Vittorio Amedeo Ranuzzi de' Bianchi

arcivescovo cattolico e cardinale italiano
Vittorio Amedeo Ranuzzi de' Bianchi
cardinale di Santa Romana Chiesa
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Incarichi ricoperti
 
Nato14 luglio 1857 a Bologna
Ordinato presbitero14 maggio 1880 dal cardinale Lucido Parocchi
Nominato vescovo22 giugno 1903 da papa Leone XIII
Consacrato vescovo5 luglio 1903 dal cardinale Pietro Respighi
Elevato arcivescovo27 novembre 1911 da papa Pio X
Creato cardinale4 dicembre 1916 da papa Benedetto XV
Deceduto16 febbraio 1927 (69 anni) a Roma
 

Vittorio Amedeo Ranuzzi de' Bianchi (Bologna, 14 luglio 1857Roma, 16 febbraio 1927) è stato un arcivescovo cattolico e cardinale italiano.

BiografiaModifica

Nacque a Bologna il 14 luglio 1857, da una delle famiglie più nobili della città, conti di Porretta nonché di Pian del Voglio nel palazzo Ranuzzi di Via S.Stefano 43, già Vizzani,Lambertini,Ranuzzi ora Sanguinetti, primogenito di Giancarlo Ranuzzi (1833-1892) e Cesarina de' Bianchi dei Conti di Piano.Venne battezzato avendo per padrino il conte Giuseppe de' Bianchi e per madrina la contessa Teresa Bianchetti.Ricevette il sacramento della confermazione nel 1865. Compì con somma lode gli studi, fu erudito nelle lettere, nelle scienze, nella teologia ed in giurisprudenza; ebbe tra gli insegnanti di filosofia il dotto canonico Francesco Battaglini, poi cardinale e arcivescovo di Bologna. Sentendo una forte vocazione religiosa nonostante fosse il primogenito, che di solito era destinato alla prosecuzione della dinastia, entrò nel Seminario arcivescovile di Bologna e fu ordinato sacerdote per l'arcidiocesi di Bologna il 13 Marzo 1880 dal cardinale Lucido Maria Parocchi, arcivescovo di Bologna. Il giorno seguente celebrò la prima messa nella chiesa parrocchiale della SS.Trinità assistito dal suo parroco e padrino di Cresima Monsignor Nicola Zoccoli e dallo zio P. Lodovico Ranuzzi fratello di suo padre. Svolse il ministero pastorale nell'Arcidiocesi di Bologna, frequentando al contempo il Collegio teologico di Bologna, dove nel 1882 fu dichiarato dottore in teologia, e in ambo le leggi "utroque iure", sia diritto canonico che civile il 27 Luglio 1886. Il suo primo campo di apostolato sacerdotale fu l'assistenza e l'educazione spirituale di giovani che frequentavano le scuole notturne della sua parrocchia (Ss. Trinità di Via S.Stefano), fondate da Monsignor Bedetti e largamente beneficate dal padre Gian Carlo Ranuzzi. Don Vittorio Amedeo teneva i corsi di Storia Sacra e di Liturgia, che in quelle scuole si insegnavano con il " catechismo superiore": il disegno, la calligrafia, l'italiano, l'aritmetica e la musica. Riusciva a conciliare l'attività di studio con quelle diocesane: oltre alla direzione delle già menzionate scuole notturne della Ss.Trinità, anche quella della congregazione festiva di S.Maria degli Angeli, organizzava pellegrinaggi come nel 1888 a Roma per il giubileo di Leone XIII e meritori intrattenimenti specialmente musicali e teatrali in collaborazione con il fratello Pio Gaspare ed il cugino Ferdinando. Apprezzato per i suoi studi e titoli conseguiti non poteva passare inosservato nella Curia bolognese e l'arcivescovo Lucido Maria Parocchi lo volle tra i sacerdoti in Curia, nominandolo prima canonico onorario del Capitolo della Chiesa metropolitana di S.Pietro nel 1885 e dal 1892 primicerio del capitolo metropolitano ed affidandogli il compito di direttore spirituale del seminario, oltre che di docente dello stesso dal (1894-1899 ). Con decreto del re Umberto I del 26 Aprile 1894 fu autorizzato ad aggiungere, insieme al fratello Pio Gaspare e alla sorella Margherita, al proprio cognome quello di dè Bianchi della madre, conti di Piano senza discendenti maschi e iniziando un nuovo ramo dei conti Ranuzzi. Ma la fama di Ranuzzi varcava ormai le soglie della diocesi di Bologna verso Roma. Papa Leone XIII lo nominò nel 1899 prelato domestico di Sua Santità e dopo una brevissima permanenza nella Segreteria di Stato il 13 settembre di quell'anno lo inviò consigliere presso la nunziatura in Francia a servizio del cardinale Benedetto Lorenzelli, assieme al quale si prodigò per l'aiuto e l'assistenza agli emigranti italiani a Parigi. Era un momento difficile, quale fu quello della nunziatura di Monsignor Benedetto Lorenzelli quando affiorarono nuovamente le difficoltà poste dal governo francese alla libertà ed alla dignità della Santa Sede. In quel periodo Monsignor Ranuzzi oltre agli affari correnti, ebbe a cuore, come già detto,la situazione degli emigranti italiani a Parigi e collaborò con quell'arcivescovo per dare loro aiuto ed assistenza. Espletò la carica con diplomazia, rettitudine e fermezza.L'opera di Ranuzzi fu ricompensata con la maggior onorificenza francese, infatti il ministro degli esteri Delcassè lo insignì della commenda della Legion d'onore, la massima onorificenza francese. Ritornato in Italia nel 1903, venne consacrato vescovo il 12 luglio dello stesso anno a Roma, nella cappella delle Nobili Oblate di Tor de' Specchi, per le mani del cardinale Pietro Respighi, bolognese, vicario generale di Roma, assistito dagli arcivescovi Giuseppe Costantini, titolare di Patrasso, ed Elemosiniere di Pio X e da Rafael Merry del Val, titolare di Nicea, Presidente della Pontificia Accademia Ecclesiastica, il futuro Segretario di Stato di Pio X. La letizia di quel giorno fu turbata dalle notizie provenienti dal Vaticano e recate al cardinale vicario proprio durante il banchetto in onore del nuovo vescovo: il Papa Leone XIIi che stava ormai spegnendosi (ma sopravviverà ancora quindici giorni ), avrebbe ricevuto nel pomeriggio il Viatico per cui si intimava a Respighi e al suo seguito di presenziare alla cerimonia. Ma la brillante carriera del Vescovo Ranuzzi non si interruppe, anzi resasi vacante la sede della diocesi di Recanati e Loreto in seguito alla morte di Monsignor Guglielmo Giustini avvenuta il 27 Aprile 1903 con bolla pontificia del 22 giugno 1903,munita del Regio Exequatur con decreto del 26 Novembre dello stesso anno, Vittorio Amedeo fu nominato da Pio X, Vescovo di Loreto e Recanati e prese possesso della diocesi l'8 dicembre seguente, e nei successivi otto anni curò la crescita del culto nella Basilica. Per otto anni si dedicò al suo episcopato. Il programma di Ranuzzi inspirato a S.Francesco di Sales si concretizzò oltre che nel ripristino dell'osservanza ai precetti della Chiesa, agì risolutamente contro gli abusi e le ingiustizie, cose per cui arrivò ad essere minacciato di morte. Si adoperò per la promozione dell'oratorio festivo della gioventù, con la quale, come già un tempo a Bologna, amava trovarsi, nell'insegnamento della dottrina cristiana in ogni parrocchia, nel riguardo per la formazione del clero in seminario, nello zelo pastorale delle Visite che per due volte in soli otto anni compì in ogni angolo della diocesi, nella carità verso i poveri ai quali distribuiva ogni settimana il pane da lui benedetto e verso la caritatevole Società di S.Vincenzo dè Paoli, del qual Santo era del resto devoto, portandone pure il nome, senza dire delle continue elemosine e dei lavori edilizi ordinati e condotti a termine in vescovado. Fondò una commissione liturgica, una commissione artistico-musicale, un collegio di Censori. Venne anche incaricato da Pio X di una delicata missione presso don Romolo Murri, negli anni del dissenso fra il Vaticano ed il cattolicesimo politico, di convincere Don Romolo Murri a non osteggiare i voleri della Chiesa. Il 27 novembre 1911 fu innalzato da papa san Pio X ad arcivescovo titolare di Tiro, nominandolo tre giorni dopo suo Maestro di Camera. Appena eletto al soglio pontificio, Benedetto XV, succeduto a Pio X,stimandolo, conoscendolo di persona e avendo apprezzato l'opera svolta a Parigi,ed essendo stato arcivescovo di Bologna lo promosse come Maggiordomo di sua santità (era il 7 settembre 1914), ufficio che era stato vacante per molti anni, ed egli ebbe modo di esercitare subito quella funzione incominciando dall'incoronazione del nuovo pontefice.

Papa Benedetto XV lo elevò al rango di cardinale, con il titolo di Santa Prisca ,datogli tre giorni dopo, nel concistoro del 6 dicembre 1916, ma un paio di mesi prima della creazione, il Papa aveva voluto che in via riservata fosse lo stesso suo Maggiordomo ad annunciare la nomina alla madre Cesarina, la quale rispose con una nobilissima lettera piena di riconoscenza. Il medesimo pontefice, con un breve del 9 giugno 1919, lo nominò protettore del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio.

Tre anni dopo visitò le diocesi di Loreto e Recanati accolto festosamente da quelle genti (Omaggio ricordo a Sua Eminenza il cardinale Vittorio Amedeo Ranuzzi de Bianchi, Recanati 8 Dicembre 1919, e Commemorazione dell'E.mo cardinale Conte Vittorio Amedeo Ranuzzi dè Bianchi tenuta da S.E. Monsignor Pio Guizzardi nell'adunanza dei LXX il 12 novembre 1942,Bologna 1943).

Dal 2 al 6 febbraio 1922 partecipò al Conclave che vide eletto papa Pio XI. Il 10 settembre 1922 fu, insieme al cardinale Giovanni Tacci Porcelli, il primo cardinale a volare, per recarsi a Loreto a bordo di un Caproni pilotato dal colonnello Armani per un convegno in onore della Madonna di Loreto, patrona degli aviatori. Fu camerlengo del Sacro Collegio Cardinalizio dal 30 Marzo 1925 al 21 Giugno 1926. L'8 Dicembre 1926 presiedette la cerimonia dell'incoronazione della Beata Vergine Refugium Peccatorum a S.Michele ai Corridori (Roma). In quella occasione, tre mesi prima della sua morte fu eseguito quello che fu l'ultimo ritratto fotografico.Volle la decorazione della cupola ad affresco della Beata Vergine di S.Luca ad opera del suo pittore preferito Giuseppe Cassioli. È raffigurata l'invocazione alla Madonna regina della pace da parte del Pontefice Benedetto XV tra i prelati bolognesi Cardinal Vittorio Amedeo Ranuzzi de Bianchi e cardinal Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano, arcivescovo di Bologna, che avevano voluto l'opera realizzata tra il 1922 e il 1932. Già cavaliere di onore e devozione, il 9 Marzo 1921 fu promosso balì gran croce d'onore e devozione dell'Ordine di Malta, cavaliere di gran croce del Sovrano Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, cavaliere dell'Ordine Gerosolimitano del Santo Sepolcro, cavaliere dell'Ordine di S.Michele di Baviera e cavaliere dell'Ordine di Francesco Giuseppe d'Austria. La cultura ed esperienza così molteplice acquisita in campo pastorale e diplomatico, resero preziosa la sua opera nelle Congregazioni romane di cui fece parte negli ultimi suoi anni di vita. Appartenne alle Sacre Congregazioni del Concilio, dei Riti, dei Religiosi della Reverenda Fabbrica di S.Pietro di Roma, nonché degli affari ecclesiastici straordinari.

Morì il 16 febbraio 1927 all'età di 69 anni a Roma, cardinale di curia. Il rito funebre fu celebrato nella basilica di S.Maria in Trastevere.La salma trasportata a Bologna nella Metropolitana di S.Pietro il 21 Febbraio lì benedetta fu sepolta nella Cappella gentilizia di famiglia, all'interno del Cimitero monumentale della Certosa,(chiostro IX, braccio di ponente) a Bologna il giorno seguente.

Genealogia episcopale e successione apostolicaModifica

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

Voci correlateModifica

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