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Vincenzo Azzolini
Azzoliniritratto.jpg

Governatore della Banca d'Italia
Durata mandato 10 gennaio 1931 –
4 giugno 1944
Capo di Stato Vittorio Emanuele III
Presidente Benito Mussolini
Predecessore Bonaldo Stringher
Successore Niccolò Introna

Dati generali
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Dirigente d'azienda
Firma Firma di Vincenzo Azzolini

Vincenzo Azzolini (Napoli, 5 dicembre 1881Roma, 2 agosto 1967) è stato un economista italiano. Fu Governatore della Banca d'Italia dal 1931 al 1944, erede riconosciuto di Bonaldo Stringher, primo Governatore della Banca d'Italia. Il suo mandato da Governatore coincise in gran parte con il ventennio fascista.

Nel 1944 fu destituito dal suo incarico e accusato di tradimento per la consegna della riserva aurea italiana ai tedeschi.

Sono diversi gli episodi documentati in cui il Governatore Azzolini limitò i danni al tesoro italiano a fronte degli "attacchi" tedeschi mirati progressivamente a razziarlo completamente, soprattutto durante la seconda guerra mondiale[senza fonte]. D'accordo con l'allora Ministro delle Finanze della Repubblica Sociale Italiana Domenico Pellegrini-Giampietro impedì il trasferimento in Germania del Poligrafico dello Stato e dell'Officina carte e valori, che avrebbe permesso alla Germania di stampare lire a volontà distruggendo il potere di acquisto della valuta. In effetti, tale potere d'acquisto non fu intaccato che in minima parte, e crollò catastroficamente soltanto dopo la liberazione da parte delle forze alleate.

Azzolini riuscì a salvare i gioielli della Corona dei Savoia, depositandoli in forma privata presso la filiale della Banca d'Italia di piazza del Parlamento a Roma[senza fonte].

BiografiaModifica

Ottenne la maturità classica al Liceo Giambattista Vico e la laurea in giurisprudenza all'Università di Napoli

Ministero del TesoroModifica

Assunto al Ministero del Tesoro nel 1905, fece carriera fino a diventare Direttore Generale nel 1927.[1]

Banca d'ItaliaModifica

 
Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia

Nel 1928 diventò Direttore Generale della Banca d'Italia con il Governatore Bonaldo Stringher. Quando questo si ammalò lo sostituì e dopo la sua morte fu eletto al suo posto, nel 1931.

A metà settembre del 1943, su consiglio del vicedirettore generale Niccolò Introna, fece nascondere circa metà delle riserve auree nell'intercapedine che circonda il caveau di Palazzo Koch, in via Nazionale a Roma, sede principale della Banca d'Italia, e poi fece murare l'accesso all'intercapedine. Quindi, per il timore che i tedeschi conoscessero la reale entità delle riserve auree conservate, fece abbattere il muro e rimettere l'oro al suo posto. Il giorno 20 settembre 1943 arrivò la richiesta ufficiale della consegna dell'oro da parte dell'ambasciata tedesca: le 119 tonnellate d'oro furono trasferite prima alla sede di Milano della Banca d'Italia e poi a Fortezza, e da qui a Berlino. Dopo una lunga serie di vicissitudini parte dell'oro, circa il 67%, verrà recuperata.

Il 1º agosto 1944, per ordine di Carlo Sforza, presidente dell'Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo appena creato, fu destituito dal suo incarico e accusato di tradimento per la consegna della riserva aurea italiana ai tedeschi. Il 14 ottobre Azzolini fu riconosciuto colpevole e condannato a trent'anni di carcere dalla Alta corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo e rinchiuso a Regina Coeli, divenne vicedirettore della biblioteca del carcere. Il 6 agosto 1946 Giuseppe Paupini, segretario della Nunziatura apostolica, intervenne presso Alcide De Gasperi perché fosse riesaminato il caso.

La Corte d'Appello di Roma, il 28 settembre 1946, dichiarò estinto per amnistia il delitto a lui imputato dall'Alta Corte, Azzolini quindi fu liberato e si ritirò a vita privata. Infine il 14 febbraio 1948, in un clima più disteso, la Corte di Cassazione annullò la sentenza dell'Alta Corte con la motivazione che "...il fatto non costituisce reato".

OnorificenzeModifica

  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 3 giugno 1938

NoteModifica

  1. ^ Direttori generali del tesoro dal 1853 al 2006 (PDF), Dipartimento del Tesoro. URL consultato l'11 settembre 2015.

BibliografiaModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Vincenzo Azzolini, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato l'11-9-2015.
  • Vincenzo Azzolini, Banca d'Italia. URL consultato l'11 settembre 2015.
Controllo di autoritàVIAF (EN268938755 · ISNI (EN0000 0003 8332 9663 · SBN IT\ICCU\LO1V\149387 · LCCN (ENn2002034341 · GND (DE123907187 · WorldCat Identities (ENn2002-034341