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Questa pagina è una linea guida su come scegliere il titolo della voce nel caso particolare delle voci dedicate a una persona.

Indice

Nome e cognomeModifica

Per intitolare correttamente una voce dedicata a una biografia, utilizzare sempre il nome nella forma

Nome Cognome se così è noto alla maggioranza delle persone;

Questa regola viene applicata anche ai nomi di quei personaggi provenienti da paesi che usano lo standard cognome nome, ma in questi casi si consiglia di creare comunque un redirect nella forma cognome nome alla voce intitolata nome cognome.

A volte non è sufficiente o applicabile la regola del nome cognome, che viene integrata o sostituita da altre specificazioni normalmente non comprese nel titolo, secondo una precisa gerarchia: indicazioni anagrafiche, del tutto oggettive e non modificabili dalle azioni del soggetto; specificazioni biografiche, che costituiscono una scelta all'interno della biografia del soggetto (e possono quindi essere meno neutrali); infine, titoli e affini, attribuiti da un ente esterno al soggetto e quindi con causa diretta esterna alla sua biografia, che possono non essere riconosciuti da tutti.

Queste categorie a volta sfumano leggermente l'una nell'altra e servono solo a identificare il titolo di partenza, modificabile per altre convenzioni, a partire da quella della dizione più diffusa.

All'interno della voce, ma non nel titolo, inserire subito tutto quanto abbia relazione con il nome, ad esempio:

Predicato - Nome - Eventuali altri nomi - Cognome - Eventuale titolo araldico

Ad esempio, la pagina dedicata al grande scienziato torinese sarà intitolata

Amedeo Avogadro

Mentre la relativa voce inizierà con:

Lorenzo Romano Amedeo Carlo Avogadro, conte di Quaregna e Cerreto, ...

Secondo nomeModifica

Se la persona ha un secondo nome, di norma questo andrebbe messo nell'incipit della voce mentre il titolo dovrebbe rimanere nome cognome. Da evitare la forma con la iniziale puntata del secondo nome. La scelta migliore è David Cox, mentre è accettabile anche se sconsigliato David Roxbee Cox; da evitare invece David R. Cox.

OrdineModifica

L'uso di anteporre il cognome al nome si scontra con alcune ragioni per preferire la formula ora descritta:

  1. per mai prescritte ragioni di galateo, il nome precede sempre il cognome quando non si debba far uso amministrativo di tali dati. Anche nella semplice nomenclatura, Wikipedia si propone, se non di costituire modelli (che non è sua funzione, né intento), almeno di seguire canoni consuetudinariamente giudicati corretti
  2. per consentire di linkare la voce anche da altre pagine; si consideri che chi scrive, a fini di scorrevolezza della lingua italiana, menzionerà Giovanni Pascoli, piuttosto che non un improbabile Pascoli, Giovanni, più adeguato ad ambiti burocratici. Se un altro wikipediano, trattando magari di letteratura, volesse inserire un link al poeta, si troverà certo avvantaggiato se potrà fluidamente inserire nel suo testo [[Giovanni Pascoli]], piuttosto che dover digitare: [[Pascoli, Giovanni|Giovanni Pascoli]].

Nel caso occorra ordinare i nomi in ordine alfabetico, invece, il fattore ordinante è il cognome, eventualmente comprensivo di particelle (ad esempio, De, Mac, Von ecc.). Per maggiori informazioni, vedi altre note nella voce ordine alfabetico.

Per quanto riguarda i nomi propri di persone provenienti da quei paesi in cui i nomi propri vedono normalmente il cognome anteposto al nome, come ad esempio in Giappone, vale la regola di scriverli comunque alla occidentale, posponendo il cognome, come stabilito con questo sondaggio. Unica eccezione è fatta per i biografati nati prima del periodo Meiji (23 ottobre 1868) per i quali si seguono le convenzioni classiche dell'onomastica giapponese, come stabilito in questa discussione.

Particella "De" o "de", o altre, nei cognomiModifica

Poiché l'uso della particella "De" o "de" nei cognomi dipende dai casi[1] (ad esempio Enrico De Nicola e John von Neumann), è opportuno inserire anche un redirect con la grafia alternativa.

Si fa notare anche che, secondo la regola proposta dal RICA (Regole italiane di Catalogazione per Autore), per i personaggi italiani anteriori al XIX secolo i prefissi degli, de', dei, de li non vanno considerati nell'ordinamento alfabetico delle persone (Lorenzo de' Medici è un Medici, Giovanni Della Casa è un Della Casa)[2]. Per questo, di solito per la nobiltà d'altri tempi la particella viene considerata una mera preposizione (minuscola) e per i cognomi moderni viene considerata parte integrante del cognome (maiuscola).

AnagraficheModifica

Se nome e cognome non esistono, la forma "Nome Cognome" è sostituita da altre indicazioni anagrafiche: il nome latino dove applicabile, o la precisazione della provenienza o pseudoprovenienza dopo da o di al posto del cognome, come in Zenone di Cizio, Guidotto da Bologna, Antonio di Padova, Adalberto da Como.

Nomi latiniModifica

Per i nomi di personaggi dell'antica Roma è preferibile scrivere la voce usando come titolo (dove documentati) i tria nomina italianizzati (ad esempio Marco Tullio Cicerone piuttosto che Cicerone). In caso di nomi o cognomina particolarmente divulgati rispetto al nome completo (ad esempio Catone il Censore o Giulio Cesare) si ponga in queste voci il redirect alle voci principali (ad esempio Sallustio reindirizza a Gaio Sallustio Crispo); in questi casi possono rendersi necessarie note disambigue o pagine di disambiguazione (come per Gaio Giulio Cesare).

Per quanto riguarda la letteratura latina, è presente in it.wiki una lista delle abbreviazioni standard degli autori latini.

PatronimicoModifica

L'inclusione del patronimico (o matronimico) nei titoli delle biografie è consigliata per le persone appartenenti a culture o periodi storici nei quali il patronimico ha fatto o fa parte integrante e non scindibile del nome. Tuttavia, in tutti i casi in cui nella pubblicistica in lingua italiana sia prevalente l'omissione del patronimico, esso va omesso dal titolo della voce e mantenuto solo nell'incipit, in ossequio alle convenzioni generali per le biografie.

BiograficheModifica

Se anche le indicazioni anagrafiche non bastano per ottenere un titolo univoco, è inoltre possibile aggiungere al nome specificazioni biografiche[3] come cariche, soprannomi, epiteti o appellativi e simili, anche questi solo se già nell'uso e quindi riconoscibili: ad esempio Antigono I Monoftalmo, Pietro apostolo. Se anche così si producono conflitti con altre voci che potrebbero avere lo stesso titolo, vedi Aiuto:Disambigua.

Re, regine e affiniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Progetto:Biografie/Sovrani § Convenzioni.

Per i nomi di regnanti la convenzione prevede il nome in italiano, seguito dal numero ordinale (I, II, III..) e dal nome dello Stato di cui è sovrano. Ad esempio, si scriverà Enrico VIII d'Inghilterra o Luigi XIV di Francia. La voce monarchia contiene rimandi ad alcuni elenchi di regnanti di diverse nazioni, dove poter controllare il formato da usare.

Naturalmente è sempre da impiegare il nome più attestato in letteratura, possibilmente in fonti primarie, e comunque nella storiografia. In ogni caso tale nome prevale sempre sulla convenzione adottata a soli fini di disambigua.

Per le regine ed in generale le consorti di sovrani, si utilizza il nome di battesimo e la dinastia d'origine e quindi si scriverà Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena o Filippa di Lancaster. Se il nome della dinastia non è usato in lingua italiana, si userà quello dello stato di provenienza (non Elena Petrovich-Niegosh o Alessandra di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg ma Elena del Montenegro e Alessandra di Danimarca).

PapiModifica

Per i nomi dei papi cattolici la convenzione prevede per il titolo: papa nome papa I, II, III, ecc. Ad esempio, papa Benedetto XVI. L'elenco completo si trova qui.

Titoli, nobili e affiniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Wikipedia:Modello di voce - Biografia § Predicato e titoli araldici.
  • Come detto sopra, i titoli di ogni genere normalmente non fanno parte del titolo della voce. Questo vale per: titoli congiunti a cariche ricoperte in vita come titoli di dignità, ecclesiastici, nobiliari, militari, cavallereschi e di ufficio (re, principe, conte, duca, dottore, avvocato, colonnello, generale ecc.); titoli e appellativi onorifici o di rispetto (anche religiosi) attribuiti alla persona (cavaliere, commendatore, beato, santo[4]); predicati d'onore (don, donna, eccellenza ecc.) e di nobiltà o araldici (vedi re, regine e affini); i papi fanno eccezione. Quindi, ad esempio: Amedeo Avogadro; Primo Mazzolari; George Smith Patton, noto come Generale Patton (che è un redirect).
  • Nel caso di nobili conosciuti principalmente con il solo titolo di cortesia o araldico (per esempio il Duca di Wellington o il visconte Castlereagh), perché il titolo della voce sia riconoscibile secondo il criterio della denominazione più diffusa, si utilizzi la convenzione "nome di battesimo, ordinale titolo di cortesia".
  • Il titolo può inoltre essere usato come elemento biografico di disambiguazione, come in Giacomo Durazzo (conte).

Denominazione più diffusaModifica

Vale comunque la regola generale per cui il titolo deve contenere la denominazione (o dizione) più diffusa, affinché sia riconoscibile: Cartesio, non René Descartes; Bruno Vespa, non Bruno Paolo Vespa; Hugh Laurie, non James Hugh Calum Laurie; Vic Nocera, non Vincenzo Nocera; Nino Bixio, non Gerolamo Bixio. Questo principio serve per scegliere fra i diversi titoli possibili individuati secondo i criteri precedenti e, talvolta, per sostituirli con un'altra denominazione che non rientra in nessuno dei casi precedenti.

Per i personaggi immaginari della letteratura, dell'arte e non solo, la regola da seguire è quella dell'opera di riferimento; si avranno quindi ad esempio Don Camillo e Peppone. Va quindi indicato il nome usato più di consueto dall'autore. In alcuni casi, il libro stesso può indicare un personaggio semplicemente con il nome anagrafico, che val la pena di indicare per intero (come per Renzo Tramaglino).

Per gli pseudonimi o nomi d'arte, vale una regola affine: Voltaire sarà il titolo della voce principale, mentre François-Marie Arouet sarà il titolo di un redirect; Mal sarà il titolo della voce principale, mentre Paul Bradley Couling sarà il titolo di un redirect.

Liste di personeModifica

Imperatori, presidenti e altre caricheModifica

Le voci che riportano l'elenco e la sequenza cronologica di imperatori, regnanti, presidenti e altre cariche di uno stato, regione o altra area geografica dovrebbero essere intitolati nella forma:

  • Nomecarica del nomepaese

DisambiguazioneModifica

In caso di omonimia fra persone si indica solitamente la professione o attività principale. Così, ad esempio:

Se anche così non vengono meno tutti i casi ambigui, è possibile indicare l'attività seguita dall'anno di nascita.

Se anche l'anno di nascita non risolve l'ambiguità, si indica l'anno di morte, separato dall'anno di nascita da un trattino senza spazi

Nelle famiglie nobiliari spesso si hanno diversi omonimi che hanno svolto una vita similare: ad esempio si avrà Enrico d'Orléans (1822) ed Enrico d'Orléans (1933). Bisogna però considerare se non sia possibile inserire il titolo nobiliare secondo le convenzioni di nomenclatura relative.

NoteModifica

  1. ^ Convenzione adottata in seguito al sondaggio comunitario Particelle nobiliari nei cognomi: maiuscole o minuscole?.
  2. ^ RICA, su sbn-ubo.cib.unibo.it (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2009).
  3. ^ Cioè «attinente alla biografia, o più genericam. alla storia della vita» (Dizionario Treccani).
  4. ^ Secondo sondaggio del luglio-settembre 2008: l'appellativo di santo può essere aggiunto al titolo della voce solo se necessario per ottenere un titolo univoco. A questo proposito, si veda Progetto:Santi#Titoli.

Pagine correlateModifica