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Xi Jinping

Segretario generale del Partito Comunista Cinese
Xi Jinping
Xi Jinping 2016.jpg

Segretario generale del Partito Comunista Cinese
In carica
Inizio mandato 15 novembre 2012
Predecessore Hu Jintao

Presidente della Repubblica Popolare Cinese
In carica
Inizio mandato 14 marzo 2013
Vice presidente Li Yuanchao
Capo del governo Li Keqiang
Predecessore Hu Jintao

Presidente della Commissione Militare Centrale del Partito Comunista Cinese
In carica
Inizio mandato 15 novembre 2012
Predecessore Hu Jintao

Presidente della Commissione Militare Centrale della Repubblica Popolare Cinese
In carica
Inizio mandato 14 marzo 2013
Predecessore Hu Jintao

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Cinese

Xi Jinping[1] (習近平T, 习近平S, Xí JìnpíngP; Pechino, 15 giugno 1953) è un politico cinese, Segretario generale del Partito Comunista Cinese dal 15 novembre 2012 e Presidente della Repubblica popolare cinese dal 14 marzo 2013.

La sua nomina a segretario avvenne al termine del XVIII Congresso del partito comunista del 2012. In tale occasione venne anche eletto capo della Commissione militare centrale del Partito Comunista Cinese.

Fa parte del gruppo dei Taizi, ovvero dei "principi rossi", che riunisce i figli e i nipoti dei protagonisti della "Lunga Marcia" e della vittoria del 1949, politicamente in una posizione mediana rispetto al Tuanpai, il gruppo degli ex giovani comunisti, e al gruppo di Shanghai, influenzato da posizioni liberiste.

Indice

BiografiaModifica

Esordi politiciModifica

Xi nacque a Pechino il 15 giugno 1953, figlio di Xi Zhongxun, un combattente comunista di lunga data, vice premier di ispirazione riformista (fu l'architetto delle zone economiche speciali volute da Deng Xiaoping nei primi anni ottanta per favorire il decollo industriale del paese e attirare gli investimenti stranieri), criticato e marginalizzato in più occasioni durante la Rivoluzione culturale per le sue posizioni poco ortodosse.[2] Durante la Rivoluzione culturale il padre di Xi, allora a capo del dipartimento di propaganda del PCC, cadde definitivamente in disgrazia finendo in carcere. Il giovane Xi venne inviato nello Shanxi in un gruppo di produzione, divenendo segretario della cellula di Partito del gruppo, terminando questa attività nel 1975. Successivamente avrebbe ricordato con favore questo periodo, pur ribadendo la disillusione verso la Rivoluzione culturale.

Nel 1971 entrò nella Lega della Gioventù Comunista Cinese e nel 1974 entrò a far parte del Partito comunista. Dal 1975 al 1979 studiò ingegneria chimica all'Università Tsinghua di Pechino, e successivamente lavorò come segretario di Geng Biao, che allora era vice primo ministro e segretario generale della Commissione militare centrale. Nel corso della sua carriera ebbe incarichi dirigenti nelle province di Shaanxi, Hebei, Fujian e Zhejiang. Alla fine degli anni ottanta entrò nel Comitato municipale di Fuzhou e nel 1990 divenne presidente della Scuola del Partito in città. Nel 1998 divenne vicegovernatore del Fujian, quindi governatore nel 1999, improntando il suo governo sull'attrazione di investimenti stranieri. Già all'inizio del suo mandato fu però coinvolto nello scandalo che investì l'amministratore locale corrotto e corruttore Lai Changxing, ma non ne subì ritorsioni.

Incarichi importantiModifica

Nel 2002 Xi si trasferì nello Zhejiang, dove divenne governatore provvisorio per alcuni mesi, esercitando il suo incarico di segretario provinciale del Partito e quindi presidente del comitato permanente dell'assemblea popolare provinciale. Nello stesso anno, al XVI Congresso nazionale del Partito, fu eletto membro del Comitato centrale, di cui era già supplente dal 1997. In questo periodo fece dello Zhejiang una delle province più virtuose dal punto di vista economico, grazie a un alto tasso di investimenti stranieri, creandosi anche una fama di nemico dei dirigenti corrotti.

A seguito della rimozione di Chen Liangyu, segretario del partito a Shanghai, Xi fu chiamato a sostituirlo nel marzo 2007, ricevendo così un segnale di apprezzamento da parte delle autorità centrali. Qui si impegnò a non toccare questioni controverse, limitandosi ad applicare le direttive del governo centrale.

Elevazione a dirigente centraleModifica

Nell'ottobre 2007 si tenne il XVII Congresso nazionale, con il relativo rinnovamento degli organi dirigenti, con l'appoggio di Hu Jintao, fu eletto membro dell'Ufficio politico del Partito Comunista Cinese e del Comitato permanente dell'ufficio politico; fu quindi nominato primo segretario della Segreteria del Comitato centrale (il cui capo formale è Hu in quanto segretario generale, ma le cui mansioni sono esercitate di fatto dal segretario che detiene il titolo informale di "primo membro" o "primo segretario"), nonché presidente della Scuola centrale. L'anno seguente, nel 2008, l'Assemblea popolare nazionale lo elesse vicepresidente della Repubblica. In questi tre incarichi succedeva a Zeng Qinghong, considerato il "numero 2" di Hu. Tutti questi incarichi ne fanno il potenziale successore di Hu come leader supremo della RPC, e cioè come segretario generale e presidente della Repubblica.[senza fonte]

Attività da vicepresidenteModifica

Xi è particolarmente impegnato sul fronte delle relazioni internazionali. Subito dopo la propria elezione a vicepresidente, compì visite ufficiali in Corea del Nord, Mongolia, Arabia Saudita, Qatar e Yemen, a cui aggiunse altri intensi tour internazionali negli anni successivi. Nel corso di una visita in Venezuela nel 2009 incontrò Hugo Chávez. .[senza fonte]

L'11 febbraio 2009, in visita in Messico, davanti ad alcuni residenti cinesi disse che la lotta della Cina contro la crisi mondiale era il suo "maggior contributo per la razza umana" e, respingendo le accuse rivolte al suo paese, dichiarò: "Primo, la Cina non esporta la rivoluzione. Secondo, la Cina non esporta fame e povertà. Terzo, la Cina non esporta seccature. Che altro c'è da dire?".[3] Pare che queste sue affermazioni presero di sprovvista persino il Ministero degli Esteri.

Xi naturalmente detiene e ha avuto svariati incarichi anche a livello interno. Oltre a essere incaricato degli affari di Hong Kong e Macao a livello centrale, fu posto a capo dei lavori di preparazione per la XXIX Olimpiade che si tenne a Pechino nel 2008, e nel 2009 fu presidente del comitato preparatorio dei festeggiamenti per il 60º anniversario della Repubblica popolare. Il 18 ottobre 2010 è stato eletto vicepresidente della Commissione militare centrale al plenum del Comitato Centrale del partito.

Successione alla Segreteria generale del PartitoModifica

Il 15 novembre 2012 al termine del XVIII Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese Xi Jinping è stato eletto segretario generale del Partito Comunista Cinese. Nello stesso giorno è stato nominato anche capo della Commissione militare centrale. Si tratta delle due cariche più importanti all'interno del Partito Comunista Cinese, in precedenza detenute dal segretario uscente Hu Jintao. Il fatto che Xi Jinping abbia assunto in quest'occasione entrambi gli incarichi viene interpretato come un segno della compiuta transizione dalla vecchia alla nuova leadership. Il 14 marzo 2013, secondo una consuetudine che prevede che il segretario generale acceda alla massima carica istituzionale dello stato, Xi Jinping è stato eletto presidente della Repubblica dall'Assemblea nazionale del popolo, riunitasi per l'elezione del nuovo governo della repubblica.[4]

Posizioni politicheModifica

Sogno CineseModifica

Xi e gli ideologi del partito hanno coniato l'espressione "Sogno Cinese" per descrivere il piano generale del leader per il futuro della Cina. Dal 2013 la frase è emersa a simbolo di una ideologia quasi ufficiale del partito. L'espressione prende probabilmente ispirazione dal concetto di Sogno Americano.[5] The Economist ha notato come la natura astratta e apparentemente aperta del concetto, che non prescrive nessuna precisa politica, sia un cambiamento volontario rispetto al gergo altamente ideologico dei suoi predecessori.[6]

Sebbene il Sogno Cinese sia stato inizialmente interpretato come analogo al Sogno Americano (che enfatizza l'automiglioramento e le opportunità individuali),[6] l'uso dello slogan in contesti ufficiali dal 2013 ha assunto un carattere più nazionalista: la parola "Sogno" è stata costantemente collegata alla frase "la grande resurrezione della Nazione Cinese".[7] Le implicazioni politiche del "Sogno Cinese" rimangono non chiare.

Xi ha usato per la prima volta l'espressione durante un'importante visita al Museo nazionale della Cina, il 29 novembre 2012, in occasione di un'esibizione sulla "resurrezione nazionale". Da allora l'espressione è diventata lo slogan politico simbolo dell'era Xi.[8]

Xi Jinping ha affermato, l’8 giugno 2013, durante il suo incontro con il presidente americano Barack Obama, che il sogno cinese significa la prosperità del paese, la ripresa della nazione e la felicità del popolo. Ed è anche il sogno di cooperazione, di sviluppo, di pace e di win-win. Il sogno cinese è simile a quello americano, ed a quello del popolo di tutto il mondo, ossia, la ricerca alla felicità.

"Il pensiero di Xi Jinping"Modifica

Il 18 settembre 2017 i media di stato cinesi hanno annunciato che il Comitato centrale del Partito Comunista Cinese aveva deciso che la filosofia politica di Xi, comunemente chiamata "il pensiero di Xi Jinping" dai media occidentali, sarebbe entrata nella costituzione cinese.[9][10]

Xi ha parlato per la prima volta dei suoi "Pensieri sul Socialismo con Caratteristiche Cinesi per una Nuova Era" nel discorso di apertura del diciannovesimo congresso del partito nell'ottobre 2017. Il Comitato permanente dell'ufficio politico del Partito Comunista Cinese ha aggiunto, nel suo commento al discorso, "di Xi Jinping" dopo "Pensieri".[11]

Xi stesso ha descritto il Pensiero come parte di un più ampio progetto di "Socialismo con caratteristiche cinesi" (un'espressione che si deve a Deng Xiaoping) che vede la Cina a uno "stadio primario di socialismo". Nei documenti ufficiali del partito e nelle dichiarazioni dei colleghi di Xi, il Pensiero è definito una continuazione del Marxismo-Leninismo, del Pensiero di Mao Tse Tung, della Teoria di Deng Xiaoping, delle "Tre rappresentanze" e della Prospettiva di Sviluppo Scientifico. L'insieme di queste dottrine rappresenta il "Marxismo adattato alle condizioni cinesi" e alla situazione contemporanea.[11]

Il 24 ottobre 2017, nella sua ultima sessione, il Diciannovesimo Congresso del Partito ha approvato l'incorporazione del Pensiero di Xi Jinping nella Costituzione del Partito Comunista Cinese.[12][13]

Ruolo del partito ComunistaModifica

Fin dalla sua elezione Xi ha affermato ripetutamente la supremazia del Partito Comunista, riprendendo le parole di Deng Xiaoping secondo il quale riforme economiche efficaci possono avere luogo solo sotto la guida di un partito unico. Secondo Xi il Partito Comunista è l'unico partito legittimo e costituzionale e da esso deriva la legittimità della così detta "linea di massa": in altre parole il partito rappresenta gli interessi della grande maggioranza delle persone comuni.

Xi ha mostrato di prediligere un potere politico fortemente centralizzato come mezzo per una ristrutturazione economica di larga scala. Xi crede che la Cina debba seguire "il proprio cammino" e che un governo forte e autoritario sia parte integrale del "modello cinese", basato su un "sistema di valori socialista" visto come in contrapposizione ai valori occidentali. Così come il partito deve controllare la vita politica dello stato, le autorità centrali del partito devono esercitare un controllo completo e diretto su tutte le attività del partito. Ciò nonostante Xi e i suoi seguaci riconoscono le sfide alla legittimità della guida comunista, in particolare la corruzione dei funzionari di partito. La risposta a queste sfide, secondo il programma di Xi, è duplice: da una parte rinforzare il partito dall'interno, imponendo una stretta disciplina e iniziando un'ampia campagna anti-corruzione; dall'altra l'organizzazione di campagne propagandistiche sulla "linea di massa" nello stile di Mao.[14]

Le politiche di Xi sono state definite come "economicamente liberali ma politicamente conservatrici" da Cheng Li della Brookings Institution.[15]

FamigliaModifica

Xi è sposato con Peng Liyuan, sua seconda moglie, dal 1987. Peng è una cantante di discreto successo, nonché membro dell'Esercito Popolare di Liberazione e deputata al Comitato nazionale della Conferenza politica consultiva del popolo. La loro vita impegnata li tiene frequentemente separati. La coppia ha una figlia di nome Xi Mingze, che ha studiato a Harvard sotto pseudonimo, onde evitare possibili favoritismi.[senza fonte]

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ Nell'onomastica cinese il cognome precede il nome. "Xi" è il cognome.
  2. ^ X come Xi Jinping - Il Sole 24 ORE
  3. ^ http://www.italiaoggi.it/giornali/stampa_giornali.asp?id=1681948&codiciTestate=1&accesso=FA
  4. ^ Cina, Xi Jinping eletto presidente della Repubblica - Repubblica.it
  5. ^ The role of Thomas Friedman, in The Economist, 6 maggio 2013.
  6. ^ a b "Chasing the Chinese dream" Archiviato il 28 Ottobre 2016 Data nell'URL non combaciante: 28 ottobre 2016 in Internet Archive., The Economist 4 maggio 2013, pp. 24–26
  7. ^ In cinese: 中华民族伟大复兴, che può anche essere tradotto come "Grande Rinascimento della Nazione Cinese" o la "Grande Resurrezione del popolo cinese".
  8. ^ "Xi Jinping and the Chinese Dream" Archiviato il 10 maggio 2016 in Internet Archive., The Economist 4 maggio 2013, p 11 (editorial)
  9. ^ (ZH) 中共中央政治局召开会议 研究拟提请党的十八届七中全会讨论的文件-新华网, su news.xinhuanet.com. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  10. ^ (EN) CCP Constitution Amendment May Signal Xi's Power, in China Digital Times (CDT), 19 settembre 2017. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  11. ^ a b (EN) Zhang Ling, CPC creates Xi Jinping Thought on Socialism with Chinese Characteristics for a New Era, in Xinhua, 18 ottobre 2017. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  12. ^ (EN) Tom Phillips, Xi Jinping becomes most powerful leader since Mao with China's change to constitution, in The Guardian, 24 ottobre 2017. URL consultato il 24 ottobre 2017.
  13. ^ Francesco Radicioni, La Cina mette il nome di Xi Jinping nella costituzione del partito come Mao Zedong, in La Stampa, 24 ottobre 2017. URL consultato l'8 dicembre 2017.
  14. ^ (EN) Sebastien Veg, China's Political Spectrum Under Xi jinping, in The Diplomat, 11 agosto 2014.
  15. ^ (EN) Cheng Li, A New Type of Major Power Relationship?, su brookings.edu.
  16. ^ Xi Jinping Meets with International Olympic Committee President Thomas Bach and Receives the Olympic Order in Gold, Consulate-General of the People's Republic of China in San Francisco.
  17. ^ China's Xi receives royal welcome in Belgium before EU talks, EUbusiness.
  18. ^ Xi Jinping Receives the Order of the Liberator from Venezuela, Ministry of Foreign Affairs of the People's Republic of China.
  19. ^ Xi Jinping Receives Order of José Marti of Cuba, Ministry of Foreign Affairs of the People's Republic of China.
  20. ^ Pakistan confers Nishan-e-Pakistan on Chinese President Xi Jinping, su Hindustan Times.
  21. ^ Articolo
  22. ^ (EN) Wam, King Salman, Chinese President hold talks - President Xi is visiting Saudi, Emirates247.com, 20 gennaio 2016. URL consultato il 1º novembre 2017 (archiviato il 22 gennaio 2016).
  23. ^ (EN) Xi Jinping Holds Talks with King Salman bin Abdulaziz Al Saud of Saudi Arabia - Two Heads of State Jointly Announce Establishment of China-Saudi Arabia Comprehensive Strategic Partnership, Ministry of Foreign Affairs, the People's Republic of China, 20 gennaio 2016. URL consultato il 1º novembre 2017 (archiviato il 10 maggio 2017).
  24. ^ Chinese president receives Order of Republic of Serbia, in B92.
  25. ^ Lukashenko awards Order for Strengthening Peace and Friendship to Xi Jinping, in Belarusian Telegraph Agency.
  26. ^ China to host peace meet on Israel, Palestinians this year
  27. ^ Presenting the Order of St Andrew the Apostle to President of China Xi Jinping, The Kremlin.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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