Vincenzo Zecca

scrittore, storico e archeologo italiano
Chieti 1906, Vincenzo Zecca, seduto al centro, e la sua numerosa famiglia[1]

Vincenzo Zecca (Chieti, 25 gennaio 1832Chieti, 1º gennaio 1916) è stato uno scrittore, storico e archeologo italiano.

BiografiaModifica

Figlio di Enrico Zecca e Luisa Ricca nacque a Chieti nel 1832. Fu un bambino prodigio: studiò nel Regio Collegio di Chieti conseguendo il massimo premio della medaglia d'oro. Continuò gli studi nel Liceo Universitario di L'Aquila e quindi nella Regia Università di Napoli dove nel 1851, a soli 19 anni, si laureò in legge dopo aver conseguito il Cedolato in belle lettere e filosofia[2]. Finché fu sede del Tribunale Provinciale, esercitò la professione di avvocato nel Foro di Chieti. Nel 1856 sposò Filomena Domizio[3] dalla quale ebbe dieci figli tra cui Smeraldo, avvocato penale e deputato al Parlamento nazionale nella XVIII legislatura. Quando il Tribunale di Chieti perse le sue prerogative, egli decise di lasciare l'attività forense. Partecipò ad un concorso, lo vinse e nel 1880 assunse l'ufficio di Segretario capo provinciale carica che mantenne per quasi trenta anni.[2]

Fu comunque un intellettuale di vasta e profonda cultura, che si dedicò principalmente allo studio della storia. Le sue numerose pubblicazioni sono di notevole importanza per l'Abruzzo poiché coprono variegati aspetti della storia e dei monumenti di questa regione.

Zecca fu anche un esperto archeologo e per primo si dedicò alla ricerca delle testimonianze e della toponomastica della città romana (l'antica Teate) sottostante alla città di Chieti[4]. In particolare sovrintese i lavori effettuati per il prolungamento dell'attuale Corso Marrucino (1896-97), per raccogliere e catalogare le strutture e i materiali archeologici che emersero. Nel 1886 fu nominato segretario della Commissione istituita dal Consiglio Comunale di Chieti per la costituzione del Gabinetto storico-artistico per la conservazione del patrimonio archeologico di Chieti.

Zecca raccolse nel museo tutti i reperti trovati durante le ricerche, effettuate nel territorio teatino, e contribuì ad ampliarlo, donando anche il suo personale archivio archeologico. Agli inizi del 1900 il Museo fu chiuso e la Collezione Zecca (formata da bronzetti, ornamenti, ceramiche, strumenti e utensili) fu ceduta al Museo di Ancona. Alla fine del XX secolo tutta la Collezione rientrò a Chieti per far parte del Museo Archeologico. Morì a Chieti il 1º gennaio 1916[5]

RiconoscimentiModifica

  • Cavaliere della Corona d'Italia nel 1885, per meriti letterari
  • Cavaliere di seconda classe dell'ordine dei S.S.Giovanni Battista e Guglielmo di Spagna nel 1907
  • Membro comunale della Commissione Archeologica e Artistica di Chieti
  • Presidente della commissione conservatrice dei monumenti e opere d'arte della provincia di Chieti
  • Socio promotore e benemerito della Società Abruzzese di Storia Patria
  • Decorazioni:
    • medaglia d'argento e due diplomi d'onore, per l'opera e la collaborazione nei pubblici censimenti del 1873, 1881 e 1901
    • medaglia commemorativa di Dante Alighieri in Firenze nel 1865
    • medaglia commemorativa di Gabriele Rossetti in Vasto nel 1882[6]
    • medaglia commemorativa del primo centenario della morte dell'abate F.Galiani in Chieti
  • Diplomi di socio onorario:
    • Accademie dei Trasformati di Noto,
    • Scienze e Lettere di Catanzaro
    • Quiriti di Roma
    • Alessandro Manzoni di Monteleone Calabro
    • Società Georgica di Treia
    • Società Pitagorica di Napoli
    • Associazione Benemeriti Italiani di Palermo[2].
  • Nella città di Chieti gli è stata dedicata una strada, insieme al figlio Smeraldo[7]

OpereModifica

 
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NoteModifica

  1. ^ fonte: 1906, famiglia Zecca
  2. ^ a b c Biografia in San Giovanni in Venere,  pag.152-153
  3. ^ Autori vari, Per le faustissime nozze de' signori d. Vincenzo Zecca e d.a Filomena Domizio, a cura di Francesco Vicoli, Napoli, Tipografia del Diogene, 1856, SBN IT\ICCU\NAP\0570828.
  4. ^ Marco Buonocore, Mélanges de l'Ecole française de Rome, Antiquité, 1984 Volume 96 Issue 96-1
  5. ^ Vincenzo Zecca, su L'Ultima Dimora. Gli annunci funebri del Corriere Abruzzese. (1876-1928), abruzzoinmostra.it. URL consultato il 26 dicembre 2016.
  6. ^ centenario Rossetti,  in bibliografia.
  7. ^ Via Smeraldo e Vincenzo Zecca, su tuttocitta.it, Chieti.

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Zecca, La basilica di san Giovanni in Venere nella storia e nell'arte : conferenza tenuta sopra luogo il 29 settembre 1907 ... / V.Z. ; pubblicazione curata dal sacerdote G.M., a cura di Giuseppe Mayer, Pescara, Industrie Grafiche, 1910, OCLC 44798349, SBN IT\ICCU\SBL\0481731.
  • Vincenzo Zecca, Inaugurandosi nel civico museo di Vasto una lapide commemorativa di Gabriele Rossetti nella festa del suo centenario celebrata in quella città il 14 marzo 1883 / parole dell'avv. Vincenzo Zecca, Chieti, stab. tip. di G. Ricci, 1883, OCLC 929834107, SBN IT\ICCU\IEI\0182898.
  • (FR) Marco Buonocore, Antiquité, in Mélanges de l'Ecole française de Rome, vol. 96, École française de Rome, 1984, pp.  239–257, OCLC 263621638.
  • Vincenzo Zecca, Topografia e corografia marrucina studiate ne' monumenti., Chieti, stab. tip. di G. Ricci, 1889, OCLC 81626585, SBN IT\ICCU\SBL\0717484.
  • Vincenzo Zecca, Elogio funebre del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II, pronunziato in Chieti, Chieti, Vecchio e c., 1878, OCLC 25577559.
  • Vincenzo Zecca, I Monumenti antichi e la civiltà Conferenza tenuta in Chieti dall'avv. cav., Chieti, Stabilimento tip. di Giustino Ricci, 1886, OCLC 253196087.
  • Vincenzo Zecca, La legge sulla liquidazione dell'asse ecclesiastico, corredata delle discussioni parlamentari, di ampi commenti, etc, Chieti, 1867, OCLC 504321231.
  • Vincenzo Zecca, Scoperta archeologica in Chieti, Chieti, 1896?, OCLC 929834087.
  • Vincenzo Zecca, Monografia del comune di Chieti dettata, Chieti, A.Vella, 1866, OCLC 253196083.
  • Vincenzo Zecca, Discorso inaugurale delle visite ai monumenti abruzzesi : pronunziato nel secondo congresso della Società di storia patria abruzzese in Chieti, il 7 settembre 1890, Chieti, Prem. Stab. Tip. di Giustino Ricci, 1891, OCLC 929753965.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN89491216 · ISNI (EN0000 0000 6196 5261 · SBN IT\ICCU\CFIV\054310 · BAV ADV11248033 · WorldCat Identities (ENviaf-89491216