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Vincenzo Dandolo

scienziato, politico e agronomo italiano
Vincenzo Dandolo

Vincenzo Dandolo (Venezia, 22 o 26 ottobre 1758Varese, 12 dicembre 1819) è stato uno scienziato, politico e agronomo italiano.

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BiografiaModifica

Era figlio di Abram Uxiel, un ebreo che aveva assunto il nome di Marc'Antonio Dandolo dopo la conversione, e Laura Steffani. Dal padre, che era chimico di professione, trasse l'interesse per la scienza applicata e in particolare per la chimica moderna.

Nel 1791 curò l'edizione italiana del Trattato elementare di chimica di Antoine-Laurent de Lavoisier.

Dopo la caduta della Serenissima, prese parte attiva alla nuova Municipalità filo-francese ma qualche tempo più tardi il trattato di Campoformio cedeva Venezia all'Arciducato d'Austria. Esulò quindi a Milano, capitale della Repubblica Cisalpina di cui fu nominato deputato, e quindi a Varese dove, grazie al suo ingente capitale, divenne proprietario di una vasta tenuta presso la quale realizzò villa "l'Annunciata", in seguito luogo di ritrovo per scienziati e politici.

In seno alla Repubblica Cisalpina ricoprì varie cariche fra cui quella di membro del gran consiglio, ma nel 1799 fuggì a Genova e poi a Parigi temendo i conservatori reazionari. Dopo la battaglia di Marengo rientrò a Milano.

Nel 1804 pubblicò Governo delle pecore spagnole ed italiane, la sua prima opera agraria.

Nel 1806 fu nominato da Napoleone Bonaparte governatore della Dalmazia e mantenne la carica sino al 1809. Introdusse la coltivazione della patata e aprì scuole ed accademie.

Fondò inoltre Il Regio dalmata, giornale scritto in italiano e croato a carattere prettamente economico. Dopo la battaglia di Waterloo acquistò un terreno a Varese e si dedicò alla coltivazione dei campi.

Suo figlio fu lo scrittore Tullio Dandolo e i suoi nipoti i patrioti Emilio ed Enrico Dandolo.

BibliografiaModifica

  • Paolo Preto, Vincenzo Dandolo, in « Dizionario Biografico degli Italiani », vol. 32, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1986

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Collegamenti esterniModifica

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