Viṣṇu

divinità
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Viṣṇu in un dipinto del XX secolo. In questa rappresentazione Viṣṇu indossa una corona (kirīṭa mukuṭa, corona regale che lo individua come Cakravartin, "Signore dei mondi"); con le quattro braccia regge i suoi attributi: il disco o ruota (chakra) nel duplice significato di "ruota" solare o del carro celeste che trasporta la divinità solare e di "disco" inteso come arma da lancio e quindi con il significato di potere e protezione, esso ha il nome di Sudarśana ("Bello da vedere"); la mazza (gadā) che ha il nome di Kaumodakī, l'arma con cui Viṣṇu uccise il demone Gadaa, essa simboleggia anche il potere del tempo che tutto distrugge; la conchiglia (śaṅka, il tritone lucido) è anch'essa un'arma in quanto soffiandoci dentro procura un suono che atterrisce i demoni e li fa fuggire, il nome della śaṅka di Viṣṇu è Pāñcajanya dal demone a cui la strappò Pāñcajana ("Cinque elementi"); il fiore di loto (padma) simbolo della divinità solare.

Viṣṇu (devanāgarī: विष्णु; adattato con grafia inglese in Vishnu, in italiano anche Visnù[1]) è una divinità maschile vedica che nei secoli appena precedenti la nostra era assorbì altre figure divine come Puruṣa, Prajāpati, Nārāyaṇa e Kṛṣṇa acquisendo nel periodo epico del Mahābhārata la figura divina protettrice del mondo e del Dharma e, nella letteratura religiosa post-epica, la volontà di intervenire per proteggere i suoi devoti. Assorbendo l'antico culto di Vasudeva divenne il culto principale dell'Induismo che va sotto il nome di Viṣṇuismo (o Vaiṣṇavismo, dall'aggettivo sanscrito vaiṣṇavá, "devoto a Viṣṇu").

Indice

Origine e sviluppo del culto di Viṣṇu nelle religioni vedica e brahmanicaModifica

Viṣṇu è un deva poco menzionato nel più antico dei Veda, il Ṛgveda, ciononostante tale divinità fu considerata fin dall'inizio più importante di quanto non appaia[2].

Nel Ṛgveda Viṣṇu è il deva che compie i tre passi per delimitare l'intero universo dove si collocano tutti gli esseri:

Leonardo Pietro Brignoli

Pietro Brignoli ( Bergamo, 15 Giugno 1945 - Bergamo, 19 Agosto 1999 ) è stato un artista, pittore e pilota italiano. Insieme a Lorenza Brignoli rappresentò un punto fondamentale dell' Arte Moderna italiana ed europea. Perfettamente inserito nel panorama culturale internazionale degli anni settenta, era reputato un artista prolifico, era amato dai vip dell epoca.

  1. 1 Biografia
  2. 1.1 Infanzia e prima giovinezza
  3. 1.2 Il rientro di Pietro
  4. 1.3 1952 corsa moto e macchina

Le voci relative a storici, critici, galleristi, collezionisti, sono assimilabili a comuni biografie.

BiografiaModifica

Infazia e prima giovinezzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto:Arte/Intitolare una voce su un'opera d'arte.

Un po' di terminologia per parlare la stessa lingua:

1) Titolo proprio, o titolo dato dall'autore.
2) Titolo attribuito, o titolo convenzionale il quale può essere:
a) Soggetto generico: titolo tratto dal soggetto.
b) Nome tradizionale: e.g. Madonna Benois o Pala di San Zeno.

BiografiaModifica

Usare il template {{Biografia}}.
L'incipit deve seguire una forma standard.
Si riporta il titolo scelto per la voce, in grassetto e corsivo, senza virgolette. Se l'opera possiede un titolo proprio in lingua originale diverso dal titolo della voce lo si riporta tra parentesi, sempre in corsivo, eventualmente in grassetto. Se il titolo della voce corrisponde al titolo proprio di opera di autore non italiano, ai fini della normalizzazione dell'incipit, quest'ultimo riporterà comunque il titolo tradotto seguito dal titolo proprio tra parentesi. Segue la determinazione dell'opera o tipologia: dipinto, scultura, performance, opera site specific, ecc. se utile seguita da ulteriori specificazioni. Se pertinenti si indicano tra parentesi le dimensioni in cm, ([...]x[...] cm), altrimenti altri dati tecnici in base alla tipologia. Seguono la responsabilità (autore, scuola di, nome di collettivo, attribuito a, ecc.), la datazione più verosimile e infine la collocazione (quest'ultima con tutti i dati di cui siamo a conoscenza andando dal generale al particolare: è conservata a [localizzazione geografica] presso [museo, collezione privata, ecc.], numero di inventario [(n. inv.)]. [3]

Esempi:

La parte più standardizzata e catalografica della voce si concentra nell'incipit, questo è dovuto al fatto che: Rilevato loop del template: Template:Q

Corpo della voceModifica

I paragrafi permettono di organizzare e rendere immediatamente rintracciabili le nozioni le quali, trattandosi di voci enciclopediche, provengono da fonti catalografiche e storico-critiche, in modo diretto o indiretto (meglio se diretto). Le parti che seguono descrivono la stesura dei paragrafi nel caso di voci riguardanti o assimilabili a tipologie scultoree o pittoriche. Per le tipologie o forme espressive non riconducibili a queste la scrittura non se ne discosterà molto: si avrà una parte storica intesa come storia dell'opera, una parte descrittiva che riguarderà il soggetto, gli aspetti morfologici, strutturali e funzionali, una parte tecnica. Il paragrafo sullo stile può in alcuni casi identificarsi con la contestualizzazione dell'opera all'interno del corpus autoriale, o all'interno del periodo, movimento, ecc., il momento in cui dopo una parte più analitica si torna ad inserire l'opera nel mondo a cui appartiene.

StoriaModifica

Questo paragrafo, che può essere diviso in sottoparagrafi, deve contenere tutte le tappe significative della storia di un'opera d'arte: il contesto storico e personale dell'artista in cui è nata l'opera, i passaggi di proprietà, le date di musealizzazione ed eventuali trasferimenti, furti o restauri. La sezione dovrebbe inoltre contenere il percorso che ha portato all'attribuzione, gli studi critici fondamentali o che comunque abbiano messo in luce elementi nuovi e significativi.

DescrizioneModifica

Innanzitutto si dovrebbe indicare, se conosciuto, lo stato di conservazione (ottimo/buono/mediocre) e l'integrità (opera interamente originale, opera con integrazioni antiche o recenti, ecc.).

Questo paragrafo deve contenere una semplice descrizione dell'opera e della sua iconografia: dire qual è il soggetto o i soggetti, in che posizione si trovano, qual è l'ambientazione e perché. Spiegare i simboli e gli attributi, citare la presenza di opere accessorie (cornice, predella, piedistallo, ecc.)

TecnicaModifica

Questo paragrafo deve descrivere, quando sia significativa, la tecnica di esecuzione dell'opera, le particolarità nei materiali, nei pigmenti, nella preparazione.

StileModifica

Il paragrafo dovrebbe tenere tutti i discorsi legati allo stile dell'opera. Per esempio per un dipinto parlare di come sono trattate le figure, della luce, del disegno, del colore, delle ombre, delle particolarità della mano dell'artista, del modo di rendere le figure, degli effetti.

Per la scultura si indicherà l'effetto del rilievo, la morbidezza o la secchezza del modellato, gli effetti di movimento, la carica emotiva, la disposizione nello spazio (aperta, chiusa...), ecc.

Quando non è possibile separare la descrizione dalle considerazioni stilistiche il paragrafo si intitolerà "Descrizione e stile".

RetaggioModifica

Opere derivate e utilizzo come fonte di ispirazione da parte di altri artisti.

RestauroModifica

In caso di recenti e notevoli restauri si può dilungarsi sugli aspetti tecnici.

Altre immaginiModifica

Gallerie di immagini che non entrano nel corpo della voce per motivi di spazio. Si possono inserire anche foto di altre opere per confronti, sempre che non ci sia spazio tra il testo. Se le immagini sono già presenti su Commons e raccolte in una pagina o categoria, basta un collegamento interprogetto nella sezione Altri progetti.

Sezioni finaliModifica

Rilevato loop del template: Template:Q

CategorieModifica

PitturaModifica

Ogni voce di dipinto deve avere almeno tre categorie:

  1. Sull'autore (dipinti di XXX). Se non esiste andrebbe creata (almeno due/tre voci), oppure si può usare temporaneamente una sottocategoria di categoria:dipinti per autore scegliendo quella dello stile del dipinto (es. Categoria:Dipinti di autori del barocco). Una categoria di dipinti per autore deve avere almeno due sottocategorie: una è "Categoria:Dipinti di autori dello stile XXX" e l'altra è la categoria personale col nome e cognome dell'autore (o se è più noto solo lo pseudonimo --> vedere come è intitolata la voce di wikipedia), che va creata se non esiste, e che deve contenere almeno la pagina sull'autore e la sottocategoria "Dipinti".
  2. Sulla sede (dipinti a CittàYYY/Dipinti nel Museo ZZZ). Se non esiste va creata oppure si usa la categoria generica della città. Se non esiste nemmeno questa si può prendere in considerazione di crearla, oppure si deve per lo meno segnare il dipinto nella pagina sulla città/comune/museo in cui si trova, per essere incluso non appena qualcuno creerà la categoria.
  3. Sul soggetto (Dipinti su Apollo, dipinti su Gesù, sacre conversazioni, ecc.). Vedere la Categoria:Soggetti pittorici.

SculturaModifica

Ogni voce di scultura deve avere almeno quattro categorie:

  1. Sull'autore, che va creata se esistono almeno due/tre voci) o sullo stile. Una categoria per autore deve avere almeno tre sottocategorie: Sculture per autore, Sculture per scuola e quella del nome e cognome dell'autore. Se un autore è anche pittore, architetto, ecc, può essere utile creare un'altra sottocategoria "Opere di".
  2. Sulla sede (es. Categoria:Sculture a Roma, Categoria:Sculture nel Bargello)
  3. Sul materiale: vedi Categoria:Sculture per materiale
  4. Sul soggetto: vedi Categoria:Sculture per soggetto

Altre opere d'arteModifica

Ogni voce di opere d'arte non comprese sopra deve avere almeno due categorie:

  1. Una sul tipo di oggetto (scegliere da Categoria :Opere d'arte, se mancante crearla ex-novo ispirandosi a quelle presenti)
  2. Una sulla sede (es. Categoria:Opere d'arte a Roma, da creare se assente)

Fusione di sezioniModifica

In mancanza di informazioni sufficienti a tenere su una sezione, si possono accorpare. Gli accorpamenti più frequenti sono:

Storia e descrizione
Quando si possiedono poche informazioni sulla storia dell'opera d'arte (solo una riga ad esempio) è conveniente metterle insieme alla descrizione, preferibilmente in cima. In genere usato per pagine brevi, questo accorpamento sottintende che nella sezione ci possano essere anche eventuali considerazioni stilistiche o sulla tecnica, senza bisogno di specificarlo nel titolo della sezione.
Descrizione e stile
a volte le considerazioni di stile non sono separabili dalla mera descrizione, perché è più conveniente parlare di tali aspetti via via che ci si sofferma sulla descrizione di un elemento.

NoteModifica

  1. ^ Visnu - DiPI Online, su dipionline.it.
  2. ^ Leonardo Pietro Brignoli Pietro Brignoli ( Bergamo, 15 Giugno 1945 - Bergamo, 19 Agosto 1999 ) è stato un artista, pittore e pilota italiano. Insieme a Lorenza Brignoli rappresentò un punto fondamentale dell' Arte Moderna italiana ed europea. Perfettamente inserito nel panorama culturale internazionale degli anni settenta, era reputato un artista prolifico, era amato dai vip dell epoca.
    1. 1 Biografia
    2. 1.1 Infanzia e prima giovinezza
    3. 1.2 Il rientro di Pietro
    4. 1.3 1952 corsa moto e macchina
    Le voci relative a storici, critici, galleristi, collezionisti, sono assimilabili a comuni biografie.

    BiografiaModifica

    Infazia e prima giovinezzaModifica

     Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto:Arte/Intitolare una voce su un'opera d'arte.

    Un po' di terminologia per parlare la stessa lingua:

    1) Titolo proprio, o titolo dato dall'autore.
    2) Titolo attribuito, o titolo convenzionale il quale può essere:
    a) Soggetto generico: titolo tratto dal soggetto.
    b) Nome tradizionale: e.g. Madonna Benois o Pala di San Zeno.

    BiografiaModifica

    Usare il template {{Biografia}}.
    L'incipit deve seguire una forma standard.
    Si riporta il titolo scelto per la voce, in grassetto e corsivo, senza virgolette. Se l'opera possiede un titolo proprio in lingua originale diverso dal titolo della voce lo si riporta tra parentesi, sempre in corsivo, eventualmente in grassetto. Se il titolo della voce corrisponde al titolo proprio di opera di autore non italiano, ai fini della normalizzazione dell'incipit, quest'ultimo riporterà comunque il titolo tradotto seguito dal titolo proprio tra parentesi. Segue la determinazione dell'opera o tipologia: dipinto, scultura, performance, opera site specific, ecc. se utile seguita da ulteriori specificazioni. Se pertinenti si indicano tra parentesi le dimensioni in cm, ([...]x[...] cm), altrimenti altri dati tecnici in base alla tipologia. Seguono la responsabilità (autore, scuola di, nome di collettivo, attribuito a, ecc.), la datazione più verosimile e infine la collocazione (quest'ultima con tutti i dati di cui siamo a conoscenza andando dal generale al particolare: è conservata a [localizzazione geografica] presso [museo, collezione privata, ecc.], numero di inventario [(n. inv.)].

    Esempi:

    La parte più standardizzata e catalografica della voce si concentra nell'incipit, questo è dovuto al fatto che: Rilevato loop del template: Template:Q

    Corpo della voceModifica

    I paragrafi permettono di organizzare e rendere immediatamente rintracciabili le nozioni le quali, trattandosi di voci enciclopediche, provengono da fonti catalografiche e storico-critiche, in modo diretto o indiretto (meglio se diretto). Le parti che seguono descrivono la stesura dei paragrafi nel caso di voci riguardanti o assimilabili a tipologie scultoree o pittoriche. Per le tipologie o forme espressive non riconducibili a queste la scrittura non se ne discosterà molto: si avrà una parte storica intesa come storia dell'opera, una parte descrittiva che riguarderà il soggetto, gli aspetti morfologici, strutturali e funzionali, una parte tecnica. Il paragrafo sullo stile può in alcuni casi identificarsi con la contestualizzazione dell'opera all'interno del corpus autoriale, o all'interno del periodo, movimento, ecc., il momento in cui dopo una parte più analitica si torna ad inserire l'opera nel mondo a cui appartiene.

    StoriaModifica

    Questo paragrafo, che può essere diviso in sottoparagrafi, deve contenere tutte le tappe significative della storia di un'opera d'arte: il contesto storico e personale dell'artista in cui è nata l'opera, i passaggi di proprietà, le date di musealizzazione ed eventuali trasferimenti, furti o restauri. La sezione dovrebbe inoltre contenere il percorso che ha portato all'attribuzione, gli studi critici fondamentali o che comunque abbiano messo in luce elementi nuovi e significativi.

    DescrizioneModifica

    Innanzitutto si dovrebbe indicare, se conosciuto, lo stato di conservazione (ottimo/buono/mediocre) e l'integrità (opera interamente originale, opera con integrazioni antiche o recenti, ecc.).

    Questo paragrafo deve contenere una semplice descrizione dell'opera e della sua iconografia: dire qual è il soggetto o i soggetti, in che posizione si trovano, qual è l'ambientazione e perché. Spiegare i simboli e gli attributi, citare la presenza di opere accessorie (cornice, predella, piedistallo, ecc.)

    TecnicaModifica

    Questo paragrafo deve descrivere, quando sia significativa, la tecnica di esecuzione dell'opera, le particolarità nei materiali, nei pigmenti, nella preparazione.

    StileModifica

    Il paragrafo dovrebbe tenere tutti i discorsi legati allo stile dell'opera. Per esempio per un dipinto parlare di come sono trattate le figure, della luce, del disegno, del colore, delle ombre, delle particolarità della mano dell'artista, del modo di rendere le figure, degli effetti.

    Per la scultura si indicherà l'effetto del rilievo, la morbidezza o la secchezza del modellato, gli effetti di movimento, la carica emotiva, la disposizione nello spazio (aperta, chiusa...), ecc.

    Quando non è possibile separare la descrizione dalle considerazioni stilistiche il paragrafo si intitolerà "Descrizione e stile".

    RetaggioModifica

    Opere derivate e utilizzo come fonte di ispirazione da parte di altri artisti.

    RestauroModifica

    In caso di recenti e notevoli restauri si può dilungarsi sugli aspetti tecnici.

    Altre immaginiModifica

    Gallerie di immagini che non entrano nel corpo della voce per motivi di spazio. Si possono inserire anche foto di altre opere per confronti, sempre che non ci sia spazio tra il testo. Se le immagini sono già presenti su Commons e raccolte in una pagina o categoria, basta un collegamento interprogetto nella sezione Altri progetti.

    Sezioni finaliModifica

    Rilevato loop del template: Template:Q

    CategorieModifica

    PitturaModifica

    Ogni voce di dipinto deve avere almeno tre categorie:

    1. Sull'autore (dipinti di XXX). Se non esiste andrebbe creata (almeno due/tre voci), oppure si può usare temporaneamente una sottocategoria di categoria:dipinti per autore scegliendo quella dello stile del dipinto (es. Categoria:Dipinti di autori del barocco). Una categoria di dipinti per autore deve avere almeno due sottocategorie: una è "Categoria:Dipinti di autori dello stile XXX" e l'altra è la categoria personale col nome e cognome dell'autore (o se è più noto solo lo pseudonimo --> vedere come è intitolata la voce di wikipedia), che va creata se non esiste, e che deve contenere almeno la pagina sull'autore e la sottocategoria "Dipinti".
    2. Sulla sede (dipinti a CittàYYY/Dipinti nel Museo ZZZ). Se non esiste va creata oppure si usa la categoria generica della città. Se non esiste nemmeno questa si può prendere in considerazione di crearla, oppure si deve per lo meno segnare il dipinto nella pagina sulla città/comune/museo in cui si trova, per essere incluso non appena qualcuno creerà la categoria.
    3. Sul soggetto (Dipinti su Apollo, dipinti su Gesù, sacre conversazioni, ecc.). Vedere la Categoria:Soggetti pittorici.

    SculturaModifica

    Ogni voce di scultura deve avere almeno quattro categorie:

    1. Sull'autore, che va creata se esistono almeno due/tre voci) o sullo stile. Una categoria per autore deve avere almeno tre sottocategorie: Sculture per autore, Sculture per scuola e quella del nome e cognome dell'autore. Se un autore è anche pittore, architetto, ecc, può essere utile creare un'altra sottocategoria "Opere di".
    2. Sulla sede (es. Categoria:Sculture a Roma, Categoria:Sculture nel Bargello)
    3. Sul materiale: vedi Categoria:Sculture per materiale
    4. Sul soggetto: vedi Categoria:Sculture per soggetto

    Altre opere d'arteModifica

    Ogni voce di opere d'arte non comprese sopra deve avere almeno due categorie:

    1. Una sul tipo di oggetto (scegliere da Categoria :Opere d'arte, se mancante crearla ex-novo ispirandosi a quelle presenti)
    2. Una sulla sede (es. Categoria:Opere d'arte a Roma, da creare se assente)

    Fusione di sezioniModifica

    In mancanza di informazioni sufficienti a tenere su una sezione, si possono accorpare. Gli accorpamenti più frequenti sono:

    Storia e descrizione
    Quando si possiedono poche informazioni sulla storia dell'opera d'arte (solo una riga ad esempio) è conveniente metterle insieme alla descrizione, preferibilmente in cima. In genere usato per pagine brevi, questo accorpamento sottintende che nella sezione ci possano essere anche eventuali considerazioni stilistiche o sulla tecnica, senza bisogno di specificarlo nel titolo della sezione.
    Descrizione e stile
    a volte le considerazioni di stile non sono separabili dalla mera descrizione, perché è più conveniente parlare di tali aspetti via via che ci si sofferma sulla descrizione di un elemento.

    NoteModifica

    <references/>

  3. ^ Per alcune tipologie la collocazione avrà forma differente. Si pensi ad un happening o ad una performance: si indicheranno i luoghi in cui sono avvenuti/stati rappresentati. Una voce di enciclopedia, sciolta da esigenze catalografiche o collezionistiche potrà considerare opera d'arte l'evento dando tutte le notizie relative alla documentazione se esiste, e indicando se di documentazione si tratta o se dotata di valenze propositive autonome.

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Tale caratteristica risiede anche nel suo nome, Viṣṇu, che indica la "pervasività". Il passo più alto di Viṣṇu è nel cielo, luogo non comprensibile da ciò che è mortale. La sua natura celestiale, e quindi non mondana, è resa dal caratteristico colore della pelle azzurro intenso con cui, successivamente, questa divinità verrà raffigurata e che indica lo spazio etereo[1].

Nei Brāhmaṇa con Viṣṇu si indica lo stesso sacrificio e nel Śatapatha Brāhmaṇa viene descritto il rito del viṣṇukramá (Il passo di Viṣṇu).

Leonardo Pietro Brignoli

Pietro Brignoli ( Bergamo, 15 Giugno 1945 - Bergamo, 19 Agosto 1999 ) è stato un artista, pittore e pilota italiano. Insieme a Lorenza Brignoli rappresentò un punto fondamentale dell' Arte Moderna italiana ed europea. Perfettamente inserito nel panorama culturale internazionale degli anni settenta, era reputato un artista prolifico, era amato dai vip dell epoca.

  1. 1 Biografia
  2. 1.1 Infanzia e prima giovinezza
  3. 1.2 Il rientro di Pietro
  4. 1.3 1952 corsa moto e macchina

Le voci relative a storici, critici, galleristi, collezionisti, sono assimilabili a comuni biografie.

BiografiaModifica

Infazia e prima giovinezzaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto:Arte/Intitolare una voce su un'opera d'arte.

Un po' di terminologia per parlare la stessa lingua:

1) Titolo proprio, o titolo dato dall'autore.
2) Titolo attribuito, o titolo convenzionale il quale può essere:
a) Soggetto generico: titolo tratto dal soggetto.
b) Nome tradizionale: e.g. Madonna Benois o Pala di San Zeno.

BiografiaModifica

Usare il template {{Biografia}}.
L'incipit deve seguire una forma standard.
Si riporta il titolo scelto per la voce, in grassetto e corsivo, senza virgolette. Se l'opera possiede un titolo proprio in lingua originale diverso dal titolo della voce lo si riporta tra parentesi, sempre in corsivo, eventualmente in grassetto. Se il titolo della voce corrisponde al titolo proprio di opera di autore non italiano, ai fini della normalizzazione dell'incipit, quest'ultimo riporterà comunque il titolo tradotto seguito dal titolo proprio tra parentesi. Segue la determinazione dell'opera o tipologia: dipinto, scultura, performance, opera site specific, ecc. se utile seguita da ulteriori specificazioni. Se pertinenti si indicano tra parentesi le dimensioni in cm, ([...]x[...] cm), altrimenti altri dati tecnici in base alla tipologia. Seguono la responsabilità (autore, scuola di, nome di collettivo, attribuito a, ecc.), la datazione più verosimile e infine la collocazione (quest'ultima con tutti i dati di cui siamo a conoscenza andando dal generale al particolare: è conservata a [localizzazione geografica] presso [museo, collezione privata, ecc.], numero di inventario [(n. inv.)]. [2]

Esempi:

La parte più standardizzata e catalografica della voce si concentra nell'incipit, questo è dovuto al fatto che: Rilevato loop del template: Template:Q

Corpo della voceModifica

I paragrafi permettono di organizzare e rendere immediatamente rintracciabili le nozioni le quali, trattandosi di voci enciclopediche, provengono da fonti catalografiche e storico-critiche, in modo diretto o indiretto (meglio se diretto). Le parti che seguono descrivono la stesura dei paragrafi nel caso di voci riguardanti o assimilabili a tipologie scultoree o pittoriche. Per le tipologie o forme espressive non riconducibili a queste la scrittura non se ne discosterà molto: si avrà una parte storica intesa come storia dell'opera, una parte descrittiva che riguarderà il soggetto, gli aspetti morfologici, strutturali e funzionali, una parte tecnica. Il paragrafo sullo stile può in alcuni casi identificarsi con la contestualizzazione dell'opera all'interno del corpus autoriale, o all'interno del periodo, movimento, ecc., il momento in cui dopo una parte più analitica si torna ad inserire l'opera nel mondo a cui appartiene.

StoriaModifica

Questo paragrafo, che può essere diviso in sottoparagrafi, deve contenere tutte le tappe significative della storia di un'opera d'arte: il contesto storico e personale dell'artista in cui è nata l'opera, i passaggi di proprietà, le date di musealizzazione ed eventuali trasferimenti, furti o restauri. La sezione dovrebbe inoltre contenere il percorso che ha portato all'attribuzione, gli studi critici fondamentali o che comunque abbiano messo in luce elementi nuovi e significativi.

DescrizioneModifica

Innanzitutto si dovrebbe indicare, se conosciuto, lo stato di conservazione (ottimo/buono/mediocre) e l'integrità (opera interamente originale, opera con integrazioni antiche o recenti, ecc.).

Questo paragrafo deve contenere una semplice descrizione dell'opera e della sua iconografia: dire qual è il soggetto o i soggetti, in che posizione si trovano, qual è l'ambientazione e perché. Spiegare i simboli e gli attributi, citare la presenza di opere accessorie (cornice, predella, piedistallo, ecc.)

TecnicaModifica

Questo paragrafo deve descrivere, quando sia significativa, la tecnica di esecuzione dell'opera, le particolarità nei materiali, nei pigmenti, nella preparazione.

StileModifica

Il paragrafo dovrebbe tenere tutti i discorsi legati allo stile dell'opera. Per esempio per un dipinto parlare di come sono trattate le figure, della luce, del disegno, del colore, delle ombre, delle particolarità della mano dell'artista, del modo di rendere le figure, degli effetti.

Per la scultura si indicherà l'effetto del rilievo, la morbidezza o la secchezza del modellato, gli effetti di movimento, la carica emotiva, la disposizione nello spazio (aperta, chiusa...), ecc.

Quando non è possibile separare la descrizione dalle considerazioni stilistiche il paragrafo si intitolerà "Descrizione e stile".

RetaggioModifica

Opere derivate e utilizzo come fonte di ispirazione da parte di altri artisti.

RestauroModifica

In caso di recenti e notevoli restauri si può dilungarsi sugli aspetti tecnici.

Altre immaginiModifica

Gallerie di immagini che non entrano nel corpo della voce per motivi di spazio. Si possono inserire anche foto di altre opere per confronti, sempre che non ci sia spazio tra il testo. Se le immagini sono già presenti su Commons e raccolte in una pagina o categoria, basta un collegamento interprogetto nella sezione Altri progetti.

Sezioni finaliModifica

Rilevato loop del template: Template:Q

CategorieModifica

PitturaModifica

Ogni voce di dipinto deve avere almeno tre categorie:

  1. Sull'autore (dipinti di XXX). Se non esiste andrebbe creata (almeno due/tre voci), oppure si può usare temporaneamente una sottocategoria di categoria:dipinti per autore scegliendo quella dello stile del dipinto (es. Categoria:Dipinti di autori del barocco). Una categoria di dipinti per autore deve avere almeno due sottocategorie: una è "Categoria:Dipinti di autori dello stile XXX" e l'altra è la categoria personale col nome e cognome dell'autore (o se è più noto solo lo pseudonimo --> vedere come è intitolata la voce di wikipedia), che va creata se non esiste, e che deve contenere almeno la pagina sull'autore e la sottocategoria "Dipinti".
  2. Sulla sede (dipinti a CittàYYY/Dipinti nel Museo ZZZ). Se non esiste va creata oppure si usa la categoria generica della città. Se non esiste nemmeno questa si può prendere in considerazione di crearla, oppure si deve per lo meno segnare il dipinto nella pagina sulla città/comune/museo in cui si trova, per essere incluso non appena qualcuno creerà la categoria.
  3. Sul soggetto (Dipinti su Apollo, dipinti su Gesù, sacre conversazioni, ecc.). Vedere la Categoria:Soggetti pittorici.

SculturaModifica

Ogni voce di scultura deve avere almeno quattro categorie:

  1. Sull'autore, che va creata se esistono almeno due/tre voci) o sullo stile. Una categoria per autore deve avere almeno tre sottocategorie: Sculture per autore, Sculture per scuola e quella del nome e cognome dell'autore. Se un autore è anche pittore, architetto, ecc, può essere utile creare un'altra sottocategoria "Opere di".
  2. Sulla sede (es. Categoria:Sculture a Roma, Categoria:Sculture nel Bargello)
  3. Sul materiale: vedi Categoria:Sculture per materiale
  4. Sul soggetto: vedi Categoria:Sculture per soggetto

Altre opere d'arteModifica

Ogni voce di opere d'arte non comprese sopra deve avere almeno due categorie:

  1. Una sul tipo di oggetto (scegliere da Categoria :Opere d'arte, se mancante crearla ex-novo ispirandosi a quelle presenti)
  2. Una sulla sede (es. Categoria:Opere d'arte a Roma, da creare se assente)

Fusione di sezioniModifica

In mancanza di informazioni sufficienti a tenere su una sezione, si possono accorpare. Gli accorpamenti più frequenti sono:

Storia e descrizione
Quando si possiedono poche informazioni sulla storia dell'opera d'arte (solo una riga ad esempio) è conveniente metterle insieme alla descrizione, preferibilmente in cima. In genere usato per pagine brevi, questo accorpamento sottintende che nella sezione ci possano essere anche eventuali considerazioni stilistiche o sulla tecnica, senza bisogno di specificarlo nel titolo della sezione.
Descrizione e stile
a volte le considerazioni di stile non sono separabili dalla mera descrizione, perché è più conveniente parlare di tali aspetti via via che ci si sofferma sulla descrizione di un elemento.

NoteModifica

  1. ^ Ma è anche collegato all'attuale era del Kali Yuga, l'era "nera"; infatti le divinità delle ere precedenti furono rispettivamente di colore bianco, rosso e giallo che con il nero sono i colori attribuiti anche ai quattro varṇa rispettivamente: dei brāhmaṇa, degli kṣatriya, dei vaiśya e dei śūdra.
  2. ^ Per alcune tipologie la collocazione avrà forma differente. Si pensi ad un happening o ad una performance: si indicheranno i luoghi in cui sono avvenuti/stati rappresentati. Una voce di enciclopedia, sciolta da esigenze catalografiche o collezionistiche potrà considerare opera d'arte l'evento dando tutte le notizie relative alla documentazione se esiste, e indicando se di documentazione si tratta o se dotata di valenze propositive autonome.

Tre passi deve fare infatti l'adhvaryu tra lo spazio della vedi e lo āhavanīya per compiere lo yajña vedico, così come fece Viṣṇu quando generò lo "spazio" cosmico.

Viṣṇu è quindi localizzato nello stesso palo collocato al centro dello spazio sacrificale come asse cosmico che unisce il cielo dei Deva con la terra degli uomini consentendo loro di comunicare: i primi elargendo beatitudini, i secondi inviando doni e suppliche[1].

Egli è anche amico di Indra, il dio guerriero che durante la conquista dell'India da parte degli Indoari diviene di massima importanza per queste popolazioni di nomadi invasori.

Viṣṇu nell'InduismoModifica

 
Viṣṇu-Nārāyaṇa, sdraiato sul Shesha, con Lakshmi e Brahmā (XVIII secolo). In questa raffigurazione Nārāyaṇa è presentato al momento di una nuova era: dall'ombelico sorge un loto (che simboleggia l'avvio dell'emanazione) su cui è assiso Brahmā, il dio della emanazione, qui presentato con la barba e quindi come Pitāma (grande padre [degli dèi]). Brahmā ha quattro volti, uno per ogni Veda da lui recitato: Est il Ṛgveda, Ovest il Sāmaveda, Nord l'Atharvaveda, Sud lo Yajurveda. Dopo l'emersione di Brahmā si desta la paredra di Nārāyaṇa, la dea Lakshmi che gli massaggia i piedi. La descrizione hindu del processo di genesi dell'universo, pur avendo origini vediche, si è definita con la letteratura raccolta nella Smṛti in particolar modo in quella puraņica.

Gli avatāra di ViṣṇuModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Avatāra.

IconografiaModifica

Nelle rappresentazioni artistiche e devozionali dell'Induismo Viṣṇu indossa spesso una corona (kirīṭa mukuṭa, corona regale che lo individua come Cakravartin, "Signore dei mondi"); con le quattro braccia regge i suoi attributi: il disco o ruota (chakra) nel duplice significato di "ruota" solare o del carro celeste che trasporta la divinità solare e di "disco" inteso come arma da lancio e quindi con il significato di potere e protezione, esso ha il nome di Sudarśana ("Bello da vedere"); la mazza (gadā) che ha il nome di Kaumodakī, l'arma con cui Viṣṇu uccise il demone Gadaa, essa simboleggia anche il potere del tempo che tutto distrugge; la conchiglia (śaṅka, il tritone lucido) è anch'essa un'arma in quanto soffiandoci dentro procura un suono che atterrisce i demoni e li fa fuggire, il nome della śaṅka di Viṣṇu è Pāñcajanya dal demone a cui la strappò Pāñcajana ("Cinque elementi"); il fiore di loto (padma) simbolo della divinità solare.

I nomi di ViṣṇuModifica

Come altre divinità hindu, Viṣṇu conserva diversi altri nomi e appellativi tradizionalmente elencati nel Viṣṇusahasranāma ("I mille nomi di Viṣṇu "), contenuto all'interno del Mahābhārata. In questo elenco Viṣṇu è celebrato come il Dio Supremo.

NoteModifica

  1. ^ Jan Gonda Op.cit..

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