Zeta (rivista)

rivista mensile italiana di videogiochi

Zeta, nell'ultimo periodo PCZeta, è stata una rivista italiana mensile dedicata ai videogiochi, pubblicata dal febbraio 1995 al marzo 2001.

Zeta
PCZeta
StatoItalia Italia
Linguaitaliano
Periodicitàmensile
GenereRivista di videogiochi
Fondazionefebbraio 1995
Chiusuramarzo 2001
Inserti e allegatiCD-ROM (dal 1997/1998)
SedeMilano
Editore
  • Studio Vit (n. 1-20, 27-69)
  • Il Mio Castello editore (n. 21-26)[1]
Diffusione cartaceacirca 25 000[2] (primo periodo)
DirettoreRiccardo Albini
Redattore capoAndrea Minini Saldini (1995-1997)
 

StoriaModifica

Zeta venne sempre redatta e quasi sempre edita dallo Studio Vit, che lanciò la rivista subito dopo aver lasciato la redazione di K. Il direttore era Riccardo Albini e il primo capo redattore è stato Andrea Minini Saldini, rimasto in tale ruolo fino a maggio 1997[3].

Il mensile nasce come rivista indipendente, con il sottotitolo L'ultima parola sul divertimento interattivo, e ospita recensioni di videogiochi per MS-DOS/Windows, Amiga, Macintosh e console a 32 bit come CD-i, 3DO, PlayStation e Sega Saturn, ma passa presto a concentrarsi solo sui computer.

Secondo Albini, i lettori non seguirono fedelmente gli autori tanto quanto lo Studio Vit aveva sperato, e si divisero a metà tra K e Zeta, che avevano circa 25 000 lettori a testa. Questo finì per avvantaggiare la terza concorrente The Games Machine, che presto divenne la testata dominante[2].

A partire dal numero 20 di novembre 1996, Zeta viene acquistata da Il Mio Castello editore, e subisce profonde modifiche: viene aggiunto per qualche numero il sottotitolo Giochi per computer, si utilizza carta di minore qualità e l'impaginazione da brossurata diventa spillata[1].

Dopo poche uscite, dal n. 27, Zeta viene riacquistata dallo Studio Vit, che rientra anche nel ruolo di editore, mentre Il Mio Castello realizza nel frattempo Giochi per il mio computer. Viene ripristinato il formato originario della rivista, al sottotitolo storico si sostituisce la scritta "Computer - Videogiochi" che gira intorno al logo, e per la prima volta appare il logo dello Studio Vit sulla costina[1].

In seguito furono allegati dei CD-ROM di demo, con incremento del prezzo di copertina di quella che fino ad allora era stata una delle testate più economiche del settore; inizialmente era venduta a 6000 lire, un prezzo concorrenziale per metà anni '90, poi, dopo pochi numeri a 7000 lire, dal n. 29 si assestò a 9900 lire, prezzo che mantenne fino alla fine[1].

Intorno al 1998 la rivista utilizza in licenza anche materiale tradotto, proveniente dalla rivista britannica PC Zone della Dennis Publishing[4].

Dal numero 47 del marzo 1999 Zeta cambia titolo in PCZeta, diventando definitivamente una rivista per solo PC e abbandonando anche il caratteristico logo quadrato (con "ZE" sopra e "TA" sotto) per uno lineare. Con PCZeta ritorna anche la pratica di allegare CD-ROM, ma stavolta con un gioco completo, o talvolta anche due, senza aumento del prezzo. La strategia era scegliere giochi tra titoli di secondo piano, ma che avessero comunque avuto un buon riscontro di critica[1].

La testata chiuse nel marzo 2001, con il numero 69, perché ormai economicamente in perdita; la redazione passò a occuparsi del sito kwVideogiochi.it, facente parte di Kataweb e già attivo dall'ottobre 2000[5]. Lo Studio Vit inoltre stava concentrando le proprie attività sul Fantacalcio[2] e non realizzò più altre riviste videoludiche[1]. KwVideogiochi.it cessò dichiaratamente gli aggiornamenti nel novembre 2002[6].

ContenutiModifica

Nelle intenzioni del direttore Albini, Zeta doveva essere una rivista dal taglio serio e professionale, come già era la precedente K e anche oltre, con più pagine e più attenzione verso la multimedialità, che all'epoca stava suscitando grande interesse. L'aspetto di Zeta è infatti generalmente senza fronzoli, simile a quello tipico di una rivista di informatica[3]. Infatti la rivista utilizza prevalentemente fondo bianco, a differenza dei fondi colorati e artistici tipici di riviste di settore dell'epoca come The Games Machine, ma sfoggiando comunque varietà nei tipi e colori dei caratteri[1].

Le rubriche iniziano con Zmail, dedicato alla posta dei lettori, poi segue Mondo Bit con le notizie. Le anteprime, almeno nei primi anni, sono chiamate Prima visione e le numerose recensioni Zeta test. Notevoli sono i vari speciali e approfondimenti. La parte finale, più tecnica, comprende la zona dedicata al multimediale. Solitamente anche le poche recensioni sulle console, sempre più estranee agli scopi della rivista, sono alla fine. Più avanti c'è un dettagliato spazio sulle soluzioni[1].

Il sistema di votazione nelle recensioni è molto semplice, specie in confronto a K: si usa la scala da 1 a 10 senza frazioni, e in un unico riquadro di commento sono riassunti pregi e difetti[1]. Solo nell'ultimo periodo, a partire dal n. 57 di PCZeta, si passò al voto in centesimi[7].

Elenco usciteModifica

  Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
1995 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
1996 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21
1997 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32
1998 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44
1999 45 46 47* 48 49 50 51 52 53 54 55 56
2000 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66
2001 67 68 69
* da qui il titolo cambia in PCZeta

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g h i Retrogame Magazine 2, p. 71.
  2. ^ a b c Breve storia del giornalismo videoludico italiano, su prismomag.com, 24 novembre 2015.
  3. ^ a b Retrogame Magazine 2, p. 70.
  4. ^ cfr. ad es. Zeta n° 43 e 44, p. 4
  5. ^ Editoriale (JPG), in PCZeta, n. 69, Milano, Studio Vit, marzo 2001, p. 3, ISSN 1128-5559 (WC · ACNP), OCLC 955170922.
  6. ^ kwVideogiochi, su kwvideogiochi.kataweb.it (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2002).
  7. ^ Il vademecum di PCZeta (JPG), in PCZeta, n. 57, Milano, Studio Vit, gennaio 2000, p. 5, ISSN 1128-5559 (WC · ACNP), OCLC 955170922.

BibliografiaModifica

  • Zeta, in Retrogame Magazine, n. 2, seconda serie, Cernusco sul Naviglio, Sprea, luglio/agosto 2017, pp. 70-71, ISSN 2532-4225 (WC · ACNP).

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica