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Vito Casalinuovo (San Vito sullo Ionio, 21 febbraio 1898Dongo, 28 aprile 1945) è stato un militare italiano.

BiografiaModifica

Nato in una famiglia benestante (il padre, omonimo, fu sindaco del suo paese natio), dopo il conseguimento della maturità classica si arruolò volontario nell'esercito per combattere la Prima guerra mondiale, da cui uscì mutilato alla mano destra. Nel 1920 diviene Sottotenente e successivamente raggiunse il grado di Maggiore. Il 13 luglio 1921 si iscrive al Partito Nazionale Fascista, il 1º febbraio 1923 si arruola nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale e nel 1927 fa parte di un Reparto Speciale di scorta al Capo del Governo.

Comandante delle Coorte Autonoma di Oristano, partecipa da volontario alla guerra d'Etiopia con la 3. Divisione Camicie Nere “21 aprile” e alla guerra civile spagnola con il Corpo Truppe Volontarie. Dal 24 maggio 1939 al 15 agosto 1941 comanda a Rodi la 221. Legione Egea “Conte Verde” con il grado di Console. Dal 1º ottobre 1941 è responsabile del Quartier Generale del Comando Generale MVSN ed è mobilitato nello Stato Maggiore dell'Esercito per incarichi speciali.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 aderisce alla Repubblica Sociale Italiana ed è uno degli otto giudici scelti a presiedere il processo di Verona contro i gerarchi che aderirono all'ordine del giorno Grandi. Nel luglio 1943 diventa ufficiale della Repubblica di Salò.Colonnello della Guardia Nazionale Repubblicana, il 3 settembre 1944 diventa Ufficiale d'Ordinanza del Duce. Segue Mussolini negli ultimi, convulsi giorni dell'aprile 1945 ma viene preso prigioniero dai partigiani della 52ª Brigata Garibaldi "Luigi Clerici" che li bloccarono sulla strada verso la Valtellina. Fu fucilato a Dongo.

BibliografiaModifica

  • Riccardo Colao, Vito Casalinuovo, l'ultimo console, Titani Editori, 2015.
  • Nicola Sinopoli, Vito Casalinuovo, G. Greco Editore, 1992.
Controllo di autoritàVIAF (EN88723259 · ISNI (EN0000 0000 6254 3247