team WWF (guidato da Vince McMahon), sconfisse il team WCW/ECW Alliance, in un tag team eliminaton match. Questo match segnò la fine dell'Invasion. Dopo il crollo dell'Alliance, McMahon creò il "Mr. McMahon Kiss My Ass Club", un gruppo di wrestler e dipendenti costretti a umiliarsi e a baciargli il sedere. Di solito chi si contrapponeva al "Kiss My Ass" veniva minacciato di sospensione o di licenziamento. Il club è stato chiuso quando, in un episodio di SmackDown, The Rock ha costretto McMahon a baciare il sedere di Rikishi. Tuttavia nel corso degli anni il club è riemerso più volte. Chi fa parte del club è stato quasi sempre costretto da una punizione, ma c'è stato anche chi lo ha fatto per dimostrare a McMahon la propria fedeltà.

Nel novembre del 2001 Ric Flair tornò, dopo 8 anni di assenza, in WWF, dichiarando di essere il Co-proprietario della WWF. La notizia fece infuriare McMahon: i due si affrontarono in un Street Fight match, alla Royal Rumble 2002, e il vincitore fu Flair. A causa delle loro continue liti, Linda McMahon fu costretta a dividere la WWF in due roster. A McMahon andò Smack Down! e a Flair Raw. Tuttavia, nell'edizione di Raw del 10 gennaio 2002, McMahon e Flair si sfidarono in un match per decretare l'unico padrone della WWE. A vincere fu Vince McMahon.

Direttore generale di SmackDown (2002–2003)Modifica

 
Vince McMahon (a destra) insieme a The Undertaker (a sinistra) a SmackDown nel settembre del 2003

Nell'edizione di SmackDown! del 13 febbraio 2003, McMahon cercò di scongiurare il ritorno di Hulk Hogan, ma dopo 5 mesi di assenza Hogan tornò. A No Way Out McMahon si intromise nel match che vedeva contrapposti Hulk Hogan e The Rock, distraendo Hogan che subì un colpo con la sedia e una Rock Bottom perdendo così il match. Ciò portò ad un Street Fight match a WrestleMania XIX tra McMahon e Hogan. Vinse Hogan, che però fu bandito dai ring della WWE, anche se in seguito tornò con la gimmik di Mr. America. McMahon cercò in tutti i modi di smascherare Hogan: in un primo momento non ci riuscì, ma poi lo scopri e lo licenziò.

Mr. McMahon, nel 2003, ebbe una relazione con Sable (kayfabe) e, nell'edizione di Smack Down del 2 ottobre 2003, chiese alla figlia Stephanie di dimettersi dalla carica di GM Stephanie rifiutò, e a No Mercy padre e figlia si sfidarono in un I Quit match dove vinse Mr. McMahon, quando Linda McMahon, che era nell'angolo della figlia, decise di gettare la spugna. Più tardi, sempre a No Mercy, aiutò Brock Lesnar a conservare il titolo di WWE Champion ai danni di The Undertaker. Cominciò così un feud con Underaker: gli mandò contro prima Brock Lesnar, poi Big Show e poi entrambi in un Handicap Match. Undertaker vinse il match e poté scegliere un wrestler da affrontare a Survivor Series 2003 in un Buried Alive Match. Taker scelse proprio McMahon, che vinse grazie all'intervento di Kane.

Faide con la DX e Donald Trump (2006–2007)Modifica

Nei primi mesi del 2006 iniziò una faida con Shawn Michaels, affiancato da suo figlio Shane e la Spirit Squad. Alla Royal Rumble dello stesso anno distrasse durante il match Shawn Michaels, il quale fu successivamente eliminato da Shane che neanche era in gara. A WrestleMania 22 perse contro Shawn Michaels. A Backlash in coppia con suo figlio Shane batté Shawn Michaels grazie all'aiuto della Spirit Squad. La faida vide prevalere Michaels, con l'aiuto di Triple H; i due riformarono la D-Generation X e sfidarono lo stesso Vince, suo figlio Shane e Big Show in un Hell in a Cell match di Unforgiven, dove i McMahon furono sconfitti.

Nel gennaio del 2007 iniziò una faida con Donald Trump. Originariamente Trump voleva lottare in prima persona contro McMahon, ma giunsero all'accordo che avrebbero avuto un rappresentante che avrebbe combattuto a WrestleMania 23, in un match Hair vs. Hair: l'uomo il cui rappresentante avesse perso il match sarebbe stato rasato a zero. Dopo la firma del contratto avvenuta a Raw, Trump spinse McMahon sul tavolo posizionato sul ring. Durante una conferenza stampa, McMahon, mentre si stavano scattando una foto, ha teso a Trump la mano, ma mentre questo stava per stringerla, McMahon la ritirò. McMahon continuò a giocherellare con il naso e la cravatta di Trump, che non gradì e gli diede uno schiaffo in pieno viso. McMahon, offeso, stava per arrivare alle mani con Trump, ma le guardie di Trump e Bobby Lashley, che lo avrebbe rappresentato a WrestleMania, lo trattennero. A WrestleMania 23 Umaga (rappresentante di McMahon) perse il match; di conseguenza Donald Trump e Bobby Lashley, con l'aiuto dell'arbitro speciale Stone Cold Steve Austin, rasarono a zero McMahon. Questo feud è stato definito La Battaglia dei Miliardari.

Nei mesi successivi fu stabilmente affiancato da Umaga e Armando Alejandro Estrada, i quali hanno rappresentato il suo "braccio armato". Cominciò un feud per l'ECW World Championship detenuto da Lesley. Grazie all'aiuto di Umaga, Armando Estrada e Shane McMahon, Vince riuscì a conquistare l'ECW World Championship il 29 aprile 2007 a Backlash, sconfiggendo Lashley in un handicap match. Conservò il titolo in un altro handicap match, svoltosi a Judgment Day: anche in questo caso fu affiancato da Shane e Umaga e contrapposto a Lashley; il match fu in realtà vinto da Lashley, ma avendo questi schienato Shane, il titolo rimase a Vince. McMahon perse il titolo in uno Street Fight match contro Lashley a One Night Stand, il 3 giugno 2007.

La finta morte e il figlio illegittimo (2007–2008)Modifica

 
Vince McMahon a Raw nel settembre del 2007

Al termine della puntata speciale di tre ore di Raw dell'11 giugno 2007, durante la quale si svolse la draft lottery 2007, la limousine di McMahon esplose nel parcheggio dell'arena pochi secondi dopo che il chairman vi era salito (kayfabe). Secondo la storyline, McMahon era morto nell'esplosione ed il colpevole non era ancora noto. Tutta questa storia era stata un'idea di Vince McMahon per far scomparire definitivamente il personaggio di Mr. McMahon. Tuttavia, la kayfabe venne interrotta quando Vince McMahon, annullando la puntata settimanale di Raw del 25 giugno, dovette annunciare la tragica scomparsa di Chris Benoit. Riapparve la notte successiva nella puntata di ECW on SyFy per dire che la WWE non avrebbe mai più menzionato Chris Benoit per quello che aveva fatto e che lo show era in onore di coloro che erano stati uccisi.

Mr. McMahon tornò ufficialmente nella puntata di Raw del 6 agosto, dicendo che aveva finto la sua morte per vedere cosa pensasse di lui l'universo WWE. Durante la stessa serata costituì un torneo per determinare il nuovo GM di Raw, che venne vinto da William Regal. Alla fine dello show venne informato da Jonathan Coachman che era in corso una causa contro di lui, in quanto avrebbe avuto un figlio illegittimo che nelle settimane successive venne rivelato essere un wrestler. Nella puntata di Raw del 3 settembre, McMahon si presentò sul ring, dove venne messo a dura prova dalla moglie Linda e dai figli Stephanie e Shane; successivamente vennero interrotti da Mr. Kennedy, che disse di essere lui il figlio illegittimo, ma a sua volta anche lui venne interrotto da un avvocato che fece sapere che il nome del figlio illegittimo sarebbe stato svelato la settimana successiva. Nella puntata di RAW del 9 settembre l'avvocato annunciò che si trattava di Hornswoggle. Cinque mesi dopo, in una puntata di Raw del febbraio 2008, JBL annunciò che Hornswoggle era figlio di Finlay e che la "truffa" era stata organizzata dai suoi stessi familiari e da Finlay.

Ritornato nella puntata di Raw del 6 giugno, McMahon annunciò che dalla settimana successiva avrebbe donato 1.000.000 $ ad alcuni fan scelti a caso. Cominciò così la McMahon Million Dollar Mania che però durò solo tre settimane: infatti, nella puntata di Raw del 23 giugno, dopo aver già donato 500.000 $, McMahon rimase coinvolto dalla caduta del pesantissimo logo della McMahon Million Dollar Mania. Nella puntata successiva, Shane McMahon annunciò che lui e la sua famiglia avevano deciso di non rendere note le condizioni del padre e assunsero come nuovo GM Mike Adamle.

Faide con Randy Orton e Bret Hart (2009–2011)Modifica

McMahon tornò a Raw il 19 gennaio 2009, ma fu attaccato da Randy Orton. Compì un ulteriore ritorno poco prima di WrestleMania XXV a Raw, alleandosi con suo figlio Shane e Triple H contro Orton e la sua Legacy.

McMahon, diventato heel, ebbe una faida con Bret Hart, sotto contratto con la compagnia sino ad aprile. A WrestleMania XXVI fu sconfitto da Hart in un No Holds Barred Lumberjack match con la Sharpshooter; l'arbitro speciale era Bruce Hart. I Lumberjack erano costituiti dalla famiglia di Hart, portata da Vince in suo aiuto ma poi alleatisi con Bret. Dopo questa sconfitta, McMahon dichiarò di non voler mai più combattere un match di wrestling, continuando però a fare apparizioni e a dirigere la WWE. Inoltre dichiarò che con la sconfitta subita da Hart a WrestleMania XXVI il suo personaggio heel era finito. Riapparve nella puntata di Raw del 31 maggio 2010, complimentandosi con Bret Hart e augurandogli un buon lavoro come nuovo GM di Raw. Il 21 giugno fece un'apparizione a Raw licenziando Hart e nominando un nuovo GM, che però preferì rimanere nell'anonimato.

Ritornò nella puntata di Raw del 18 febbraio annunciando che nella puntata successiva avrebbe svelato il presentatore di WrestleMania XXVII. La settimana successiva si scoprì che era The Rock. Ricomparve nella puntata di Raw del 4 giugno insieme a Stone Cold Steve Austin per decretare il vincitore di Tough Enough.

Faide con CM Punk e John Laurinaitis (2011–2012)Modifica

McMahon ritornò a Raw nella puntata del 4 luglio, nella quale annunciò che se John Cena avesse perso il match contro CM Punk a Money in the Bank sarebbe stato licenziato. A Money in the Bank cercò di replicare lo Screwjob di Montréal ai danni di CM Punk, ma questo gli venne impedito da John Cena. Dopo che CM Punk vinse il titolo, ordinò ad Alberto del Rio di incassare la sua title shot appena guadagnata per togliere il WWE Championship a CM Punk, che però riuscì a fuggire. Nella puntata post Money in the Bank, quella del 18 luglio, venne rimosso dall'incarico di WWE Chairman dal genero Triple H (kayfabe), che avrebbe ricoperto la sua carica affidatagli dal consiglio direttivo WWE. Ritornò a Raw per dire a Triple H che il suo incarico come chairman della federazione era finito per volere del consiglio di amministrazione della WWE, e che il suo posto sarebbe stato preso da John Laurinaitis.

Riapparve a Raw, nella puntata del 23 aprile 2012 per festeggiare il 35º compleanno di John Cena. Nella puntata di Raw dell'11 giugno tornò per valutare l'operato del GM John Laurinaitis. Mr. McMahon salì sul ring dicendo a John Laurinaitis che avrebbe dovuto impressionarlo durante tutta la serata e che a fine della stessa gli avrebbe comunicato la sua decisione. A fine serata salì sul ring e, mentre stava per licenziare Laurinaitis, arrivò The Big Show, che disse a McMahon che era tutta colpa sua se in tutti questi anni era stato considerato un pagliaccio e che a No Way Out avrebbe distrutto la sua "gallina dalle uova d'oro", John Cena. Quest'ultimo, sentitosi nominare, salì sul ring e fece infuriare Big Show. A questo punto Mr. McMahon disse che a No Way Out, durante il match tra Cena e Big Show, sarebbe stato seduto insieme a Laurinatis a bordo ring. Disse anche che la carriera di quest'ultimo sarebbe dipesa dal match tra Big Show e Cena: infatti se Big Show avesse perso, Laurinaitis sarebbe stato licenziato. Subito dopo nacque una lite tra Cena e Show, che portò quest'ultimo a mettere KO, anche se involontariamente, Mr. McMahon con una potentissima W.M.D. A No Way Out assistette al match fra John Cena e The Big Show. Il vincitore della contesa fu Cena e così, a fine match, McMahon licenziò Laurinaitis rimuovendolo dall'incarico di GM di Raw e SmackDown.

The Authority (2015–presente)Modifica

Il 29 gennaio 2015 a SmackDown comparve in un segmento pre-registrato ringraziando tutte le persone iscritte al WWE Network, arrivato al milione di iscritti.

Tornò nella puntata di Raw del 14 dicembre, interrompendo il match tra R-Truth e Bo Dallas ed effettuando un turn heel. Invitò Roman Reigns a salire sul ring e a scusarsi per aver aggredito suo genero Triple H; al rifiuto del samoano il chairman fu sul punto di licenziarlo, ma l'arrivo di Sheamus gli fece cambiare idea decidendo che il samoano e l'irlandese si sarebbero scontrati durante la serata, a condizione che se il primo avesse perso sarebbe stato licenziato. Tuttavia Reigns vinse il match lasciando il chairman disteso a bordo ring dopo avergli rifilato un Superman punch per le sue continue interferenze. Il giorno 28 dicembre 2015 venne arrestato in diretta a Raw, per aver minacciando un agente di polizia nel tentativo di fare chiarezza sull'aggressione di Reigns a Triple H. Venne rilasciato il giorno seguente pagando una cauzione. McMahon fece da arbitro speciale nel rematch tra Reigns e Sheamus il 4 gennaio 2016 a Raw, dove Reigns vinse dopo aver eliminato McMahon e fatto arrivare un altro arbitro. McMahon per vendicarsi annunciò che Reigns avrebbe dovuto difendere il suo titolo alla Royal Rumble contro altri 29 uomini nel Royal Rumble match, che è stato infine vinto da Triple H.

Il 22 febbraio 2016, durante l'episodio di Raw, Vince McMahon presentò il primo "Vincent J. McMahon Legacy of Excellence", premio dedicato alla memoria del padre che Vince assegnò alla figlia Stephanie. Mentre si stava svolgendo la cerimonia di premiazione fece il suo ritorno dopo sei anni Shane McMahon che chiese al padre il controllo di Raw. Ciò portò Vince a mettere il figlio contro The Undertaker a WrestleMania 32 in un Hell in a Cell match con l'accordo che, se Shane avesse vinto, avrebbe avuto il pieno controllo di Raw e che, se The Undertaker avesse perso, non avrebbe più potuto lottare a WrestleMania. Shane venne sconfitto e la sera successiva si presentò sullo stage di Raw per stringere la mano al padre e per dare l'addio ai fan. Vince invece, per dimostrare di avere ragione sul fatto che suo figlio non fosse all'altezza di gestire la WWE, decise di lasciargli il controllo di Raw per quella stessa sera. A Payback, dopo il successo ottenuto da Shane nel condurre Raw, lasciò definitivamente il controllo dello show rosso nelle mani di Shane e della figlia Stephanie.[4]

Nella puntata di Raw del 3 aprile 2017 McMahon è tornato per annunciare il nuovo General Manager dello show, ovvero Kurt Angle.

Nella puntata di SmackDown del 5 settembre McMahon è apparso nello show avendo un confronto con Kevin Owens, il quale era in faida con Shane. Il segmento si concluse con una Frog splash di Owens sullo stesso McMahon.

McMahon ha presenziato anche alla puntata di Raw del 22 gennaio 2018 in occasione del 25º anniversario dello show, dove ha avuto un confronto con il suo storico rivale "Stone Cold" Steve Austin, il quale lo ha colpito con la sua Stunner.

Nella puntata di Raw del 12 marzo McMahon ha avuto un confronto con Roman Reigns nel backstage, sospendendolo per le azioni accadute in precedenza.

Vita privataModifica

Vince McMahon è sposato dal 1966 con Linda Edwards, la quale è stata impegnata nella World Wrestling Entertainment (WWE) tra il 1980 e il 2009. La coppia ha due figli: Shane, nato il 15 gennaio 1970, e Stephanie, nata il 24 settembre 1976; l'intera famiglia McMahon è attivamente coinvolta nel progetto WWE sia sul ring sia dietro le quinte.

Vince McMahon ha anche un fratellastro, Rodney, che lavora nel settore del commercio dell'acciaio in Texas.

AccuseModifica

Nel 1994 Vince McMahon è stato accusato durante il processo inerente allo scandalo degli steroidi di aver distribuito ai suoi lottatori tali sostanze. Alla moglie Linda venne assegnata la carica di CEO dell'allora WWF. Hulk Hogan fu il testimone principale e testimoniò in favore di Vince McMahon, anche se la testimonianza in difesa di Vince non venne ritenuta neutrale a causa della grande amicizia che li lega. Vince venne assolto da ogni accusa, ma ammise di avere assunto egli stesso steroidi negli anni ottanta.

Nel wrestlingModifica

 
Vince McMahon alla WWE Hall of Fame nell'aprile del 2009

Mosse finaliModifica

Wrestler di cui è stato managerModifica

SoprannomiModifica

  • The Boss
  • The Chairman
  • The Genetic Jackhammer
  • The Higher Power
  • Vinnie Mac

Musiche d'ingressoModifica

  • No Chance in Hell di Jim Johnston (24 gennaio 1999–presente)

Titoli e riconoscimentiModifica

 
Vince McMahon (al centro) con l'ECW Championship, titolo che ha detenuto una volta

Wrestling professionisticoModifica

Altri riconoscimentiModifica

Risultati nella Lucha de ApuestasModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Glossario del wrestling § Lucha de Apuestas.
Vincitore (posta in palio) Sconfitto (posta in palio) Località Evento Data Note
Donald Trump (capelli) Vince McMahon (capelli)   Detroit WrestleMania 23 1º aprile 2007

FilmografiaModifica

DoppiatoreModifica

NoteModifica

  1. ^ Angie Peterson Kaelberer, The McMahons: Vince McMahon and Family, Capstone Press, 2003, p. 15, ISBN 0-7368-2143-0.
  2. ^ Vince McMahon's biography, WWE Corporate. URL consultato il 14 gennaio 2008.
  3. ^ Survivor Series 1997 main event (Montreal Screwjob), WWE. URL consultato il 14 gennaio 2008.
  4. ^ (EN) James Caldwell, 5/1 WWE Payback Results – CALDWELL’S Complete Live Report, su PWTORCH.com, Pro Wrestling Torch, 1º maggio 2016. URL consultato il 7 maggio 2016.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN260015736 · ISNI (EN0000 0003 8091 0129 · LCCN (ENn93115277 · WorldCat Identities (ENn93-115277