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Walter Pierpaoli (Milano, 25 settembre 1934) è un medico italiano.

CarrieraModifica

Laureatosi in Medicina nel 1960 con una tesi sperimentale su Reazioni fotodinamiche e carcinogenesi, lavora dapprima come assistente all’Istituto di Patologia Generale, per poi specializzarsi in Cardiologia ed aprire uno studio medico.

Nel 1963, conseguita una borsa di studio dell’Atomic Energy Commission (USA) per una ricerca sul Trasferimento di energia nella reazione fotodinamica, ottiene l’incarico di Direttore di Laboratorio del Centro di Studio per la Patologia Cellulare del Cnr di Milano. Qui esercita come libero docente in immunologia fino al 1969, anno in cui si dimette e si trasferisce all’Istituto Svizzero di Medicina di Davos-Platz dove rimane fino al 1977 come Direttore del Gruppo di Neuroimmunologia.

Con alcuni lavori tra cui Relationship between thymus and hypophysis[1] pubblicato su Nature ha contribuito a dimostrare l’esistenza di una stretta interdipendenza tra il sistema neuroendocrino e il sistema immunitario, divenendo uno dei pionieri nello sviluppo della Neuro-Immuno-Modulazione (NIM), la scienza interdisciplinare chiamata anche Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI), disciplina medica integrativa alla quale oggi si dedicano migliaia di ricercatori.

Fino al 1980 dirige il Centro di Neuroimmunologia, da lui stesso fondato presso l’Istituto di Anatomia dell’Università di Zurigo, dove apre un Istituto di Ricerca Biomedica Integrativa e una Fondazione per la Ricerca Biomedica di Base, ora Fondazione INTERBION, trasferita nel Cantone Ticino, Svizzera, e di cui è Presidente dal 1980.

Nel corso di oltre 40 anni, Pierpaoli ha svolto ricerche, documentate anche attraverso pubblicazioni sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali e descritte nei suoi libri, sui meccanismi dell’invecchiamento e sui preparati atti a contrastare i decadimenti e le malattie correlate all’invecchiamento. Durante tale periodo ha condotto studi sulle molecole che operano nella regolazione e risincronizzazione delle funzioni ormonali, metaboliche e immunitarie nonché nel contrastare l'invecchiamento dell'organismo, in particolare sull'uso della melatonina.

Nel 1995 attraverso la pubblicazione del libro The Melatonin Miracle propone al grande pubblico i suoi studi sulla ghiandola pineale, condotti attraverso esperimenti su cavie in laboratorio, e sulla melatonina. Il testo fu tradotto in 17 lingue e diffuse per la prima volta nel mondo l'idea della somministrazione di melatonina per il ristabilimento del picco melatonico notturno e per sostituire la produzione notturna di melatonina da parte della ghiandola pineale. In tal modo si permetterebbe il "riposo” della ghiandola pineale e verrebbero favoriti il mantenimento e la protezione dell’integrità funzionale della ghiandola stessa. Tale protezione della funzione dell’epifisi, come evidenziano i dati sperimentali, contribuirebbe alla normalizzazione delle funzioni immunologiche, metaboliche ed endocrine, oltre che ad un rallentamento del processo di invecchiamento[2].

NoteModifica