Volpago del Montello

comune italiano
Volpago del Montello
comune
Volpago del Montello – Stemma
Volpago del Montello – Veduta
Il capitello votivo di San Carlo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of Arms of Veneto.png Veneto
ProvinciaProvincia di Treviso-Stemma.png Treviso
Amministrazione
SindacoPaolo Guizzo (centro-destra) dal 5-6-2016 (2º mandato dal 4-10-2021)
Territorio
Coordinate45°47′N 12°07′E / 45.783333°N 12.116667°E45.783333; 12.116667 (Volpago del Montello)
Altitudine94 m s.l.m.
Superficie44,82 km²
Abitanti10 141[1] (31-8-2021)
Densità226,26 ab./km²
FrazioniSanta Maria della Vittoria, Selva del Montello, Venegazzù
Comuni confinantiCrocetta del Montello, Giavera del Montello, Montebelluna, Moriago della Battaglia, Paese, Ponzano Veneto, Povegliano, Sernaglia della Battaglia, Trevignano
Altre informazioni
Cod. postale31040
Prefisso0423
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT026093
Cod. catastaleM118
TargaTV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 436 GG[3]
Nome abitantivolpaghesi
Patronosanta Maria Maddalena
Giorno festivo22 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Volpago del Montello
Volpago del Montello
Volpago del Montello – Mappa
Il territorio comunale nella provincia di Treviso.
Sito istituzionale

Volpago del Montello (IPA: /vol'pago del mon'tɛllo/; Volpago in veneto, IPA: /vol'pago/) è un comune italiano di 10 141 abitanti[1] della provincia di Treviso in Veneto.

Origini del nomeModifica

Si sono fatte diverse supposizioni circa l'origine del toponimo Volpago.

Secondo una convinzione popolare, sarebbe in relazione con volpe. Ma un'ipotesi più probabile osserva che anticamente era scritto Bolpagus, dove si può individuare una radice bol-, di origine tardo-barbarica e significante "terra rossa", e un suffisso -pagus che in latino indica una piccola circoscrizione territoriale e, di conseguenza, un villaggio. Volpago starebbe quindi a significare "paese della terra rossa", cosa confermata dalle caratteristiche geologiche del territorio[4].

Un'ulteriore teoria lo ritiene un prediale legato a un Vulpius, con suffisso aggettivale -acus[5].

StoriaModifica

Le civiltà antiche hanno lasciato consistenti tracce in tutto il territorio. Si tratta di reperti risalenti alla preistoria, al periodo dei castellieri, ai Paleoveneti e ai Romani. A questi ultimi si deve anche la disposizione di strade e fossati, orientati in direzione nordovest-sudest e sudovest-nordest, secondo la centuriazione del municipium di Tarvisium.

Nel basso medioevo Volpago diventa capopieve, mentre a Selva viene costruito un castello dei nobili Vidoti (o Guidoti). Nel XIV secolo seguì le sorti di Treviso e fu annessa alla Serenissima.

Durante il dominio veneziano, si diffuse stabilità e relativo benessere grazie all'interessamento di alcune famiglie nobili che investirono sull'agricoltura e sulla sericoltura. L'accesso al sovrastante Montello, invece, era vietato, poiché il suo bosco era sfruttato esclusivamente dall'Arsenale.

Alla caduta della Repubblica seguì uno sconvolgimento dei sistemi rurali, politici e religiosi sostituiti dai comuni. Volpago passò poi con tutto il Veneto al Regno Lombardo-Veneto per essere poi unito al Regno d'Italia.

Nel 1870, il comune fu uno dei primi ad essere industrializzato, grazie all'attività dei Gobbato. Alle ville di questa famiglia furono annessi una filanda e uno stabilimento bacologico che diedero lavoro a centinaia di persone provenienti anche dai paesi vicini. Tuttavia, ciò non servì a frenare la diffusa povertà, che provocò una massiccia emigrazione verso l'estero, specialmente in Sudamerica.

In prossimità del fronte del Piave, Volpago si ritrovò in prima linea durante la Grande Guerra, che infuriò soprattutto lungo il versante settentrionale del Montello.

Degli eventi tra le due guerre, da ricordare vi è la Tromba del Montello del 24 luglio 1930, una tromba d'aria che provocò morte e distruzione e danneggiò gravemente la chiesa di Selva.

Durante il secondo conflitto, Volpago vide cadere molti suoi cittadini in guerra, e molti furono pure i tragici rastrellamenti nazi-fascisti[4].

Dal dopoguerra ad oggiModifica

Lo sviluppo socio economico del territorio di Volpago fu fortemente caratterizzato fino agli anni sessanta da grandi ondate migratorie che diedero la possibilità, per coloro che restarono, di ricevere le rimesse dai concittadini all'estero, fondamentali per investire nelle imprese e contribuire al miracolo economico che travolse l'Italia nel dopoguerra. Le prime emigrazioni verso l'Europa centrale e il Nord America furono ben presto sostituite da numerose iniziative private piccolo imprenditoriali che fecero uscire il paese dalla realtà rurale. Impressionante fu, negli anni 60-80, il numero di laboratori a conduzione familiare, che produssero un diffuso benessere. La lavorazione degli indotti di grosse realtà industriali tessili, scarpe sportive e attività conserviere costituirono una fonte di occupazione e di guadagno assai generalizzato. La crisi socio-economica dei primi anni '90 ha ridimensionato questa organizzazione non più coerente con le diverse strutture della nuova economia. Attualmente a parte alcune iniziative imprenditoriali, la popolazione ha trovato altre fonti di reddito che permettono un tenore di vita abbastanza buono. Se Volpago infatti, anni fa, poteva essere conosciuto per i suoi insediamenti industriali, ben altre sono attualmente le sue attrattive.[6]

Volpago è anche una terra di cultura e di uomini d'ingegno. L'ing. Ugo Gobbato (1888-1945) diresse l'Alfa Romeo impedendo ai nazisti di trasferire la casa automobilistica e i suoi materiali in Germania. Grandi artisti di Volpago sono Ottorino Stefani (1928-2016), pittore e poeta di fama nazionale, che ha dedicato gran parte dei propri capolavori alle terra natia ed Island Guizzo (1915-1987), pittore deportato nei lager, operante a Roma accanto a grandi personalità come Giorgio De Chirico. La nostra terra è anche aggraziata da numerose opere architettoniche di straordinaria bellezza: nella frazione di Selva vi sono la quattrocentesca Villa Priuli-Barea, la cinquecentesca barchessa di ca' Marcello, la chiesa che ospita le storie di Mosè dei Guardi, Tintoretto e Paolo Veneziano, il più illustre pittore del Trecento veneto; a Volpago si trovano Villa Saccardo ( XVI secolo)[7] e l'ex convento dei Nonantolani e casa Fiorentin, del 1902, unico esempio di architettura Stile Liberty. Terra di cultura, Volpago vede negli ultimi tempi una grande rinascita culturale, un rifiorire di attività ed eventi culturali su iniziativa pubblica e privata, con mostre, manifestazioni, concerti, spettacoli, proiezioni e visite, che ottengono sempre più importanti e riconosciuti successi.

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

Architetture religioseModifica

 
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena
  • Chiesa parrocchiale di Volpago, dedicata a santa Maria Maddalena e costruita nel XIX secolo
  • Chiesa Parrocchiale di Selva: Selva possedeva una delle chiese più ricche d'opere d'arte di tutta la diocesi trevigiana. Venne distrutta da un tromba d'aria nel 1930.

Il nuovo tempio vasto ed imponente, di linee architettoniche sobrie ed eleganti, fu progettato dall'architetto F.Scudo. Recentemente, dopo essere state restaurate ad opera della fondazione Cassamarca, sono state ricollocate nella chiesa 6 grandi tele, opere di Giannantonio Guardi, Francesco Guardi e Francesco Fontebasso, rappresentanti storie di Mosè.

  • Santuario S.Maria della Vittoria: costruito dopo la vittoria del 1918, anch'esso su progetto dell'arch. Fausto Scudo, come chiesa parrocchiale della comunità montelliana che si andava va sviluppando all'interno del bosco Montello.
  • Chiesa del Belvedere: inizio sec. XX, su progetto dell'ing. Ignazio Saccardo.
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo a Venegazzù: importante edificio religioso neoclassico, opera del noto architetto castellano Giordano Riccati.

Architetture civiliModifica

  • Municipio: già villa residenziale di uno dei due rami della famiglia Gobbato.

Poco discosto sorgeva lo stabilimento bacologico.

  • Ca' Duodo: a Martignago, quasi lambita dalla Brentella, spicca nel verde Ca' Duodo, ora Schippa, elegante nella sua veste originale, dopo l'accurato restauro.

Qui nel lontano 1752 fu ospitato il vescovo Paolo Francesco Giustinian.

  • Villa Gobbato: era la villa originaria della famiglia Gobbato.

Oltre il parco si articolava il lungo edificio della filanda, una della più produttive di tutta la Provincia.

  • Casa Dal Zotto: costruzione dalle originarie linee gotico-veneziane di notevole interesse, modificata durante una radicale ristrutturazione avvenuta fra la fine del XIX e inizi XX secolo, probabilmente dopo un lungo periodo di abbandono che comportò gravi crolli dovuti all'incuria, quando furono inseriti alcuni elementi architettonici dal gusto revival, come l'ampio ballatoio e due bifore. Al suo interno sono comunque presenti ampie superfici affrescate, che riportano motivi floreali, frutta e festoni sorretti da putti.

Fu notata anche dall'attento scrittore Giovanni Comisso che la portò come esempio di architettura rurale veneta.

 
Villa Spineda frontale
  • Villa Spineda, Gasparini, Loredàn: si trova nella frazione di Venegazzù la settecentesca villa palladiana rilevata prima dal Gruppo Benetton, poi da Veneto Banca e successivamente dal gruppo bancario Intesa Sanpaolo, è stata completamente restaurata con progetto degli architetti Afra e Tobia Scarpa e del prof. Mora, ma non ne ha previsto l'utilizzo e viene saltuariamente concesso anche il parco per eventi pubblici.[8].

È uno dei pochi esempi del palladianesimo settecentesco in provincia di Treviso. Il progetto iniziale dell'architetto bassanese Giovanni Miazzi (1699-1797) che ne condusse a termine la realizzazione, fu ampiamente rivisto e corretto da Francesco Maria Preti (1701-1774). Il complesso presenta un imponente edificio dominicale, che si sviluppa attorno al pronao centrale, affiancato da due ariose barchesse. Il giardino che precede la facciata è tutto circondato da una peschiera, mentre quello retrostante si spinge alle pendici del Montello. Villa Spineda fu residenza del sen. Jacopo Gasparini, governatore d'Eritrea e Ambasciatore nello Yemen.

  • Barchessa Loredan: imponente barchessa, di inconfondibile stile settecentesco, superstite di una più ampia residenza di campagna, distrutta agli inizi del XIX secolo. Di bellezza straordinaria è il parco naturale che si stende ai suoi piedi.
  • Villa Priuli, Barea: complesso architettonico ottenuto dall'ampliamento di un palazzetto cinquecentesco.

Aree naturaliModifica

Il MontelloModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Montello (colle).

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniereModifica

Al 31 dicembre 2017 gli stranieri residenti nel comune erano 480, ovvero il 4,7% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Romania 115
  2. Marocco 78
  3. Cina 46
  4. Albania 31
  5. Kosovo 30
  6. Ucraina 29
  7. Macedonia del Nord 25

AmministrazioneModifica

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º settembre 1983 9 agosto 1988 Giovanni Guizzo DC Sindaco [11]
10 agosto 1988 7 giugno 1993 Renato De Marchi DC Sindaco [12]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Mirco Martini Liga Veneta Sindaco [13]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Alvaro Perin Liga Veneta-Lega Nord Sindaco [14]
14 maggio 2001 28 maggio 2006 Alvaro Perin lista civica Sindaco [15]
30 maggio 2006 6 giugno 2011 Roberto Toffoletto lista civica Sindaco [16]
16 giugno 2011 5 giugno 2016 Roberto Toffoletto lista civica Sindaco [17]
6 giugno 2016 4 ottobre 2021 Paolo Guizzo Lega - FI Sindaco [18]
4 ottobre 2021 in carica Paolo Guizzo Lega - FI - FdI - Impegno per Volpago Sindaco [19]

GemellaggiModifica

Altre informazioni amministrativeModifica

La denominazione del comune fino al 1925 era Bolpago[20].

NoteModifica

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b Copia archiviata, su comune.volpago-del-montello.tv.it. URL consultato il 24 settembre 2009 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2010). Informazioni dalla sezione La storia del sito del comune.
  5. ^ Francesco Ferrarese, Elementi di toponomastica (PDF), su Montello, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, 2005, p. 102. URL consultato il 29 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2007)..
  6. ^ Storia del Comune, su comune.volpago-del-montello.tv.it. URL consultato il 6 ottobre 2021..
  7. ^ Volpago del Montello, su consorziodelboscomontello.it. URL consultato il 6 ottobre 2021..
  8. ^ Fraternità. Utopia Secondo Cultura
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2017 per sesso e cittadinanza, su demo.istat.it, ISTAT. URL consultato il 2 agosto 2018.
  11. ^ Eletto il 1º settembre.
  12. ^ Eletto il 29 maggio.
  13. ^ Eletto il 6 giugno.
  14. ^ Eletto il 27 aprile.
  15. ^ Eletto il 13 maggio.
  16. ^ Eletto il 28 maggio.
  17. ^ Eletto il 15 maggio.
  18. ^ Eletto il 5 giugno.
  19. ^ Elezioni comunali, a Volpago, su tribunatreviso.gelocal.it, 4 ottobre 2021..
  20. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

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Collegamenti esterniModifica

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