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Virginio Bertinelli
Senatore Virginio Bertinelli.jpg

Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Durata mandato 21 febbraio 1962 –
21 giugno 1963
Capo del governo Amintore Fanfani
Predecessore Fiorentino Sullo
Successore Umberto Delle Fave
Legislature III

Ministro per la riforma della pubblica amministrazione
Durata mandato 23 febbraio 1966 –
24 giugno 1968
Capo del governo Aldo Moro
Predecessore Luigi Preti
Successore Tiziano Tessitori
Legislature IV

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature VI
Collegio Como
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I-II-III-IV
Collegio Como
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Socialista Democratico Italiano
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione avvocato

Virginio Bertinelli (Como, 31 agosto 1901Como, 13 giugno 1973) è stato un politico italiano, più volte deputato e ministro.

Indice

BiografiaModifica

Nato a Como nel 1901, Virginio Bertinelli iniziò a militare nel Partito Socialista Italiano durante l'università;[1] laureatosi in giurisprudenza, divenne quindi avvocato.[1][2]

Durante la Resistenza fece parte del Comitato di Liberazione Nazionale e il 26 aprile 1945 fu nominato prefetto di Como nel dopoguerra.[1][2]

Nel dopoguerra fu esponente del Partito Socialista Democratico Italiano e nel 1948 viene eletto deputato, restandolo per quattro legislature, fino al 1968.

In questi anni ricoprì diversi incarichi governativi: Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione nel Governo De Gasperi VI (1950-1951), alla Difesa nel Governo Scelba (1954-1955) e nel Governo Segni I (1955-1957), ai Trasporti nel Governo Fanfani II (1958-1959). Fu quindi Ministro del lavoro e della previdenza sociale dal 1962 al 1963, nel Governo Fanfani IV, e Ministro per la Riforma della Pubblica Amministrazione dal 1966 al 1968, nel Governo Moro III.

Fu inoltre presidente del Club Alpino Italiano,[1] dal 1959 al 1964.

Il 27 gennaio 1971 fu eletto dal Parlamento in seduta comune, con 573 voti, membro del Consiglio superiore della magistratura.[3]

Fu infine anche senatore per circa un anno, nella VI Legislatura, prima di morire a Como nel 1973.[1] Alla morte, gli subentrò in Senato Carlo Porro.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e Fargnoli, p. 613.
  2. ^ a b Cavalleri, p. 190.
  3. ^ Seduta comune di mercoledì 27 gennaio 1917 (PDF), Camera dei deputati - Senato della Repubblica. URL consultato il 16 gennaio 2015.

BibliografiaModifica

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