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Zayd Abū Zayd (in arabo: ابو زيد‎; 11951269) fu l'ultimo wālī (governatore) di Valencia in al-Andalus (Spagna islamica) per conto degli Almohadi. Era un pronipote del primo califfo almohade ʿAbd al-Muʾmin.

BiografiaModifica

Succedette allo zio Abū ʿAbd Allāh Muḥammad nella carica di governatore almohade di Valencia.

Dopo la morte del giovane califfo almohade Yusuf al-Mustansir, gli uomini di corte del palazzo reale di Marrakesh nominarono nuovo califfo ʿAbd al-Wāḥid I. Zayd si rifiutò di riconoscere ʿAbd al-Wāḥid come nuovo califfo, rendendosi totalmente indipendente da Marrakesh, proclamandosi "Re di Valencia" (Malik Balansiya). La sua indipendenza fu però di breve durata, a seguito dei ripetuti attacchi castigliani, fu costretto a diventare un vassallo di Ferdinando III di Castiglia.[1]

Quando nel settembre 1227 Idrīs al-Maʾmūn divenne nuovo califfo almohade, Zayd venne riconosciuto governatore di Valencia e convinto a rompere il patto di vassallaggio col re castigliano. Ma poco dopo, nel 1228 , Muḥamamd b. Ḥūd conquistò Murcia contribuendo ulteriormente alla decadenza dell'unità almohade. In questa situazione caotica, aggravata dalle carestie, ci fu anche una rivolta a Valencia, capeggiata da Zayyan ibn Mardanish (discendente di Muhammad ibn Mardanish, signore della regione orientale di al-Andalus all'epoca della conquista almohade, a cui oppose resistenza). Il 24 gennaio del 1229 Zayyān entrò a Valencia, costringendo Zayd a fuggire prima a Segorbe e poi in Aragona.[1]

Nello stesso anno Zayd si convertì al Cristianesimo e venne battezzato con il nome Vincent Bellvís, ciò rimase segreto fino alla conquista di Valencia da parte di Giacomo I d'Aragona nel 1238. Da allora in poi si comportò come un vero signore feudale cristiano, diventando un favorito dal re, con il quale firmò un patto di fedeltà a Calatayud il 20 aprile.

Ricevette numerose donazioni da parte de re: Nel 1236 le città di Ricla e Magallón, nel 1238 ricevette delle fattorie a Huerta de Valencia, nel 1239 ricevette Castillo de Ganalur e delle cascine ad Aldaia.

Morì verso la fine del 1269.

NoteModifica

  1. ^ a b Diccionari d'Història de Catalunya, Barcelona, Edizione 62, 1998, p. 4.

Voci correlateModifica

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