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La realizzazione del Teatro Romano, lo Zairo, a Padova risale probabilmente al periodo 60-70 d.C.; sembra infatti che vi abbia recitato il poeta latino Publio Clodio Trasea Peto. Dello stesso periodo è quello di Verona[1], che ha caratteristiche simili.

Nel 1077, in un documento, si legge il nome Zairo che, esaminato nella sua etimologia, potrebbe derivare da "Satiro", di origine dialettale, o da "Theatrum", di origine latina.

Nel 1775 furono ritrovati i resti del teatro, durante la sistemazione del Prato della Valle, che erano rimasti visibili per poi essere perduti dal XVI secolo. Una parte di questi resti affiorano tuttora durante le periodiche pulizie della canaletta dell'Isola Memmia.

Indice

I rilievi storiciModifica

In base ai rilievi effettuati sui resti del teatro, riportati alla luce durante lo scavo della canaletta, si effettuò una ricostruzione nel 1795, depositata presso la Biblioteca Civica di Padova (R.I.P. 1125)[2], teorizzando che l'edificio, nel suo sviluppo totale, avesse un raggio di 125 piedi, quasi 40 metri. L'ipotesi, così definita, venne criticata e corretta nel 1823 definendo un raggio di 125 piedi, quasi 50 metri.

Anche considerando entrambe le ipotesi, una ricostruzione ideale definisce l'edificio come una struttura di dimensioni molto imponenti, se si considera che era collocato in un pianoro con le dovute difficoltà per la sistemazione della cavea.

Storia del Prato della ValleModifica

Patavium aveva il centro dell'abitato urbano nell'ansa del Medoacus[3], ora Brenta, e all'epoca era abitata dai Paleoveneti, la cui provenienza ed origine è tuttora oggetto di analisi per gli storici. Questa popolazione si era insediata lungo le sponde del Medoacus e dell'Edrone, ora Bacchiglione.

Fin dalle sue origini la zona di collocazione dello Zairo è stata un importante accesso all'Urbs Patavium, dato che nelle sue vicinanze esistevano due Piste.

Le piste dei PaleovenetiModifica

La collocazione strategica dello Zairo è stata dettata dal fatto che dal Prato della Valle si diramavano due piste[4] per il transito verso Roma e verso il mare Adriatico.

La Pista per Ateste (ora Este) partiva da via Roma, poi percorreva via Umberto I, il Prato della Valle a ponente, Corso Vittorio Emanuele II, la Mandria, Mezzavia, lungo Strada Battaglia, Este e poi verso Roma. La Pista per Adria, dalla Chiesa di San Daniele, in via Umberto I, attraversava il Prato della Valle, indicativamente lungo l'attuale asse maggiore dell'Isola Memmia, per poi continuare lungo via Fabrici d'Acqua Pendente e quindi in direzione di Casalserugo e Bovolenta.

NoteModifica

  1. ^ Lionello Puppi, 1982, p. 13.
  2. ^ Lionello Puppi, 1982, p. 14.
  3. ^ Lionello Puppi, 1982, p. 15.
  4. ^ L. Bosio, 1981, p. 8.

BibliografiaModifica

  • Bruno Brunelli, I teatri di Padova dalle origini alla fine dell secolo XIX, Draghi, 1921.
  • Soprintendenza Archeologica delle Venezie, Padova Preromana, Carocci, 1976.
  • Lionello Puppi Mario Universo, Le città della storia d'Italia: Padova, Laterza, 1982.
  • L. Bosio, Problemi topografici di Padova preromana, Paova, 1981.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica