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Vitaliano Ravagli (Imola, 23 luglio 1934[1]Lugo, 16 agosto 2011) è stato un antifascista italiano. È noto per aver scritto, insieme al collettivo Wu Ming, il romanzo Asce di guerra, in cui si narra l'esperienza autobiografica di Ravagli dai tardi anni trenta fino al 1958.

Indice

BiografiaModifica

Dopo un'infanzia segnata dalla povertà e dalle sofferenze della guerra, lavorò come falegname in varie botteghe e in una cooperativa; allo stesso tempo si prendeva cura dei familiari, in gran parte affetti da tubercolosi[2].

Attivista comunista, noto anche con il nome di battaglia Gap[3], tra la fine degli anni quaranta e i primi anni cinquanta partecipò a numerose manifestazioni operaie, avendo frequenti scontri con le forze dell'ordine. Nel 1948 si iscrisse alla FGCI, pur collocandosi su posizioni critiche rispetto allo scarso slancio rivoluzionario del Partito[4].

Nel 1956 disertò il servizio di leva e si recò clandestinamente a combattere nel Laos, in una brigata comunista che fiancheggiava il Viet Minh. Dopo quattro mesi rientrò in Italia e svolse il servizio militare in una compagnia di disciplina, il 21° Genio Pontieri di Trani. Nel 1958, terminato il periodo di leva e incapace di riadattarsi alla vita quotidiana, decise di fare ritorno nel Laos[5].

Nuovamente rientrato in Italia, si è sposato ed ha avuto due figli. La sua storia, narrata in due autobiografie pubblicate a proprie spese, I sentieri dell'odio e Il prato degli uomini spenti, è tuttavia rimasta sconosciuta ai più fin quando Ravagli è stato presentato ai Wu Ming da Carlo Lucarelli ed è nata l'idea di Asce di guerra[6].

PolemicheModifica

Vitaliano Ravagli è stato attaccato in più circostanze da quotidiani di centrodestra. In particolare, sono state oggetto di articoli fortemente polemici la partecipazione ad un dibattito all'Università di Perugia nel 2001[7] e la proiezione del documentario Le guerre di Vitaliano. Il vietcong romagnolo avvenuta in due circoli romani di Rifondazione Comunista nel 2003[8]. Repliche a tali articoli sono presenti nel sito della Wu Ming Foundation[9][10].

NoteModifica

  1. ^ Wu Ming, Lettera di Vitaliano Ravagli agli iscritti a «Giap» e al movimento globale (5 luglio 2001), in Giap!, Torino, Giulio Einaudi Editore, 2003, p. 75, ISBN 88-06-16559-3.
  2. ^ Vitaliano Ravagli, Wu Ming, Asce di guerra, Milano, Marco Tropea Editore, 2000, pp. 48, 126, 158, 170., ISBN 88-438-0269-0.
  3. ^ Ravagli, Wu Ming, cit., pag. 129.
  4. ^ «Continuavo a chiedermi quando avremmo cominciato a fare sul serio, ma non succedeva niente». Ravagli, Wu Ming, cit., pag. 173. È cruciale anche la questione della cosiddetta Resistenza tradita: «Tutte le speranze di quelli che avevano combattuto contro il fascismo e l'occupazione tedesca sono andate in frantumi tra la fine degli anni quaranta e l'inizio dei cinquanta grazie a una serie di provvedimenti ed epurazioni a rovescio. Anziché cacciare i fascisti dall'amministrazione venivano cacciati gli antifascisti» ( Wu Ming, Estratti dall'intervista-fiume di Wu Ming I alla rivista «Arranca» e al giornale «Jungle World», Berlino, in un parco del quartiere Kreuzberg, 13 ottobre 2001, in Giap! (cit.), pp. 231-232..
  5. ^ Delle esperienze di guerriglia e delle durissime condizioni di vita nella giungla è dato ampio e dettagliato resoconto nella seconda parte di Asce di guerra. In Wu Ming, Estratti dall'intervista-fiume di Wu Ming I (cit.), a pagina 231 si legge: «Lui e altri dovevano proteggere questi convogli sotto la guida di un istruttore arrivato dalla Cina, proteggerli dagli assalti sia del governo laotiano che combatteva contro la propria guerriglia (il Pathet Lao), sia dagli indigeni Hmong armati dalla Cia, con scontri a fuoco molto cruenti, dentro alla giungla tropicale dove ci si muoveva al buio perché la vegetazione era fittissima, e l'escursione termica tra sole e ombra ti lasciava letteralmente stremato. È rimasto là otto mesi, un ragazzo di ventitré anni da Imola si trova tutto a un tratto dall'altra parte del pianeta, a undicimila chilometri di distanza dalla Romagna, in mezzo a gente che non parla la sua lingua. Si trova a dover sparare, a doversi cagare nei pantaloni perché non c'è possibilità di fermarsi (c'erano queste marce continue ed estenuanti), mangiando pochissimo, ammalandosi».
  6. ^ «[Lucarelli] ci mostrò i libri di Ravagli, I sentieri dell'odio e Il prato degli uomini spenti. Sfogliandoli, capimmo che dovevamo conoscerlo. Carlo si offrì di organizzare l'incontro. Pensavamo fosse solo un buono spunto per una sotto-trama di 54» ( Wu Ming, Premessa 2005, in Asce di guerra, Einaudi, 2005, ISBN 88-06-17607-2.)
  7. ^ Francobaldo Chiocci, Ore 16, lezione di odio: "Con i nuovi fascisti fate come me, sparate", in Il Giornale, 31 marzo 2001, p. 18.
  8. ^ Uccidere un fascista? Si deve fare, in Libero, 18 maggio 2003, p. 1.
  9. ^ "Il Giornale" attacca Vitaliano Ravagli, su wumingfoundation.com. URL consultato il 21-06-09.
  10. ^ Fogliaccio antifrastico attacca Vitaliano Ravagli, su wumingfoundation.com. URL consultato il 21-06-09.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN17401435 · ISNI (EN0000 0000 0922 8563 · BNF (FRcb13745120q (data)