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Vorrei che fosse amore/Caro
ArtistaMina
Tipo albumSingolo
Pubblicazioneottobre 1968
GenereMusica leggera
Pop
EtichettaPDU PA 1012
Arrangiamentilato A Bruno Canfora
lato B Augusto Martelli
Formati7"
Mina - cronologia

Vorrei che fosse amore/Caro è il 91° singolo di Mina, pubblicato a inizio ottobre 1968 su vinile a 45 giri dalla PDU e distribuito dalla Durium.[1][2][3]

Il discoModifica

Contiene due brani registrati verosimilmente nelle stesse sessioni di quelli nel singolo precedente (primi giorni di ottobre).

Esiste anche in versione promozionale (stesso numero di catalogo), di cui è vietata la vendita.

Nelle canzoni gli arrangiatori dirigono ciascuno la rispettiva orchestra.

A oltre un anno di distanza dal grande successo La banda, riporta Mina nella top-ten della hit-parade; tre settimane consecutive, dal 21 dicembre 1968 al 4 gennaio 1969, al decimo posto.[4]
51° nella graduatoria annuale dei 100 singoli più venduti del 1968, in un periodo in cui Mina ha altri due 45 giri in classifica: Un colpo al cuore (69°) e Regolarmente (96°).[5]

Vorrei che fosse amoreModifica

StoriaModifica

Celebre sigla finale delle quindici puntate di Canzonissima 1968, grande successo televisivo con Mina protagonista assieme a Walter Chiari e Paolo Panelli, si trova nell'album omonimo in cui l'artista ha voluto raccogliere i pezzi creati apposta per quella trasmissione. Nel 1969 viene inserita nell'antologia Incontro con Mina.[6]

Nella decima puntata dello show (30 novembre), Mina interpreta la canzone anche dal vivo. L'esibizione è contenuta nel DVD Gli anni Rai 1968 Vol. 3, in un cofanetto monografico di 10 volumi pubblicato da Rai Trade e GSU nel 2008.

Il pezzo è stato utilizzato anche in un Carosello Barilla girato da Mina nello stesso anno per la regia di Antonello Falqui.

Musica e testoModifica

Su un motivo scritto da Canfora su misura, Mina sembra confessare al pubblico la sua fragilità sentimentale ed emotiva negli argomenti di cuore. Ne parla sensibilmente ma impersonalmente come fosse una donna comune della sua età e non da grande diva come atteso dalla platea dei fan. Siccome questa volta è la cantante stessa con toni pacati a prendere l'iniziativa e non i giornali scandalistici, abituati a illustrare dettagliatamente e morbosamente la vita privata dell'artista, questi ultimi ignorano la canzone e i messaggi che contiene, così facendo e con l'aiuto del cinismo del pubblico, diventano indirettamente la ragione per cui il brano raggiunge solo l'ultima posizione della top-ten.[7]

Versioni di Mina in lingua stranieraModifica

L'anno successivo viene incisa anche in francese, col titolo Sì..., su un singolo e nella raccolta Je suis Mina nel 2011.

Per promuovere questa edizione, sul finire di aprile 1969 la cantante si reca a Parigi. Con lei, il giornalista Gigi Vesigna, che avrebbe poi documentato l'evento in un réportage per la rivista settimanale TV Sorrisi e Canzoni:

«Adesso è a Parigi, ossequiata come una divissima, con due funzionari della Pathé a completa disposizione, con la Rolls Royce e l'autista fermi 24 ore su 24 al portone dell'albergo, l'Hotel Maurice, il più antico, tradizionale e costoso della città, dove alloggia insieme ai petrolieri texani e a Salvador Dalí. Parigi è ai suoi piedi, insomma, pronta ad adottarla e a farne una sua primadonna...»

(Gigi Vesigna, in TV Sorrisi e Canzoni n°21 del 25 maggio 1969)

L'artista apparirà anche in tre trasmissioni televisive d'oltralpe, i filmati tratti da Samedi et compagnie (26 aprile) e La grande bousculade (2 luglio), sono reperibili su YouTube.

La versione inglese More Than Strangers (testo di Gladys Shelley e Jimmy Nebb) sempre del 1969, fa parte dell'omonimo album realizzato per il mercato anglo-sassone e distribuito negli Stati Uniti dall'etichetta Regalia lo stesso anno. In Italia è rimasta inedita fino al 2011, epoca della raccolta I Am Mina (EMI).

All'inizio del 1969, è stata presentata da Mina anche alla televisione iberica nella trasmissione Gala del sabado, insieme a Un colpo al cuore e Sacumdì sacumdà. Il brano NON possiede però un testo in spagnolo, tuttavia è compreso in un EP per il mercato latino pubblicato in Brasile nel 1969 (Fermata EPE-609) insieme alla canzone sul lato B e ai due pezzi del singolo successivo.

Altre versioniModifica

Nel 1983, la canzone fu inclusa nella colonna sonora del film Mai dire mai.

Nel 2015 il crooner italiano Matteo Brancaleoni incide una cover, che contiene anche cameo di Renzo Arbore, in duetto con la showgirl Melita Toniolo, per l'album Made In Italy.

CaroModifica

Uno dei pochissimi brani in cui Mina scrive il testo (in precedenza l'adattamento italiano per Nel fondo del mio cuore e una sola frase in I discorsi), contiene anche un intervento vocale di Augusto Martelli, compositore ed arrangiatore del pezzo, nonché all'epoca compagno della cantante.

Presente SOLO nell'introvabile raccolta, pubblicata unicamente su Stereo8 e musicassetta, Appuntamento con Mina del 1968, ricomparirà digitalizzato nella Platinum Collection (EMI) del 2004.

TracceModifica

Lato A
  1. Vorrei che fosse amore – 2:26 (testo: Antonio Amurri – musica: Bruno Canfora; edizioni musicali Curci)
Lato B
  1. Caro – 3:16 (testo: Mina, Maurizio Seymandi – musica: Augusto Martelli; edizioni musicali Southern / Applauso)

NoteModifica

  1. ^ Discografia singoli, Mina Mazzini, sito ufficiale. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  2. ^ Vorrei che fosse amore/Caro, in Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  3. ^ Link alla copertina ufficiale.
  4. ^ Classifica settimanale vendite singoli 1968, Hit Parade Italia. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  5. ^ Classifica annuale vendite singoli 1968, Hit Parade Italia. URL consultato il 21 gennaio 2017.
  6. ^ Dal 2012 tutte le raccolte NON fanno più parte della discografia ufficiale.
  7. ^ Dizionario CurcioLe Canzoni, op. citata, Vorrei che fosse amore, p.499.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica