Apri il menu principale

Virgilio Lai (Ulassai, 1º agosto 1926Cagliari, 6 aprile 2009) è stato un fotografo italiano.

Indice

InfanziaModifica

Nato a Ulassai, in rione Coccoreddu, figlio di Potito Lai e Maria Demurtas. Primogenito di cinque figli, segue tutte le elementari e le medie a Ulassai, le superiori nel ginnasio di Nuoro, dove si diploma come ragioniere. Nipote di Maria Lai e fratello della scrittrice Maria Pia Lai Guaita.

Attività giornalistica e macchina fotograficaModifica

All'età di 18 anni si trasferisce insieme al padre a Cagliari e inizia a collaborare presso il giornale La Nuova Sardegna ed all'organo ufficiale del sardismo "Il Solco". Qui stringe amicizia con il politico Anselmo Contu, con Pietro Soggiu e Pietro Melis. Il 15 maggio 1949 è il primo addetto all'ufficio stampa del Consiglio Regionale assunto proprio da Anselmo Contu, come cronista politico.

Fondatore della Edes "Edizioni Democratiche Sarde"Modifica

All'età di 45 anni nel 1971 inaugura la "Edes edizioni", Edizioni Democratiche Sarde, una delle maggiori case editrici sarde, nei vari comitati di coordinamento ci sono i giornalisti di rilievo quiali: Manlio Brigaglia, Nino Carrus, "Graziella Sedda Delitala, "Bruno Anatra", "Giuseppe Serri", "Elena Fasano Guarini", "Maria Rosa Cardia", "Gianpaolo Pisu". Ad aprile dello stesso anno dalla casa editrice escono: "La Rivoluzione sarda" e "Il Giornale di Sardegna 1795-1796". Nel 1973 pubblica "La nostra storia per immagini", con prefazione di Umberto Cardia, il libro ebbe buon successo e servì per formare i documenti della Casa Museo Antonio Gramsci di Ghilarza. Nel maggio 1975 esce una delle opere più importanti di Virgilio Lai: "Periodici democratici e numeri unici" che lo porterà ad un ricerca instancabile in diverse biblioteche ed archivi storici per certificare che cosa avviene nella pubblicistica e nello studio delle immagini sarde dal 1943 al 1949, anni cruciali per l'informazione pubblica. Egli riporta alla luce un numero significativo di giornali pressoché sconosciuti, legati indissolubilmente al movimento operaio, alla crisi idiologica diffusa maggiormente nei giovani del dopoguerra. Infatti di li a poco proporrà un'indagine attenta e non episodica del dopoguerra, denunciando il processo di disgregazione del blocco sociale, alterato da anni di Fascismo. Negli anni Settanta usciranno anche dalla sua Edes i libri di Clara Gallini e Giulio Angioni. La macchina fotografica è sempre presente in tutte le attività, le foto da lui scattate prima con una Voitglander, poi con una Leica e una Pentax modello Reflex, serviranno a documentare tutti i suoi viaggi in tutta l'isola, divenendo uno dei documentaristi più attenti della società sarda del dopoguerra. Muore nella sua casa di Cagliari all'età di 83 anni. Una parte composta da circa 10000 fotografie, dell'enorme mole di lavoro oggi è conservata presso il Comune di Ulassai grazie ad una donazione postmortem del parenti del fotografo.

CuriositàModifica

Virgilio Lai era grande amico di Angelo Demurtas, sua moglie Marilena Cannas è stata una nota scrittrice.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica