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William Berger nel film Faccia a faccia (1967)

William Berger, nato Wilhelm Thomas Berger (Innsbruck, 20 gennaio 1928Los Angeles, 2 ottobre 1993), è stato un attore austriaco.

Attivo tra la seconda metà degli anni sessanta e la prima metà degli anni novanta soprattutto nel cinema italiano, ha interpretato oltre cento film, appartenenti in massima parte ai generi popolari, quali il thriller, l'avventura e soprattutto il western all'italiana, di cui è stato uno dei volti più noti e riconoscibili, per quanto più spesso in ruoli da antagonista che da protagonista, accanto a Tomas Milian, Franco Nero, Gianni Garko.

Indice

BiografiaModifica

 
Berger nel film L'harem (1967)

William Berger esordisce nel cinema nel 1965 in L'uomo dei cinque palloni di Marco Ferreri, distribuito in una versione drasticamente ridotta dal produttore Carlo Ponti all'interno del film a episodi Oggi, domani, dopodomani e presentato nei cinema italiani in versione integrale solo nel 1979. Tornerà a lavorare con Ferreri due anni dopo, per L'harem, in cui interpreta uno dei pretendenti di Carroll Baker accanto a Gastone Moschin e Renato Salvatori, ma nel frattempo nel 1966 si è già cimentato nel thriller con La lama nel corpo, unico film diretto dal produttore Elio Scardamaglia, e soprattutto nel western con El Cisco di Sergio Bergonzelli, nel quale appare «stralunato, ma adorabile» nel ruolo del titolo.[1]

È quest'ultimo il genere all'interno del quale si svolgerà buona parte della sua successiva carriera, durante la quale parteciperà ad alcuni degli esiti migliori della stagione dello spaghetti western, ma anche a molte trascurabili opere di basso consumo. Nel 1967 interpreta l'agente della Pinkerton Charles Siringo in Faccia a faccia di Sergio Sollima, antagonista della coppia Tomas Milian-Gian Maria Volonté. Del 1968 è il «bizzarro e riuscito»[2] esordio alla regia del produttore Tonino Cervi Oggi a me... domani a te!, co-sceneggiato dal regista con Dario Argento. Berger partecipa anche alle serie di Sartana (... Se incontri Sartana prega per la tua morte del 1968) e Sabata (Ehi amico... c'è Sabata. Hai chiuso! (1969).

Nel 1970, dopo aver interpretato il thriller 5 bambole per la luna d'agosto di Mario Bava e l'horror Ombre roventi di Mario Caiano, la sua carriera professionale e la sua vita vengono drammaticamente segnate da un arresto per il possesso di sostanze stupefacenti, che coinvolge anche la moglie e collega Carol Lobravico, che muore mentre è detenuta in un manicomio criminale, per la colpevole trascuratezza della giustizia italiana.[3][4] Nel 1972 interpreta il thriller poliziesco Mio caro assassino di Tonino Valerii e lavora per la prima volta con Jesús Franco in Un capitán de quince años. In seguito parteciperà ad altri sei film (di cui uno non completato) dell'eccentrico regista spagnolo. Nel 1973 si cimenta con la blaxploitation in Super Fly T.N.T, diretto ed interpretato da Ron O'Neal.

Alcune delle sue opere più importanti si concentrano nel solo 1976: la commedia noir Gli amici di Nick Hezard di Fernando Di Leo, il tardo western barocco Keoma di Enzo G. Castellari, forse l'ultimo western all'italiana di culto,[5] e due delle rare escursioni di Berger al di fuori del cinema minore di genere, la commedia Telefoni bianchi di Dino Risi e il dramma resistenziale L'Agnese va a morire (1976) di Giuliano Montaldo. L'anno successivo interpreta il western crepuscolare California (1977) di Michele Lupo.

Nel corso degli anni ottanta partecipa a diverse miniserie televisive e a due dei rari tentativi di rilanciare il western all'italiana: la sfortunata trasposizione cinematografica del più celebre fumetto western italiano, Tex e il signore degli abissi (1985) di Duccio Tessari, in cui interpreta Kit Carson accanto al poco convincente[6] Giuliano Gemma nei panni di Tex Willer; Django 2 - Il grande ritorno (1987) di Nello Rossati, seguito ufficiale a distanza di vent'anni di Django.

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Marco Giusti, Dizionario dei film italiani stracult. Milano, Sperling & Kupfer, 1999. ISBN 8820029197 p. 251
  2. ^ Marco Giusti, op. cit., p. 525
  3. ^ La casa degli angeli, William Berger e Carolyn Lobravico, inkorsivo.com, 9 maggio 2016. URL consultato il 31 luglio 2016.
  4. ^ Marco Giusti, op. cit., pp. 528-529
  5. ^ Marco Giusti, op. cit., p. 387
  6. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 9788860731869 p. 2956

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Collegamenti esterniModifica

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