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Nel programma a sinistra viene usato un editor WYSIWYG per produrre un documento Lorem ipsum. Quello a destra contiene invece un codice LaTex che, quando compilato, produrrà un risultato molto simile a quello del documento a sinistra.

WYSIWYG è l'acronimo che sta per l'inglese What You See Is What You Get ("quello che vedi è quello che è" o "ottieni quanto vedi"). Il termine è proprio del campo dell'informatica ed ha sostanzialmente tre significati.

DescrizioneModifica

Il primo significato si riferisce al problema di ottenere sulla carta testo e/o immagini che abbiano una disposizione grafica equivalente a quella visualizzata sullo schermo del pc. I primi software e le prime stampanti nell'ambito dell'utenza domestica non davano in stampa risultati pienamente soddisfacenti, e questo problema fu superato con l'introduzione di nuovi dispositivi e software. Pionieri furono il sistema di codifica dei caratteri TrueType sviluppato dalla Apple Computer e il programma Adobe Type Manager. Il sistema operativo Microsoft Windows ha supportato sin dalle sue prime versioni questo tipo di stampa, avendo Microsoft immediatamente eliminato il sistema TrueType.[?]

Con il tempo il significato dell'acronimo si è esteso per analogia anche ad alcune problematiche nella creazione di pagine web. Per intenzione dei suoi creatori, il codice HTML descrive le pagine in maniera logica e non dà nessuna informazione sulla disposizione grafica degli elementi al dispositivo o al browser che dovrà interpretare il codice HTML. Per superare il problema sono stati sviluppati nuovi standard. Uno di questi è il foglio di stile (CSS: Cascading Style Sheets, Fogli di Stile a Cascata), che è un codice che tra le sue potenzialità possiede anche quella di poter descrivere, entro ragionevoli limiti, l'aspetto grafico di una pagina web (questo purché il dispositivo o il browser che interpretano il codice della pagina siano compatibili con i fogli di stile).

L'ultimo significato, infine, si riferisce:

  • agli editor HTML incorporati nelle pagine web che permettono di modificare pagine web non dal codice, bensì come da un normale word processor;
  • a programmi analoghi ma più sofisticati che vengono eseguiti normalmente dal sistema operativo, anche con funzionalità più avanzate come la connessione ftp.

L'acronimo che si riferisce al concetto opposto è What You See Is What You Mean, e si riferisce all'effetto che producono determinati linguaggi, software o standard di non poter controllare l'aspetto finale del documento prodotto.

Fuori dal campo dell'informatica, è utilizzato in giochi da tavolo con modellini (ad esempio Warhammer) per indicare che le abilità e gli equipaggiamenti dei quali il personaggio o l'unità può disporre durante il gioco sono quelli effettivamente rappresentati sul modello.

VariazioniModifica

  • What You See Is All You Get - Usato per segnalare che gli utenti più esperti nell'editing sono limitati dall'interfaccia di modifica messa a loro disposizione.[1]

NoteModifica

Voci correlateModifica

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