Volpago del Montello

comune italiano

Volpago del Montello (IPA: /vol'pago del mon'tɛllo/; Volpago in veneto, IPA: /vol'pago/) è un comune italiano di 10 033 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Volpago del Montello
comune
Volpago del Montello – Stemma
Volpago del Montello – Bandiera
Volpago del Montello – Veduta
Volpago del Montello – Veduta
Villa Spineda
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Veneto
Provincia Treviso
Amministrazione
SindacoPaolo Guizzo (LSP - centro-destra) dal 5-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021)
Territorio
Coordinate45°47′N 12°07′E
Altitudine94 m s.l.m.
Superficie44,82 km²
Abitanti10 033[1] (30-6-2023)
Densità223,85 ab./km²
FrazioniSanta Maria della Vittoria, Selva del Montello, Venegazzù
Comuni confinantiCrocetta del Montello, Giavera del Montello, Montebelluna, Moriago della Battaglia, Paese, Ponzano Veneto, Povegliano, Sernaglia della Battaglia, Trevignano
Altre informazioni
Cod. postale31040
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026093
Cod. catastaleM118
TargaTV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 436 GG[3]
Nome abitantivolpaghesi
Patronosanta Maria Maddalena
Giorno festivo22 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Volpago del Montello
Volpago del Montello
Volpago del Montello – Mappa
Volpago del Montello – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Origini del nome

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Volpago - o, più precisamente, la sua chiesa - è citata per la prima volta nel 1297: Plebes S. Marie de Bolpago[4].

Una paraetimologia popolare crede significhi "paese delle volpi", ma la teoria più probabile lo ritiene un prediale legato a un Vulpius, con suffisso aggettivale -acus[5][4]. Un'ulteriore ipotesi, riprendendo l'antica forma Bolpagus, individua la radice bol-, di origine tardo-barbarica e significante "terra rossa", e un suffisso -pagus che in latino indica una piccola circoscrizione territoriale, ovvero un villaggio; Volpago starebbe quindi a significare "paese della terra rossa", cosa confermata dalle caratteristiche geologiche del territorio[6].

La specifica "del Montello", riferito agli eventi della prima guerra mondiale, è stato aggiunto con R. D. del 24 maggio 1925 n. 1105[4].

Le civiltà antiche hanno lasciato consistenti tracce in tutto il territorio. Si tratta di reperti risalenti alla preistoria, al periodo dei castellieri, ai Paleoveneti e ai Romani. A questi ultimi si deve anche la disposizione di strade e fossati, orientati in direzione nordovest-sudest e sudovest-nordest, secondo la centuriazione del municipium di Tarvisium.

Nel basso medioevo Volpago diventa capopieve, mentre a Selva viene costruito un castello dei nobili Vidoti (o Guidoti). Nel XIV secolo seguì le sorti di Treviso e fu annessa alla Serenissima.

Durante il dominio veneziano, si diffuse stabilità e relativo benessere grazie all'interessamento di alcune famiglie nobili che investirono sull'agricoltura e sulla sericoltura. L'accesso al sovrastante Montello, invece, era vietato, poiché il suo bosco era sfruttato esclusivamente dall'Arsenale.

Alla caduta della Repubblica seguì uno sconvolgimento dei sistemi rurali, politici e religiosi sostituiti dai comuni. Volpago passò poi con tutto il Veneto al Regno Lombardo-Veneto per essere poi unito al Regno d'Italia.

Nel 1870, il comune fu uno dei primi ad essere industrializzato, grazie all'attività dei Gobbato. Alle ville di questa famiglia furono annessi una filanda e uno stabilimento bacologico che diedero lavoro a centinaia di persone provenienti anche dai paesi vicini. Tuttavia, ciò non servì a frenare la diffusa povertà, che provocò una massiccia emigrazione verso l'estero, specialmente in Sudamerica.

In prossimità del fronte del Piave, Volpago si ritrovò in prima linea durante la Grande Guerra, che infuriò soprattutto lungo il versante settentrionale del Montello.

Degli eventi tra le due guerre, da ricordare vi è la Tromba del Montello del 24 luglio 1930, una tromba d'aria che provocò morte e distruzione e danneggiò gravemente la chiesa di Selva.

Durante il secondo conflitto, Volpago vide cadere molti suoi cittadini in guerra, e molti furono pure i tragici rastrellamenti nazi-fascisti.[6]

Dal dopoguerra ad oggi

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Lo sviluppo socio economico del territorio di Volpago fu fortemente caratterizzato fino agli anni sessanta da grandi ondate migratorie che diedero la possibilità, per coloro che restarono, di ricevere le rimesse dai concittadini all'estero, fondamentali per investire nelle imprese e contribuire al miracolo economico che travolse l'Italia nel dopoguerra. Le prime emigrazioni verso l'Europa centrale e il Nord America furono ben presto sostituite da numerose iniziative private piccolo imprenditoriali che fecero uscire il paese dalla realtà rurale. Impressionante fu, negli anni 60-80, il numero di laboratori a conduzione familiare, che produssero un diffuso benessere. La lavorazione degli indotti di grosse realtà industriali tessili, scarpe sportive e attività conserviere costituirono una fonte di occupazione e di guadagno assai generalizzato. La crisi socio-economica dei primi anni '90 ha ridimensionato questa organizzazione non più coerente con le diverse strutture della nuova economia. Attualmente a parte alcune iniziative imprenditoriali, la popolazione ha trovato altre fonti di reddito che permettono un tenore di vita abbastanza buono. Se Volpago infatti, anni fa, poteva essere conosciuto per i suoi insediamenti industriali, ben altre sono attualmente le sue attrattive.[6]

Volpago è anche una terra di cultura e di uomini d'ingegno. L'ing. Ugo Gobbato (1888-1945) diresse l'Alfa Romeo impedendo ai nazisti di trasferire la casa automobilistica e i suoi materiali in Germania. Grandi artisti di Volpago sono Ottorino Stefani (1928-2016), pittore e poeta di fama nazionale, che ha dedicato gran parte dei propri capolavori alle terra natia ed Island Guizzo (1915-1987), pittore deportato nei lager, operante a Roma accanto a grandi personalità come Giorgio De Chirico. La nostra terra è anche aggraziata da numerose opere architettoniche di straordinaria bellezza: nella frazione di Selva vi sono la quattrocentesca Villa Priuli-Barea, la cinquecentesca barchessa di ca' Marcello, la chiesa che ospita le storie di Mosè dei Guardi, Tintoretto e Paolo Veneziano, il più illustre pittore del Trecento veneto; a Volpago si trovano Villa Saccardo ( XVI secolo) e l'ex convento dei Nonantolani e casa Fiorentin, del 1902, unico esempio di architettura Stile Liberty. Terra di cultura, Volpago vede negli ultimi tempi una grande rinascita culturale, un rifiorire di attività ed eventi culturali su iniziativa pubblica e privata, con mostre, manifestazioni, concerti, spettacoli, proiezioni e visite, che ottengono sempre più importanti e riconosciuti successi.

Simboli

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Lo stemma del comune di Volpago del Montello è stato concesso con regio decreto del 5 settembre 1929.[7]

«Di rosso, al monte di verde, movente dalla punta, cimato da un albero di quercia al naturale, accollato da un ramo di vite pampinoso e fruttato d'oro, con due volpi al naturale, rampanti alle falde del monte. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena
  • Chiesa parrocchiale di Volpago, dedicata a santa Maria Maddalena e costruita nel XIX secolo
  • Chiesa Parrocchiale di Selva: Selva possedeva una delle chiese più ricche d'opere d'arte di tutta la diocesi trevigiana. Venne distrutta da una tromba d'aria nel 1930.

Il nuovo tempio vasto ed imponente, di linee architettoniche sobrie ed eleganti, fu progettato dall'architetto F.Scudo. Recentemente, dopo essere state restaurate ad opera della fondazione Cassamarca, sono state ricollocate nella chiesa 6 grandi tele, opere di Giannantonio Guardi, Francesco Guardi e Francesco Fontebasso, rappresentanti storie di Mosè.

  • Santuario S.Maria della Vittoria: costruito dopo la vittoria del 1918, anch'esso su progetto dell'arch. Fausto Scudo, come chiesa parrocchiale della comunità montelliana che si andava va sviluppando all'interno del bosco Montello.
  • Chiesa del Belvedere: inizio sec. XX, su progetto dell'ing. Ignazio Saccardo.
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Venegazzù: importante edificio religioso neoclassico, opera del noto architetto castellano Giordano Riccati.

Architetture civili

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  • Municipio: già villa residenziale di uno dei due rami della famiglia Gobbato.

Poco discosto sorgeva lo stabilimento bacologico.

  • Ca' Duodo: a Martignago, quasi lambita dalla Brentella, spicca nel verde Ca' Duodo, ora Schippa, elegante nella sua veste originale, dopo l'accurato restauro.

Qui nel lontano 1752 fu ospitato il vescovo Paolo Francesco Giustinian.

  • Villa Gobbato: era la villa originaria della famiglia Gobbato.

Oltre il parco si articolava il lungo edificio della filanda, una della più produttive di tutta la Provincia.

  • Casa Dal Zotto: costruzione dalle originarie linee gotico-veneziane di notevole interesse, modificata durante una radicale ristrutturazione avvenuta fra la fine del XIX e inizi XX secolo, probabilmente dopo un lungo periodo di abbandono che comportò gravi crolli dovuti all'incuria, quando furono inseriti alcuni elementi architettonici dal gusto revival, come l'ampio ballatoio e due bifore. Al suo interno sono comunque presenti ampie superfici affrescate, che riportano motivi floreali, frutta e festoni sorretti da putti.

Fu notata anche dall'attento scrittore Giovanni Comisso che la portò come esempio di architettura rurale veneta.

 
Villa Spineda frontale
  • Villa Spineda, Gasparini, Loredàn: si trova nella frazione di Venegazzù la settecentesca villa palladiana rilevata prima dal Gruppo Benetton, poi da Veneto Banca e successivamente dal gruppo bancario Intesa Sanpaolo, è stata completamente restaurata con progetto degli architetti Afra e Tobia Scarpa e del prof. Mora, ma non ne ha previsto l'utilizzo e viene saltuariamente concesso anche il parco per eventi pubblici.[8].

È uno dei pochi esempi del palladianesimo settecentesco in provincia di Treviso. Il progetto iniziale dell'architetto bassanese Giovanni Miazzi (1699-1797) che ne condusse a termine la realizzazione, fu ampiamente rivisto e corretto da Francesco Maria Preti (1701-1774). Il complesso presenta un imponente edificio dominicale, che si sviluppa attorno al pronao centrale, affiancato da due ariose barchesse. Il giardino che precede la facciata è tutto circondato da una peschiera, mentre quello retrostante si spinge alle pendici del Montello. Villa Spineda fu residenza del sen. Jacopo Gasparini, governatore d'Eritrea e Ambasciatore nello Yemen.

  • Barchessa Loredan: imponente barchessa, di inconfondibile stile settecentesco, superstite di una più ampia residenza di campagna, distrutta agli inizi del XIX secolo. Di bellezza straordinaria è il parco naturale che si stende ai suoi piedi.
  • Villa Priuli, Barea: complesso architettonico ottenuto dall'ampliamento di un palazzetto cinquecentesco.

Aree naturali

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Il Montello

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Il Consorzio del Bosco Montello ha messo a disposizione la mappa del percorso della pista ciclabile "La Tradotta" con l’elenco dei nodi e delle vie intersecate. [9]

  Lo stesso argomento in dettaglio: Montello (colle).

Economia

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Lo sviluppo socio-economico del territorio di Volpago è stato fortemente caratterizzato fino agli anni '60 da grandi ondate di emigrazione che hanno dato a chi è rimasto la possibilità di ricevere rimesse dai concittadini all'estero, indispensabili per investire nelle imprese e contribuire al miracolo economico che ha travolto l'Italia dopo la guerra. Le prime emigrazioni verso l'Europa centrale e il Nord America furono presto sostituite da numerose iniziative di piccole imprese private che portarono il Paese fuori dalla realtà rurale. Il numero di laboratori a conduzione familiare che hanno prodotto una prosperità diffusa è stato significativo tra gli anni '60 e '80. Le lavorazioni dell'indotto delle grandi industrie tessili, delle calzature sportive e delle attività conserviere costituivano una fonte molto generale di occupazione e reddito. La crisi socio-economica dei primi anni '90 ha ridotto questa organizzazione che non è più coerente con le diverse strutture della new economy. Attualmente, a parte alcune iniziative imprenditoriali, la popolazione ha trovato altre fonti di reddito che consentono un discreto tenore di vita. Anche se Volpago potrebbe essere stato noto per i suoi insediamenti industriali anni fa, le sue attrazioni sono attualmente molto diverse.[10]

Società

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Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[11]

Etnie e minoranze straniere

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Al 31 dicembre 2022 gli stranieri residenti nel comune erano 566, ovvero il 5,6% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[12]:[13]

  1. Marocco 125
  2. Romania 103
  3. Cina 44
  4. Ucraina 43
  5. Albania 36
  6. Kosovo 31
  7. Moldavia 24

Amministrazione

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Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º settembre 1983 9 agosto 1988 Giovanni Guizzo DC Sindaco [14]
10 agosto 1988 7 giugno 1993 Renato De Marchi DC Sindaco [15]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Mirco Martini Liga Veneta Sindaco [16]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Alvaro Perin Liga Veneta-Lega Nord Sindaco [17]
14 maggio 2001 28 maggio 2006 Alvaro Perin lista civica Sindaco [18]
30 maggio 2006 6 giugno 2011 Roberto Toffoletto lista civica Sindaco [19]
16 giugno 2011 5 giugno 2016 Roberto Toffoletto lista civica Sindaco [20]
6 giugno 2016 4 ottobre 2021 Paolo Guizzo Lega - FI Sindaco [21]
4 ottobre 2021 in carica Paolo Guizzo Lega - FI - FdI - Impegno per Volpago Sindaco [22]

Gemellaggi

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Altre informazioni amministrative

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La denominazione del comune fino al 1925 era Bolpago[23].

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2023 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b c Carla Marcato, Volpago del Montello, in Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 714, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ Francesco Ferrarese, Elementi di toponomastica (PDF), su Montello, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, 2005, p. 102. URL consultato il 29 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2007)..
  6. ^ a b c Storia del Comune, su Comune di Volpago del Montello. URL consultato il 7 aprile 2022.
  7. ^ Volpago del Montello, decreto 1929-09-05 RD, concessione di stemma, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 12 novembre 2022.
  8. ^ Fraternità. Utopia Secondo Cultura
  9. ^ mappa della pista ciclabile la tradotta, su consorziodelboscomontello.it. URL consultato il 6 ottobre 2021.
  10. ^ Storia del Comune, su comune.volpago-del-montello.tv.it. URL consultato il 6 October 2021..
  11. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
    Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno. Fonte: Popolazione residente per territorio - serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
  12. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2022 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 2 agosto 2023.
  13. ^ cittadini-stranieri tuttitalia.it
  14. ^ Eletto il 1º settembre.
  15. ^ Eletto il 29 maggio.
  16. ^ Eletto il 6 giugno.
  17. ^ Eletto il 27 aprile.
  18. ^ Eletto il 13 maggio.
  19. ^ Eletto il 28 maggio.
  20. ^ Eletto il 15 maggio.
  21. ^ Eletto il 5 giugno.
  22. ^ Elezioni comunali, a Volpago, su tribunatreviso.gelocal.it, 4 ottobre 2021..
  23. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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