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Vita spericolata

canzone di Vasco Rossi del 1983
Vita spericolata
ArtistaVasco Rossi
Autore/iVasco Rossi e Tullio Ferro
GenereRock
Edito daCarosello Records
Pubblicazione
IncisioneBollicine
Data1983
Durata4 min e 46 s

Vita spericolata è una celebre canzone scritta da Vasco Rossi per il testo e da Tullio Ferro per la musica, presentata per la prima volta nel 1983 al XXXIII Festival di Sanremo dallo stesso Rossi, dove si classificò al penultimo posto. La canzone fu pubblicata come 45 giri insieme a Mi piaci perché ed inserita nell'album Bollicine (1983).

È una delle canzoni italiane più conosciute dai giovani ed è stata ripresa da numerosi artisti tra cui Francesco De Gregori che la inserì nel suo album Il bandito e il campione che vendette 500.000 copie e Massimo Ranieri nell'album Canto perché non so nuotare...da 40 anni. Anche Gino Paoli termina la sua Quattro amici con l'inciso di Vita spericolata, cantato per l'occasione dallo stesso Vasco.

Esiste anche una versione inglese della canzone cantata da Tullio Ferro, coautore di questa e di altre canzoni di Vasco Rossi e di Lucio Dalla.[senza fonte]

Il brano, nella sua prima stesura, doveva essere dedicato ad una ragazza di nome Licia. Il riferimento al Roxy Bar è un omaggio ai versi di Che notte di Fred Buscaglione. L'ispirazione del testo venne a Vasco Rossi durante un pomeriggio piovoso a Cagliari, nelle ore precedenti a un concerto nell'estate del 1982. Il Roxy Bar accennato nella canzone fu il titolo di un famoso programma di Red Ronnie trasmesso negli anni novanta da Videomusic.[1]

CuriositàModifica

  • La canzone fu utilizzata (uno dei pochi casi che Vasco Rossi abbia consentito l'utilizzo delle sue canzoni per uso commerciale, come accade successivamente nel 2005 dove fu usato come jingle Senza parole in uno spot della Fiat) in uno spot della "Chicco" nel 1995.

NoteModifica

  1. ^ "La canzone Vita Spericolata? L'ho scritta in Sardegna nel 1982" - Cronaca Italiana - L'Unione Sarda.it, su unionesarda.it, 14 luglio 2014. URL consultato il 7 settembre 2016.

Collegamenti esterniModifica