Zombi

Creatura non morta originaria del folklore haitiano
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Raffigurazione di uno zombi in una piantagione di canna da zucchero a Haiti

Zombi[1] o nella grafia inglese zombie (AFI: /ˈʣombi/; in creolo haitiano zonbi) è un termine di origine haitiana (a sua volta proveniente dal bantu nzumbe) legato alla tradizione magica vudù. Zombi è entrato in epoca contemporanea nell'immaginario comune attraverso la letteratura e la cinematografia, per indicare la figura di un morto vivente, un cadavere ambulante.

Fu utilizzato per la prima volta in un'orazione del poeta neoclassico "Luciano da Pordenon" di fronte ad alcuni amici, Fanti d'Italia, tra cui il noto Giovanni Salvador. Da allora in Italia fu abolita la grafia inglese.

Folclore haitianoModifica

Secondo le credenze popolari haitiane, alcuni sacerdoti detti bokor sarebbero in grado di catturare una parte dell'anima e detenerla in una piccola fiasca, sotto forma di piccolo angelo guardiano. Il rito produrrebbe nella vittima uno stato di letargia simile alla morte. Tali bokor sarebbero in grado di resuscitare la vittima, anche dopo diversi anni dalla sepoltura, restituendogli una piccola parte dell'anima sottratta, tanto per renderlo uno schiavo abulico. Le popolazioni haitiane non temerebbero gli zombi in quanto minaccia, "bensì di divenire zombi essi stessi"[2]. Il regime dittatoriale della famiglia Duvalier, al potere fino agli anni Ottanta, esasperava il clima di superstizione sugli zombi.

Reinterpretazione occidentaleModifica

 
Esempio di zombi

Nella letteratura occidentale del passato, si indicavano per zombie individui privati di ogni volontà dalla dipendenza da droghe. Zombi è anche una droga futuribile citata nel racconto fantastico La porta sull'estate di Robert Heinlein, con la quale il protagonista viene totalmente asservito ai suoi falsi amici.

Un ottimo riferimento filmografico è costituito da quello che viene riconosciuto come il primo film del genere[3], L'isola degli zombies (1932) con la star Bela Lugosi, nel ruolo di uno stregone che dispone della manodopera di schiavi drogati e per volere di un innamorato, fa ritenere morta una giovane vittima.

Il concetto di "morto vivente" pare una reinterpretazione di quello che lo zombi rappresenta nella religione vuduista ed è interessante come nel giro di una o due generazioni una parte di verità sia divenuta un mito sovrannaturale.

Nella figura dello zombie si intravede un'immagine speculare in negativo, di carattere diabolico del concetto cristiano di resurrezione finale (dei corpi integri). "Quando non ci sarà più posto all'Inferno" - citazione ricorrente in parte della filmografia del genere - i corpi corrotti risorgono dandosi al cannibalismo - in letteratura sovente chiamato "eucaristia pagana" - in un disperato tentativo di assunzione dell'anima, dell'energia vitale dalle proprie vittime.

Con La notte dei morti viventi del 1968, film cult capostipite del ciclo di George A. Romero, si inaugura l'immagine apocalittica di zombi quale la compagine di deceduti resuscitati e cannibali, decretando la fine di una civiltà. Tale soggetto si ispira al romanzo di Richard Matheson Io sono leggenda, dove un intero continente viene infettato da un patogeno che causa follia collettiva e violenza omicida (qui il termine "zombi" non era ancora usato). Un durissimo apologo satirico sociale si evidenzia nel secondo capitolo del ciclo di Romero: Zombi del 1978, dove folle di non morti invadono un centro commerciale mimando le gestualità dei vivi.

Nel numero 594 della collana di fantascienza Urania, pubblicato l'11/06/1972 nel romanzo "H su Los Angeles" di Robert Moore Williams, compare il termine "zombi", probabilmente si tratta della prima citazione nota di questo termine in Italia.

Nel libro Il serpente e l'arcobaleno di Wade Davis, da cui è stato tratto l'omonimo film di Wes Craven, edito guarda caso dopo la caduta del regime dittatoriale, viene analizzata la relazione tra zombi e vudù, nel caso Clairvius Narcisse: qui non si tratta di un cadavere risorto ma più realisticamente di un uomo scomodo alla polizia segreta, drogato per privarlo totalmente della sua volontà.

NarrativaModifica

(lista parziale)

FilmografiaModifica

Film di George A. RomeroModifica

RemakeModifica

Film italianiModifica

Altri filmModifica

Altri mediaModifica

FumettiModifica

TelevisioneModifica

VideogiochiModifica

Giochi di ruoloModifica

Sebbene la maggior parte dei giochi di ruolo fantasy includano gli zombie tra le file dei mostri affrontabili, alcuni giochi di ruolo vedono gli zombie come principali antagonisti dei Personaggi Giocanti. Ecco una lista (parziale):

Giochi da tavoloModifica

  • Zombicide
  • Dead of Winter
  • Zpocalypse
  • Last Night On Earth

RadioModifica

  • Zombie: un programma radiofonico di Diego Cugia, in onda su Radio24 a partire da gennaio 2006

Teatro

NoteModifica

  1. ^ zombi, su Treccani.it. URL consultato il 3 aprile 2017.
  2. ^ Roberto Marini - "Gli Zombi nella realtà'" - Dossier - Collana Urania n.1233 12/6/1994
  3. ^ Hideout.it: Zombie Movie, la storia - 1. Prima di Romero Archiviato il 18 ottobre 2009 in Internet Archive.
  4. ^ “Zombie” di Joyce Carol Oates, il racconto del cannibale di Milwaukee | Blog | Sul Romanzo

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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