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Vittorio Premoli

militare italiano

Vittorio Premoli (Vipacco, 1917 – ...) è stato un militare italiano.

BiografiaModifica

Premoli era un soldato del 57º fanteria; all'indomani dell'armistizio si batté contro i tedeschi nella zona di Ponte Grillo a Monterotondo (provincia di Roma), rimanendo gravemente ferito. Al momento di essere dimesso dall'ospedale riuscì a fuggire, evitando così di essere deportato. Venne congedato nel 1946. Fu insignito di medaglia d'oro al valor militare.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Durante l’attacco su Monterotondo, porta munizioni di un gruppo mitragliatori, vistisi cadere attorno colpiti a morte da raffiche di mitra a bruciapelo il caposquadra, il portarme e un fornitore e per quanto ferito egli stesso ad una spalla, afferrato il mitragliatore di uno dei caduti, balzava dietro un riparo e faceva fuoco sui nemici, abbattendone diversi. Rimasto solo, accerchiato, ferito due volte balzava nuovamente in piedi ed afferrata l’arma per la canna si faceva largo tra gli assalitori abbattendone altri. Approfittando di questo fatto e benché ferito per la quarta volta, riusciva a raggiungere la compagnia che nel frattempo era venuta avanti. Medicato sommariamente sul campo delle sue quattro ferite, di cui tre gravi, non emetteva un lamento. Ricoverato all’ospedale, rimessosi grazie alla sua eccezionale costituzione fisica, dopo più di due mesi di dolorosi interventi chirurgici che non riuscivano però a salvargli il libero uso del braccio, veniva preso dai tedeschi per essere trasportato al Nord. Con forza d’animo veramente eccezionale, sebbene ancora con le ferite non rimarginate, si lanciava dall’autombulanza in corsa e si dava alla macchia. Monterotondo (Roma), 9-10 settembre 1943 - gennaio 1944.»
— [1].

NoteModifica

  1. ^ Presidenza della Repubblica, Premoli, Vittorio . Medaglia d'oro al valor militare, su quirinale.it. URL consultato il 3 novembre 2014.

BibliografiaModifica

  • B.P.Boschesi - Il chi è della Seconda Guerra Mondiale - Mondadori Editore, 1975, Vol. II, p. 111