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Woolrich
Logo
StatoStati Uniti Stati Uniti
Fondazione1830 a Woolrich
Fondata da
  • John Rich
  • Daniel McCormick
Sede principaleBologna
Gruppofondo L-Gam
Persone chiave
Settoremoda
Prodottiabbigliamento
Sito web

Woolrich, Inc. è la più antica azienda americana produttrice di abbigliamento outdoor, fondata nel 1830 in Pennsylvania allo scopo di fabbricare tessuti per abbigliamento per cacciatori, taglialegna e trapper. Successivamente fornisce anche abbigliamento per la guerra civile americana[1][2] e per la spedizione antartica del 1939-1940 di Richard E. Byrd[3]. Dall'ottobre 2018 è controllata dal fondo lussemburghese L-Gam.

StoriaModifica

La fabbrica nasce nel 1830 a Plum Rum, Pennsylvania, su iniziativa di John Rich e Daniel McCormick. Da quella località John Rich si reca nelle miniere e nei campi per vendere filati e abbigliamento da lavoro alle diverse imprese che in quella zona stanno operando. Nel 1845 Rich apre una seconda fabbrica, nota come Woolen Mill, in una località nei pressi di Chatam Rum, dove è presente una sorgente d'acqua. A mano a mano che la fabbrica si sviluppa, anche il numero di operai che abitano nella zona comincia a crescere, finché l'insediamento comincia a chiamarsi semplicemente Woolrich. Rapidamente intorno alla fabbrica vengono costruiti negozi, punti di ritrovo e tutto quello che serve per una città.

L'azienda Woolrich diventa uno dei fornitori dell'esercito USA durante la guerra civile americana e durante la prima guerra mondiale e, in occasione delle spedizioni antartiche dell'Ammiraglio Richard E. Byrd, fornisce agli esploratori filati e abbigliamento. A rievocare[4] l'impresa l'Arctic Parka che diventa presto sinonimo di capospalla caldo e resistente alle temperature più rigide.

Nel 1985 comincia[5] la collaborazione con l'azienda italiana WP Lavori in Corso, che si occuperà della distribuzione del marchio prima in Italia, poi (dal 1998) in Europa e Asia, contribuendo anche alle modifiche di design. Grazie a questo legame, Woolrich aprirà negozi monomarca in Europa (a Stoccolma, Cortina d'Ampezzo, Forte dei Marmi e Sylt), nel corso del 2012 sono effettuate[6] ulteriori aperture di negozi monomarca nelle città di Göteborg in Svezia e a Seul, in Corea del Sud.

Sotto il marchio di Woolrich e accanto alla linea Woolrich John Rich & Bros, se ne sono sviluppate altre come Woolrich Woolen Mills, e Woolrich Penn-Rich.

Nel novembre 2016 WP Lavori in Corso, guidata da Cristina Calori, acquisisce l'80% dell'azienda americana.[7][8] Nell'ottobre 2018 nuovo passaggio di proprietà: Woolrich passa sotto il controllo del fondo L-Gam,[9] società di investimento lussemburghese partecipata dalla famiglia regnante del Liechtenstein.[10] Insieme ad Andrea Canè, storico direttore creativo del marchio, il nuovo amministratore delegato, Stefano Saccone, nato e cresciuto negli Stati Uniti.

NoteModifica

  1. ^ Amy Worden, Woolrich draws fire for selling forest lands Outdoor-clothing maker draws fire for selling its forest lands, Philadelphia Inquirer, 20 agosto 2004. URL consultato il 22 gennaio 2016.
  2. ^ David Kinney, Woolrich Inc. fights back, in Record-Journal (Associated Press), 14 febbraio 1999. URL consultato il 7 gennaio 2013.
  3. ^ It's Back in the Black for Woolrich Inc., Los Angeles Times, 31 maggio 1999. URL consultato il 22 gennaio 2016.
  4. ^ WP, un mondo di sicurezza. La sfida di Cristina Calori, in Quotidiano Nazionale, 28 giugno 2011.
  5. ^ WP conquista la grande mela, in Repubblica, 18 gennaio 2011.
  6. ^ WP Lavori in Corso, nuovi retail, su mondomodablog.com, 14 gennaio 2012.
  7. ^ WP Lavori in Corso si compra l'80% di Woolrich Inc., su pambianconews.com, 30 novembre 2016. URL consultato l'8 luglio 2019.
  8. ^ Il controllo dell'americana Woolrich passa al gruppo bolognese WP, su mobile.ilsole24ore.com, 30 novembre 2016. URL consultato il 25 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2018).
  9. ^ Woolrich, l'italiana WP vende al fondo L-Gam, su ilsole24ore.com, 22 ottobre 2018. URL consultato l'8 luglio 2019.
  10. ^ Laura Asnaghi, Woolrich, la formula "tre in uno" per puntare ai mercati globali, Affari&Finanza, 8 luglio 2019, p. 34

Collegamenti esterniModifica