Vulfario

arcivescovo cattolico
Vulfario
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti
 
Nominato vescovo812
Deceduto18 agosto 816
 

Vulfario, le varianti di questo nome sono Wolfarius, Wolpharius, Woltfarius, Wilfarius, Wualfarius e Vulferius. (... – 18 agosto 816[1]), è stato un vescovo francese.

Fu vescovo di Reims e abate di abbazia di Saint-Remi dall'812 alla morte.[2][3][4] Fu un alto dignitario dell'Impero carolingio sotto i regni di Carlomagno e di Luigi il Pio.

BiografiaModifica

Nell'802 Vulfario era missus dominicus (rappresentante) per il missaticum comprendente il sud-est della provincia ecclesiastica di Reims. Questo ruolo di missus non è attestato che dalla Historia Remensis ecclesiae (Storia della Chiesa di Reims) di Flodoardo († 966), nel paragrafo in cui riprende i Capitulare missorum specialia dell'802[1]. Il nome del compagno laico di Vulfario (i missi dominici erano sempre in due, un religioso e un laico) è ignoto[1]. Jacques Stiennon per primo è riuscito a recuperare questa informazione grazie a una moneta, il denario, datata dal regno di Carlomagno, che porta la scritta FUIFAR come missaticum di Vulfario, precisando che si tratta del responsabile della coniazione in carica[5][6]; ma secondo un'altra interpretazione di questa scritta FIUFAR o ARFIUF, designerebbe Strasburgo, località ove questa moneta veniva coniata.[7]

Vulfario fu anche legato di Carlomagno in Rezia nell'807[1][5]. Secondo Flodoardo:

(LA)

«Cui valde credidisse Karolus imperator Magnus ex eo probatur, quod illustres Saxonum obsides XV, quos adduxit de Saxonia, ipsius fidei custodiendos conmisit»

(IT)

«Il fatto che l'imperatore Carlomagno gli [a Vulfario] abbia accordato la sua totale fiducia traspare dal fatto di avergli affidato la custodia di quindici ostaggi che lui aveva ottenuto dai Sassoni.»

(Citato da Kosto (2003), p. 144[8])

Nella misura in cui i Sassoni erano a quell'epoca ancora per la maggior parte pagani, mettere gli ostaggi nelle mani di un prelato poteva facilitare l'ulteriore evangelizzazione di quel popolo.[9]

Secondo il biografo di Carlomagno, Eginardo, Vulfario fu uno dei testimoni e dei garanti del testamento dell'imperatore nell'811, con il quale egli suddivideva il suo impero tra i suoi figli sopravvissuti.[5]

Dal secolo VIII gli arcivescovi di Reims registravano atti detti ordinatio servitiorum (elenchi delle servitù), forma primitiva di polittico: questi documenti avevano l'elenco dei beni fondiari dell'arcidiocesi e li accorpavano gradualmente.

«Vulfario, ci dice Flodoardo, raggruppava inoltre molte fattorie della diocesi delimitate dalla tradizione per farne dei villaggi esattamente circoscritti.»

(Goffart, 1972, pp. 375–76)

.

Vulfario ha anche creato la carica di emissario della Chiesa (advocatus ecclesiae) nella provincia di Reims[2].

Vulfario organizzò il Concilio di Reims dell'813[10]. Nell'816, quando papa Stefano IV visitò la cattedrale di Reims per incoronarvi l'imperatore Luigi il Pio, egli era già gravemente ammalato, e morì poco dopo. Il popolo e il clero della città scelsero Gislemaro come suo successore, ma quando i vescovi de la provincia si riunirono, lo giudicarono incapace di leggere la Volgata latina, così la loro scelta cadde sul candidato dell'imperatore Ebbone.[11]

NoteModifica

  1. ^ a b c d McKitterick, 1983, p. 94.
  2. ^ a b West, 2009, p. 188.
  3. ^ Goffart, 1972, p. 375.
  4. ^ Buirette, 1857, p. 11.
  5. ^ a b c Stiennon, 1960, p. 92.
  6. ^ Naismith, 2012, p. 315.
  7. ^ Metcalf, 1966.
  8. ^ Cf. Lavelle (2006), p. 286.
  9. ^ Kosto, 2003, p. 144.
  10. ^ McKitterick, 1983, p. 94. En 814, il convoqua un synode à Noyon, rassemblant abbés, évêques et comtesMcKitterick, p. 94.
  11. ^ Duckett, 1969, p. 31.

BibliografiaModifica

  • (FR) Claude Buirette, Histoire de la ville de Sainte-Ménehould et de ses environs, Sainte-Ménehould, Poignée-Darnauld, 1857.
  • (EN) Eleanor Shipley Duckett, Carolingian Portraits: A Study in the Ninth Century, Ann Arbor Paperbacks, 1969.
  • (EN) Walter Goffart, From Roman Taxation to Mediaeval Seigneurie: Three Notes (Part II), in Speculum, vol. 47, n. 3, 1972, pp. 373-94, DOI:10.2307/2856151.
  • (EN) Adam J. Kosto, Hostages in the Carolingian world (714–840), in Early Medieval Europe, vol. 11, n. 2, 2003, pp. 123-47, DOI:10.1111/1468-0254.00105.
  • (EN) Ryan Lavelle, The Use and Abuse of Hostages in Later Anglo-Saxon England, in Early Medieval Europe, vol. 14, n. 3, 2006, pp. 269-96, DOI:10.1111/j.1468-0254.2006.00183.x.
  • (EN) Rosamond McKitterick, The Frankish Kingdoms under the Carolingians, 751–987, Londra, Longman, 1983.
  • (DE) D. M. Metcalf, Fiufar or Arfiuf = Strasbourg, in Hamburger Beitrage sur Numismatik, vol. 20, 1966, pp. 380-84.
  • (EN) Rory Naismith, Kings, Crisis and Coinage Reforms in the Mid-Eighth Century, in Early Medieval Europe, vol. 20, n. 3, 2012, pp. 291-332, DOI:10.1111/j.1468-0254.2012.00345.x.
  • (FR) Jacques Stiennon, Le denier de Carlomagno au nom de Roland, in Cahiers de Civilisation médiévale, vol. 3, n. 1, 1960, pp. 87-95, DOI:10.3406/ccmed.1960.1133.
  • (EN) Charles West, The Significance of the Carolingian Advocate, in Early Medieval Europe, vol. 17, n. 2, 2009, pp. 186-206, DOI:10.1111/j.1468-0254.2009.00259.x.