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Vittorio Orefice

Vittorio Orefice (Livorno, 15 giugno 1924Roma, 27 ottobre 1998) è stato un giornalista italiano, noto commentatore politico nel Telegiornale serale della Rai.

BiografiaModifica

Nato a Livorno nel 1924 in una famiglia di origine ebraica, durante il secondo conflitto mondiale, per sfuggire alle persecuzioni razziali, insieme con la famiglia si rifugiò a Castelluccio di Norcia, piccolo centro montano in provincia di Perugia[1]. Nel 1944, dopo la liberazione di Roma ad opera degli alleati anglo-americani, Orefice raggiunse la Capitale ove iniziò la carriera giornalistica all'EIAR, l'ente radiofonico nazionale divenuto RAI, per poi laurearsi in giurisprudenza alla Sapienza[2][1].

Capo della redazione politica dell'Agenzia Italia, editorialista, Orefice divenne un volto notissimo al grande pubblico quando iniziò ad apparire quotidianamente sugli schermi televisivi, nell'edizione serale del Telegiornale RAI, indossando un immancabile papillon, per commentare le cronache parlamentari nazionali. Il commento, di orientamento governativo, sullo sfondo del "Transatlantico" di Montecitorio[3], era rigorosamente calibrato ed ordinato secondo la consistenza di ciascun gruppo parlamentare.

Affranto dal tragico suicidio della nipote, giornalista non ancora ventiquattrenne, scrisse un libro sulla depressione giovanile Il male di esistere (Milano, 1996)[4][5]. Pubblicò altri volumi legati alla sua attività professionale: La velina. Giura di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità (Milano, Arnoldo Mondadori, 1988) e Titanic Italia. La partitocrazia: storia di un naufragio annunciato (con Luigi Tivelli, Torino, Nuova ERI, 1993).

Colpito da leucemia, si spense, all'età di settantaquattro anni, nel 1998[2]. Giulio Andreotti, sulle pagine del Corriere della Sera, in occasione della sua morte, lo definì "governativo, ma mai servile"[6].

NoteModifica

  1. ^ a b Fonte: secondo flash dell'Adnkronos. Riferimenti in Collegamenti esterni.
  2. ^ a b Fonte: primo flash dell'Adnkronos. Riferimenti in Collegamenti esterni.
  3. ^ Il "Transatlantico" è la consueta denominazione del lungo e imponente salone, opera dell'architetto Ernesto Basile, posto sul diametro dell'emiciclo del Palazzo di Montecitorio, sede della Camera dei deputati italiana.
  4. ^ Messaggero di sant'Antonio, giugno 1998. Riferimenti in Collegamenti esterni.
  5. ^ Vittorio Orefice, Il male di esistere. Con Alessandra nell'inferno della depressione dei giovani, prefazione di Alessandro Meluzzi, Milano, Mursia, 1996. ISBN 88-425-2105-1.
  6. ^ Fu governativo, ma mai servile. Il ricordo di Andreotti, di G. Andreotti, Corriere della Sera, 28 ottobre 1998, p. 2, Archivio storico.

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Controllo di autoritàVIAF (EN21232838 · ISNI (EN0000 0000 3057 2764 · SBN IT\ICCU\CFIV\087085 · LCCN (ENn88134191 · WorldCat Identities (ENn88-134191