Volfango del Palatinato-Zweibrücken

nobile tedesco

Volfango del Palatinato-Zweibrücken (Zweibrücken, 26 settembre 1526Nassum, 11 giugno 1569) era membro del casato di Wittelsbach dei conti palatini e duca di Zweibrücken dal 1532 al 1559.

Volfango del Palatinato-Zweibrücken
Bildnis des Pfalzgrafen Wolfgang von Zweibrücken-Neuburg.jpg
Ritratto di Volfango del Palatinato
Conte palatino e Duca di Zweibrücken
Stemma
Stemma
In carica3 dicembre 1532 –
11 giugno 1569
PredecessoreLuigi II
SuccessoreGiovanni I (Zweibrücken)
Ottone Enrico (Sulzbach)
Federico (Vohenstrauss-Parkstein)
Carlo I (Birkenfeld)
Conte palatino e Duca di Neuburg
In carica1557 –
11 giugno 1569
PredecessoreOttone Enrico
SuccessoreFilippo Luigi
NascitaZweibrücken, 26 settembre 1526
MorteNexon, 11 giugno 1569 (42 anni)
Luogo di sepolturaChiesa del castello di Meisenheim
Casa realeWittelsbach
PadreLuigi II del Palatinato-Zweibrücken
MadreElisabetta d'Assia
ConsorteAnna d'Assia
FigliCristina
Filippo Luigi
Giovanni
Anna
Elisabetta
Ottone Enrico
Federico
Barbara
Carlo
Maria Elisabetta
ReligioneLuteranesimo

BiografiaModifica

Era l'unico figlio maschio di Luigi II, conte palatino di Zweibrücken e di sua moglie Elisabetta d'Assia, figlia di Guglielmo I, langravio d'Assia. Suo padre morì nel 1532, così la reggenza del Palatinato-Zweibrücken passò al fratello minore di Luigi, Roberto fino al 1543. Nel 1557 Volfango ricevette il territorio del Palatinato-Neuburg in conformità del contratto di Heidelberg. Nel 1548 l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V occupò i suoi territori protestanti reintroducendo le pratiche cattoliche. L'imposizione durò fino al 1552. La pace di Augusta del 1555 pose fine al conflitto religioso e nel 1557 diversi stati ecclesiastici in Germania furono secolarizzati, alcuni dei quali andarono a Volfango. Nel 1566 prestò servizio come ufficiale di cavalleria nelle guerre turche.

Nel 1569 giunse in aiuto degli ugonotti francesi con 14.000 mercenari durante la "terza guerra" delle guerre di religione francesi (il suo intervento fu finanziato dalla regina Elisabetta I d'Inghilterra). Invase la Borgogna, ma fu ucciso nel conflitto.

Fu sepolto a Meisenheim.

SuccessioneModifica

Dopo la sua morte, le terre di Volfango furono divise fra i suoi cinque figli maschi, che poi crearono tre rami: Filippo Luigi (casato del Palatinato-Neuburg), Giovanni (casato del Palatinato-Zweibrücken) e Carlo (casato del Palatinato-Birkenfeld). Ottone Enrico e Federico non ebbero figli sopravvissuti.

Il casato del Palatinato-Neuburg ereditò l'elettorato del Palatinato nel 1685 ed il suo ramo cadetto del Palatinato-Sulzbach anche la Baviera nel 1777. Il casato del Palatinato-Birkenfeld ereditò poi l'elettorato del Palatinato e la Baviera nel 1799. Il Casato del Palatinato-Zweibrücken contribuì alla monarchia in Svezia dal 1654 in poi attraverso il suo ramo cadetto Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg.

Famiglia e figliModifica

Volfango sposò nel 1545 Anna d'Assia, figlia di Filippo I, langravio d'Assia. Ebbero i seguenti figli:

AscendenzaModifica

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Ludovico I, duca del Palatinato-Zweibrücken Stefano, duca del Palatinato-Simmern  
 
Anna di Veldenz  
Alessandro, duca del Palatinato-Zweibrücken  
Giovanna di Croÿ Antonio I, signore di Croÿ  
 
Margherita di Vaudémont  
Ludovico II, duca del Palatinato-Zweibrücken  
Crato VI, conte di Hohenlohe-Weikersheim Crato V, conte di Hohenlohe-Weikersheim  
 
Margareta di Oettingen  
Margherita di Hohenlohe-Weikersheim  
Elena di Württemberg-Stuttgart Ulrico V, conte di Württemberg-Stoccarda  
 
Margherita di Savoia  
Volfango, duca del Palatinato-Zweibrücken  
Ludovico II, langravio d'Assia Ludovico I, langravio d'Assia  
 
Anna di Sassonia  
Guglielmo I, langravio d'Assia  
Matilde di Württemberg-Urach Ludovico I, conte di Württemberg-Urach  
 
Matilde del Palatinato  
Elisabetta d’Assia  
Guglielmo IV, duca di Braunschweig-Lüneburg Guglielmo I, duca di Braunschweig-Lüneburg  
 
Cecilia di Brandeburgo  
Anna di Braunschweig-Lüneburg  
Elisabetta di Stolberg Botone VII, conte di Stolberg  
 
Anna di Schwarzburg-Blankenburg  
 

NoteModifica


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