Vincenzo Crocitti

attore italiano

Vincenzo Vittorio Crocitti (Roma, 16 luglio 1949Roma, 29 settembre 2010) è stato un attore italiano.

Alberto Sordi e Vincenzo Crocitti in una scena di Un borghese piccolo piccolo di Mario Monicelli

BiografiaModifica

Di origini calabresi e molisane (la madre era della provincia di Cosenza, il padre di quella di Campobasso), interpretò spesso ruoli secondari.

CarrieraModifica

Esordì nel mondo del cinema con il musicarello Nel sole (1967) e successivamente fece parte del cast del telefilm Orzowei, il figlio della savana (1976).

A 28 anni recitò la parte dell'amato figlio di Alberto Sordi in Un borghese piccolo piccolo (1977) di Mario Monicelli, vincendo quindi un premio speciale ai David di Donatello e il Nastro d'argento al migliore attore esordiente. Proseguì quindi la carriera con numerosi film della commedia all'italiana. Nel 1984 recitò la parte del giornalista in Uno scandalo perbene, diretto da Pasquale Festa Campanile, ispirato al caso Bruneri-Canella.

Dalla fine degli anni novanta lavorò soprattutto in tv: infatti, dal 1998 al 2007 fu il dottor Mariano Valenti nella serie di Rai 1 Un medico in famiglia, e dal 2002 al 2007 il vicebrigadiere Vittorio Bordi nella fiction Carabinieri su Canale 5.

Nella prima metà degli anni 2000 fu testimonial televisivo del Tribunale per i diritti del malato.

Morì il 29 settembre 2010 dopo una lunga malattia[1]; i funerali furono celebrati il 1º ottobre presso la Basilica di San Giovanni Bosco nel quartiere Don Bosco dove aveva vissuto per molti anni della sua vita. Riposa nel Cimitero di Prima Porta.

OmaggiModifica

Nel 2013 è stato istituito, dall'autore e promotore Francesco Fiumarella, il Premio Artistico Internazionale e Cinematografico Vincenzo Crocitti. La prima edizione si è svolta il 9 gennaio 2013 in Campidoglio.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

 
Crocitti nel film Attila flagello di Dio (1982)

TelevisioneModifica

TeatroModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Morto l'attore Vincenzo Crocitti, in Corriere della Sera, 29 settembre 2010. URL consultato il 29 settembre 2010.

Collegamenti esterniModifica

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