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Wasabi (film)

film del 2001 diretto da Gérard Krawczyk
Wasabi
Wasabi.png
Jean Reno e Ryōko Hirosue in una scena del film
Titolo originaleWasabi, la petite moutarde qui monte au nez
Lingua originaleFrancese, giapponese
Paese di produzioneFrancia, Giappone
Anno2001
Durata95 min
Rapporto2,35:1
Genereazione, commedia
RegiaGérard Krawczyk
SoggettoLuc Besson
SceneggiaturaLuc Besson
ProduttoreLuc Besson, Didier Hoarau
Produttore esecutivoShohei Kotaki
Kanjiro Sakura
Casa di produzioneEuropaCorp
TF1 Films Production
Distribuzione (Italia)01 Distribution
FotografiaGérard Sterin
MontaggioYann Hervé
Effetti specialiPhilippe Hubin
MusicheNadia Farès
ScenografiaJacques Bufnoir
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Wasabi è un film francese del 2001 diretto da Gérard Krawczyk, scritto e prodotto da Luc Besson con protagonisti Jean Reno e Ryōko Hirosue. Il film prende il titolo da una scena in cui il protagonista, Hubert Fiorentini, mangia un intero piattino di piccantissimo wasabi in un ristorante giapponese senza batter ciglio.

TramaModifica

Hubert Fiorentini è un commissario di polizia francese con dei metodi particolarmente violenti quanto produttivi; la sua ultima azione gli ha fatto catturare una banda di travestiti che tentavano di rapinare una banca, ma per acchiapparne uno ha scatenato una mezza rissa in discoteca e ha picchiato il figlio del prefetto; il suo capo, detto "Lo Squalo", gli intima di chiedere scusa al ragazzo in ospedale; anche lì non finisce bene e lo Squalo ordina ufficialmente al commissario di prendersi una vacanza.

Hubert invita a cena Sofia, una donna con cui ha una storia altalenante, condizionata da un amore finito bruscamente per Miko, una donna dello spionaggio giapponese conosciuta da Hubert quando lui era sotto le armi durante la Guerra Fredda e prestava servizio in Giappone; Miko è l'unica donna cha abbia amato davvero, e lo lasciò senza dirgli niente circa venti anni prima; da allora Hubert non è mai riuscito a lasciarsela alle spalle e iniziare relazioni vere. Dopo la cena, riceve una chiamata dall'avvocato giapponese Ishibashi che gli annuncia la morte di Miko; Fiorentini è stato nominato unico erede e viene convocato in Giappone per la lettura del testamento.

Appena arrivato in Giappone, all'aeroporto Hubert si mette subito nei guai (picchia una guardia che scherzava sul fatto che nessuno andava a fuoco, ignorando che Miko è morta e sarà cremata dopo il funerale), e le autorità chiamano il suo ex-collega dei servizi segreti francesi Maurice detto 'Momò'. Arrivato dall'avvocato scopre di avere una figlia, Yumi, che Miko gli ha affidato; aspettando a rivelarle di essere suo padre, il poliziotto assiste con lei alla cerimonia funebre e nota qualcosa sulle mani della defunta amante che lo insospettisce; dopo il funerale scopre che Miko aveva in banca per 200.000.000 di dollari, e Yumi si dà alla pazza gioia spendendo a volontà; Hubert la accompagna e sistema di nascosto diversi tipi sospetti che li seguono. Momò lo rifornisce di armi in hotel (dove Hubert si è registrato sostenendo di essere il padre di Yumi per fugare equivoci), poi Yumi decide di uscire con amici e Hubert e Momò sono costretti a seguirla a Shinjuku, il quartiere dei divertimenti; qui vengono attaccati ancora dagli uomini che li seguivano e stavolta il poliziotto mette mano alle armi facendo una carneficina davanti alla ragazza (alla quale aveva mentito dicendo di essere chirurgo).

Deciso ad andare fino in fondo, Hubert si fa portare da Yumi all'appartamento di Miko in centro, che lei usava da sola mentre Yumi viveva nella casa in periferia; qualcuno però ha già portato via tutti i mobili, ma Hubert non si dà per vinto e cerca nei muri poiché Miko aveva l'abitudine di evitare i nascondigli che potevano essere spostati, come il mobilio; i due trovano in una parete una chiave e un messaggio ("Là dove tutto è cominciato, là dove tutto finirà"), di cui però non capiscono il significato.

Tornati all'albergo, vengono intercettati da altri yakuza che li portano via; Momò viene tradito dal motore dell'auto e resta indietro. Fiorentini incontra Katanawa, un boss della yakuza che rivela a Yumi la verità sul loro rapporto e pretende di avere i 200.000.000 milioni sul conto di Miko; il conto ora appartiene a Yumi che potrà però disporne solo al compimento della maggiore età (venti anni secondo la legge giapponese) ovvero il giorno successivo; Katanawa porta via Yumi e lascia Hubert ai suoi uomini, ma il poliziotto li pesta a dovere prima che Momò arrivi in ritardo.

Poco dopo Momò riesce finalmente a chiarire tutto: all'epoca della separazione da Hubert, Miko entrò in congedo per maternità, ma in seguito il Ministero della Difesa aprì un altro dossier su di lei; una foto mostra Miko al matrimonio di uno yakuza con altri malavitosi (tra cui Katanawa, detto la "zebra" per le cicatrici su una guancia), ma un'altra la ritrae col Primo Ministro che le consegna una alta onorificenza durante una cerimonia privata! Hubert capisce che Miko era un infiltrato nella mafia giapponese, ha fatto bene il suo lavoro ma ad un certo punto è stata scoperta; per massimizzare i danni ha derubato Katanawa mettendo i soldi sul suo conto, poi ha lasciato gli indizi necessari a Hubert che ha chiamato in Giappone nominandolo nel testamento, allo scopo di finire il lavoro e proteggere Yumi dalla yakuza e dalla sua mania per lo shopping.

Prima di salvare Yumi, Hubert si reca in un tempio a Kyoto con uno shinkansen per trovare una lettera della sua amata nel luogo dove si sono dichiarati; poi torna a Tokyo per fermare Katanawa. Momò si spaccia per impiegato della banca e trasferisce i soldi sul conto di Hubert, che uccide tutti i mafiosi in una sparatoria aiutato da alcuni colleghi dei vecchi tempi e lascia un mucchio di cadaveri alla polizia. Giorni dopo Hubert va all'aeroporto per tornare in Francia, mentre Yumi resta un mese a terminare la scuola sotto la sorveglianza di Momò; ma prima che l'aereo parta la polizia ferma il volo, perché Momò ha stupidamente incluso nel bagaglio anche le valigie piene di armi.

Altri progettiModifica

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